Coniugare rapidità, semplicità, sostenibilità e economicità nel trasporto è ora possibile grazie all’utilizzo dei Big Data. Lo spiega CHEP Italia.
Il mercato e i consumatori richiedono prodotti sempre più sostenibili sia per il loro processo produttivo che per la messa in vendita del prodotto (dal packaging, al marketing per arrivare fino alla riciclabilità dell’oggetto o dell’involucro che lo ha protetto e conservato).
Le aziende seguono e, a volte, anticipano queste nuove tendenze.
È questo il caso di Caviro, cooperativa vitivinicola più rappresentativa del territorio italiano, e Lucart, azienda produttrice dello storico marchio di carta igienica Tenderly, oltre a Tutto e la linea ecologica Grazie Natural, che hanno deciso di rendere ancora più sostenibile il proprio prodotto agendo sull’impatto del trasporto delle loro merci grazie al cosiddetto trasporto collaborativo.

Cos’è il trasporto collaborativo
A proporre in Italia il trasporto collaborativo è CHEP, multinazionale della logistica impegnata nella fornitura di soluzioni di pallet pooling e appunto, trasporto collettivo.
«Una decina di anni fa abbiamo intercettato delle nuove esigenze da parte dei nostri clienti» afferma Marika Roncelli, Supply Chain Collaboration Manager di CHEP Italia. «Non solo chiedevano un trasporto sempre più rapido, semplice ed economico, ma necessitavano anche di ridurre fortemente l’impatto ambientale della propria supply chain».
Così, nel 2015, all’interno di CHEP, è nato un team dedicato al trasporto collettivo che, sfruttando in maniera strategica i Big Data, era in grado di tracciare tratte di trasporto condivise coniugando le esigenze di aziende diverse e riducendo il numero dei viaggi a vuoto (che nella sola Europa rappresentano il 20% del totale dei veicoli-km percorsi). Al trasporto collettivo, sono state aggiunte anche altre iniziative strategiche quali ad esempio l’utilizzo di pallet in plastica per l’esposizione a display completamente carbon neutral – che vengono ricondizionati per circa 10 anni – e la piantumazione di, prima uno e poi due, alberi per ogni albero utilizzato per produrre i pallet.
I progetti di trasporto collaborativo di CHEP Italia non coinvolgono solo il trasporto su gomma, ma sfruttano qualsiasi alternativa percorribile quali tratte ferroviarie, intermodali, marittime».
CHEP ha calcolato che se il 60% del mercato italiano del trasporto dei beni del largo consumo fosse in pallet pooling e viaggiasse con soluzioni di trasporto collaborativo, ogni anno si potrebbero tagliare oltre 6 milioni di km a vuoto ed evitare l’emissione di circa 5.200 tonnellate di CO2.
Molte sono le aziende che già hanno aderito al trasporto collettivo di CHEP: da Nestlè Waters a Acqua Sant’Anna di Vinadio passando da Af Logistic fino a FBF, proprietà del Gruppo Bauli.
«La condivisione delle tratte e la logistica collaborativa – conclude Giampaolo Bassetti, Direttore Operations Caviro Società Cooperativa – può aiutare le aziende nel proprio sviluppo commerciale perché le rende più sostenibili, e questo è un fattore importante per i consumatori, e perché garantisce una nuova competitività e innovazione prima impensabili nelle tradizionali logiche del trasporto».










