G+ Co-Mask, la mascherina al grafene che protegge dal virus

Fortunatamente le mascherine non sono più un bene introvabile ma rimangono estremamente importanti e un prezioso alleato nella lotta alla diffusione del Coronavirus. Ce ne sono di moltissimi tipi: dalle classiche chirurgiche alle FPP per arrivare fino a quelle in tessuto passando per quelle sostenibili e quelle più ricercate.

Oggi vogliamo presentarvene una che è stata in grado di utilizzare le principali proprietà del grafene per proteggere chi la indossa dal contagio. A produrre queste mascherine hi-tech è la lombarda Directa Plus, produttore di grafene e che utilizza questo materiale in innumerevoli contesti.

milano

 

«L’idea è nata nelle prime settimane dell’emergenza Covid-19: sfruttare le proprietà del grafene, che Directa Plus aveva già sperimentato sia nei tessuti che nella depurazione dell’acqua, per creare una mascherina innovativa» spiega Giulio Cesareo, fondatore e CEO di Directa Plus. «Così, in tempi record per la ricerca e lo sviluppo, è stata creata G+ Co-Mask, la mascherina al grafene con proprietà antibatteriche, antistatiche e di conduzione del calore, un aspetto che riesce contemporaneamente a garantire comfort per chi la usa, disperdendo il calore in eccesso, e a facilitarne la sanificazione». Il materiale, grazie alle precedenti esperienze nel campo del tessile, è ad ogni modo già stato certificato per la sicurezza nel contatto con la pelle: è ipoallergenico e dermatologicamente testato.

 

Proprietà antivirali

Ciò che ha richiesto invece più tempo è stato lo studio sulla proprietà antivirale del grafene. A ottobre, una ricerca condotta da un team del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università Cattolica di Roma guidato dal Prof. Massimiliano Papi, in collaborazione con il Policlinico Gemelli di Roma, ha confermato che il grafene G+, prodotto dall’azienda Directa Plus, non solo ha proprietà antivirali, ma riesce a fermare anche il temuto SARS-CoV-2, il coronavirus responsabile dell’attuale pandemia.

Secondo quanto annunciato dall’azienda, “i test condotti dal team del Prof. Papi, i cui dettagli  sono stati pubblicati in un paper disponibile su MedRxiv, mostrano che il grafene G+ riesce a migliorare le proprietà filtranti dei tessuti e a inibire quasi completamente l’incidenza di SARS-CoV-2, contribuendo così a ridurre la diffusione del COVID-19 in modo estremamente efficace”.
«I risultati dei test effettuati confermano la capacità del grafene di bloccare SARS-CoV-2. Il virus viene di fatto intrappolato nel tessuto funzionalizzato al grafene e inattivato, impedendo così il contagio» spiega il Prof. Papi

 

Filtri e tessuti

Per sviluppare G+ Co-Mask sono stati testati oltre 180 materiali, fino alla scelta di un jersey altamente traspirante, sul quale viene applicata una stampa intelligente al grafene chiamata Planar Thermal Circuit, perché distribuisce il calore in tempi rapidissimi sul piano del tessuto, proprio come avviene all’interno di un circuito. Per il modello in cotone, è stata invece progettata una nuova tecnologia, l’impregnazione con grafene: il cotone viene trattato con acqua e grafene facendolo così penetrare all’interno della fibra. Il risultato è un “cotone G+” altamente antibatterico, traspirante, con elevato potere filtrante.
Infine il filtro – che viene inserito nella tasca della mascherina e ha una durata di 16 ore – ottenuto attraverso un coating totale di grafene: traspirante e in grado di filtrare i batteri al 95%.



Redazione

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