Giovanni Storti dialoga con cuore, polmone e cervello

Con l’ironia che lo contraddistingue e l’inconfondibile accento meneghino, Giovanni Storti ci parla via radio per ricordarci che organi come il cuore, i polmoni e il cervello sono i più colpiti dall’inquinamento dell’aria che a Milano, come nella maggior parte delle aree urbane, proviene principalmente dal traffico, diesel in particolare.

BioEcoGeo_Giovanni_storti«Un’emergenza – afferma l’associazione – che abbiamo deciso di raccontare con una campagna di sensibilizzazione grazie al contributo di Giovanni Storti, convinto sostenitore delle nostre battaglie per l’aria pulita. Uno spot scomodo, per qualcuno, perché punta il dito su chi non ha fatto abbastanza».

Nei giorni in cui la pandemia ha ripreso la sua marcia sempre più drammatica, la salute pubblica va protetta dai danni dello smog e riprogrammare al più presto la mobilità nelle nostre città diventa una priorità. Per questo Cittadini per l’aria – a pochi mesi dalla presentazione dei dati della campagna NO2 NO Grazie 2020 di  monitoraggio del biossido di azoto svoltasi a Milano, Roma e Napoli – lancia un appello particolare ai cittadini di Milano e Lombardia affinché, sottoscrivendo la lettera al Sindaco Sala e al Presidente della Regione Lombardia, sostengano l’istanza di un drastico cambiamento, per urgenza e livello di ambizione, nella pianificazione delle misure che riguardano la qualità dell’aria.

Inquinamento e COVID

La correlazione tra inquinamento e Covid19 ha un fondamento serio nell’ipotesi che l’aria inquinata, danneggiando il nostro sistema immunitario e causando una riduzione delle difese a causa del deterioramento dell’epitelio che protegge le vie respiratorie, ci renda più vulnerabili all’aggressione del virus. È inoltre verosimile l’interazione fra virus e patologie che attaccano gli organi con cui dialoga Giovanni, ovvero quelle cardiovascolari e quelle respiratorie, come COPD e asma. I soggetti con queste malattie risultano, infatti, statisticamente più a rischio di un impatto più grave, se non fatale, dell’infezione.

BioEcoGeo_Health_effects_air_pollution

Respirare aria inquinata aumenta il rischio cardiovascolare (infarto, ictus), l’incidenza di tumori ai polmoni, asma, bronchiti croniche e allergie. Uno recentissimo studio mostra la correlazione – nei soggetti con più di 65 anni – fra l’esposizione al PM2.5 e l’insorgenza di patologie neurologiche, quali Alzheimer e Parkinson, pari al 13% di rischio aggiuntivo ogni 5 μg/m³ di PM2.5, un inquinante il cui limite è cronicamente violato in Lombardia. I bambini, che passano più tempo all’esterno, sono i più a rischio dato che il loro sistema immunitario e metabolico e i loro organi sono in via di formazione. Per loro si parla di maggiore ricorrenza di leucemie, parti prematuri e basso peso alla nascita, diminuzione dello sviluppo e della funzionalità polmonare, così come dello sviluppo cognitivo.

«Molti cittadini non sono consapevoli del legame diretto fra l’inquinamento dell’aria e ciò che accade alla nostra salute. È ora di dire forte e chiaro che questo è un danno enorme e prevenibile. Non agire in maniera coerente e al più presto per ridurre e tenere basse le concentrazioni – proprio in questo periodo – è una scelta consapevole di cui le amministrazioni si assumono oggi la responsabilità» dice Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria.

Secondo Francesco Forastiere, epidemiologo e consulente dell’Oms: «Ogni giorno la ricerca scientifica scopre un nuovo danno alla salute dell’inquinamento atmosferico: prima erano i polmoni, poi i vasi e il cuore, ora il cervello, e il sistema metabolico. Scopriamo sempre qualcosa di più come in passato successe per il fumo delle sigarette. Ma oggi ogni giorno è perso se non abbiamo fatto nulla per ridurre l’inquinamento, per proteggere le persone sensibili, per respirare aria pulita».

Sul sito di Cittadini per l’aria, alla pagina associata alla campagna radiofonica ideata da Tita – agenzia che si dedica solo a progetti che migliorano la comunità – che propone le surreali conversazioni tra Giovanni e le sue parti del corpo che protestano per l’aria che sono costretti a respirare, una breve rassegna dell’evidenza scientifica su come e quanto l’inquinamento danneggia cuore, polmoni e cervello e il link per i cittadini per scrivere ai loro amministratori dal sito dell’associazione.



Redazione

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