Eternit, condanna annullata

Eternit: lo sconcerto dei familiari, siamo allibitiLa Procura di Torino ha chiuso formalmente l’inchiesta Eternit bis in cui è indagato l’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny. Si procede per omicidio volontario continuato. Una cinquantina di casi di morte in più, oltre ai primi 213, saranno contestati a Stephan Schmidheiny. I pm Raffaele Guariniello e Gianfranco Colace stanno lavorando all’atto formale di chiusura delle indagini (che aggiorna il precedente di alcuni mesi fa).
Il processo Eternit svoltosi ieri in Cassazione si occupato solo del disastro ambientale, “non erano, quindi, oggetto del giudizio i singoli episodi di morti e patologie sopravvenute, dei quali la Corte non si è occupata”, sottolinea la Suprema Corte. L’oggetto del processo Eternit svoltosi ieri in Cassazione “era esclusivamente l’esistenza o meno del disastro ambientale, la cui sussistenza è stata affermata dalla Corte che ha dovuto, però, prendere atto dell’avvenuta prescrizione del reato”, avvenuta nel 1986 con la chiusura degli stabilimenti.
I familiari delle vittime: sentenza inaspettata e demenziale “di fronte a una storia così che vede ancora oggi persone che muoiono a ritmo di 50-60 l’anno”.
Lo ha affermato il responsabile legale dell’Associazione familiari vittime dell’amianto, Paolo Liedholm. “Dire che tutto questo è prescritto, quando in realtà sappiamo che l’apice non è ancora arrivato e sarà solo tra 15 anni, è una cosa paradossale – aggiunge – assurda e che ci fa fare davvero una brutta figura agli occhi del mondo”. “Ma ricominceremo sin da subito a lottare” assicura Liedholm. “Per altro so che la Procura di Torino sta già pensando a un Eternit bis; e, se il motivo di questa sentenza è la prescrizione, allora si farà un altro processo in cui questa volta verranno contestati gli omicidi”. “Almeno per quelli, si spera” conclude il responsabile legale “non ci sarà un discorso di prescrizione perché naturalmente si consumano nel momento in cui si verifica la morte, e a quel punto vedremo se finalmente in questo Paese si può avere un minimo di giustizia”.
Su Schmidheiny aperte ancora tre inchieste a Torino 
Sono tre le inchieste ancora aperte a Torino per il caso Eternit. Nella prima, per quale è stato notificato il rituale avviso di chiusura indagini, l’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny è indagato per omicidio volontario in relazione alla morte per mesotelioma di 213 persone. Il secondo procedimento si riferisce agli italiani deceduti dopo aver lavorato negli stabilimenti Eternit in Svizzera e Brasile. Il terzo fascicolo riguarda l’amiantifera di Balangero, nel Torinese, la più grande cava d’amianto d’Europa: uno studio epidemiologico ha messo in evidenza 214 casi di morte e qui Schmidheiny è indagato perché la struttura entrò per qualche tempo nella galassia Eternit.

I Verdi: in Parlamento norma ammazza-processi per disastro ambientale
A lanciare l’allarme il leader dei Verdi Angelo Bonelli parlando “dell’ introduzione dell’art.452-ter nel codice penale”, all’interno della “legge sui reati ambientali” già “approvata alla Camera e in discussione al Senato”. Così – spiega Bonelli che ritiene “scandalosa la sentenza della Cassazione” su eternit – bisognerà dimostrare “l’irreversibilità del danno ambientale” affinché “il disastro ambientale” possa “diventare reato”.

Fonte: ansa.it




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