Giovani reporter crescono: premiate a Napoli le “scuole anti-rifiuti”

L’obiettivo era trasformare i ragazzi delle scuole campane in portavoci dell’esigenza e della possibilità concreta di costruire un futuro libero da rifiuti anche in territori difficili come Napoli e dintorni. E a giudicare dall’entusiasmo che permea i lavori prodotti dagli studenti il risultato sembra a portata di mano. Occasione per toccare con mano quanto l’impegno in favore della legalità e di stili di vita ecologicamente sostenibili sia diffuso tra gli studenti campani è stata offerta dalla cerimonia pubblica nella quale sono stati premiati i due migliori elaborati realizzati dagli alunni delle dieci scuole campane che hanno preso parte, a novembre scorso a Napoli, al X Forum Internazionale di Greenaccord per la Salvaguardia della Natura. Un’iniziativa, quella del progetto-scuole, fortemente voluta dal Ministero dell’Ambiente, per trasformare le nuove generazioni in catalizzatori di buone pratiche e di un diverso rapporto tra cittadini, istituzioni e risorse naturali.
Durante i giorni del Forum Greenaccord di Novembre, i cinquanta studenti si sono mischiati ai giornalisti provenienti da tutto il mondo e, armati di taccuini, registratori, fotocamere, smartphone si sono confrontati con i trenta relatori di caratura mondiale, tra i massimi esperti sul tema dei rifiuti e dello sviluppo sostenibile.
Ad aggiudicarsi i premi, decisi da una giuria composta da rappresentanti del Ministero dell’Ambiente, dal direttore scientifico dell’associazione Greenaccord, da un rappresentante del Provveditorato alle scuole della Campania e da una giornalista appartenente alla rete internazionale Greenaccord, l’Istituto Tecnico Industriale “G.B. Bosco Lucarelli” di Benevento e l’IIS “Don Geremia Piscopo” di Arzano. Nel primo caso, l’idea vincente è stata quella di trasformare le relazioni tecniche esposte dagli esperti intervenuti al Forum Greenaccord di novembre in un dodecalogo (“12 piccole regole per proteggere il nostro futuro”, quasi un programma di politica sostenibile) accompagnato da un “vocabolario differenziato” che va da “a come amore” (“amiamo la nostra terra, non mandateci via, lasciateci almeno la speranza”) a “z come zero in condotta” (“a tutte quelle persone che fingono di non vedere”). “Anche se parliamo di temi molto seri – spiega Antonio Mario Nardone, il docente del laboratorio di Tecnologia meccanica che ha seguito i ragazzi nella realizzazione del progetto – pensiamo che far sorridere aiuti a riflettere meglio”.
Il nostro – aggiunge uno degli studenti, Vincenzo Durante – è stato un lavoro duro ma bello. L’obiettivo è ora tradurre l’impegno in uno stile di vita diverso. Nel nostro istituto è stato già avviato il progetto ‘Rifiuti zero’, ma vorremmo esportare il modello nelle altre scuole e in tutto il Comune”. Il secondo premio è stato conferito invece a un video realizzato secondo i canoni dell’inchiesta giornalistica che, partendo dalla visita a una discarica, spiega i vantaggi della raccolta differenziata. Non solo ambientali ma anche economici e sanitari. Nel video infatti, come un pugno nello stomaco, scorrono le immagini dei ragazzi morti nella Terra dei Fuochi per malattie incurabili connesse con lo smaltimento criminale dei rifiuti. “Con il nostro lavoro – racconta Alessia De Marco, una delle ragazze premiate – abbiamo voluto sensibilizzare i nostri coetanei. Per questo nel video abbiamo inserito lo slogan ‘Voglio vivere’, ripetuto da più persone. Un obiettivo che sarà raggiungibile solo con l’impegno di tutti noi”.
“Dai lavori realizzati, che saranno pubblicati sul sito del Ministero dell’Ambiente, traspare una forte partecipazione emotiva dei ragazzi che amplifica l’efficacia dei messaggi veicolati” commenta Alfonso Cauteruccio, presidente di Greenaccord Onlus. “Con il progetto scuole connesso al X Forum Greenaccord volevamo rendere i ragazzi dei reporter in erba capaci di veicolare in modo positivo e propositivo il loro sdegno per la situazione presente, le loro speranze e aspirazioni in un  futuro migliore. Il loro impegno ha reso concreta la possibilità di saldare la loro esperienza e conoscenza del territorio con le proposte elaborate dai migliori cervelli mondiali impegnati a creare un mondo senza rifiuti al fine di poterle comunicare ai loro coetanei. Alla luce dei risultati di oggi, direi che l’obiettivo è stato decisamente centrato. E i nostri sforzi sono stati ampiamente ripagati”.



Redazione

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