Inquinamento ambientale: cosa respiriamo?

La qualità dell’aria delle città italiane sta purtroppo peggiorando negli ultimi anni, con l’aumento di polveri sottili presenti nell’atmosfera che ha costretto diverse amministrazioni comunali a limitare la circolazione cittadina. Se da un lato si stanno adottando politiche finalizzate a sensibilizzare i cittadini sulle pratiche sostenibili, come utilizzo di biciclette e raccolta differenziata, dall’altro lato è opportuno conoscere il livello di inquinamento e di elementi nocivi che respiriamo.

 

BioEcoGeo_inquinamento

Grazie a sensori sofisticati è possibile verificare la qualità dell’aria in specifici spazi, dalle abitazioni private agli uffici fino agli ambienti industriali, che producono sostanze inquinanti che si riversano nell’aria e nell’ambiente. Sapere quanto è inquinata l’aria che respiriamo è il punto di partenza per ridurre l’emissione di sostanze nocive ed attuare politiche nazionali, o meglio mondiali, per il bene del nostro pianeta.

Cos’è l’indice di qualità dell’aria e quali elementi bisogna considerare?

Per definire con esattezza lo stato di qualità dell’aria di un luogo in un preciso momento, si fa riferimento all’indice di qualità dell’aria, tenendo presente i dati di vari inquinanti atmosferici. Tale indice fornisce indicazioni chiare ed oggettive sul livello di inquinamento atmosferico, così da poter adottare le giuste contromisure per la tutela dei presenti. In Italia, come standard di qualità dell’aria, si fa riferimento al decreto legislativo 155/2010.

Per analizzare l’indice di qualità dell’aria vengono monitorati specifici agenti inquinanti: particolato, monossido di carbonio, biossido di azoto, ozono e biossido di zolfo. Per ognuno di questi agenti esistono dei limiti che non devono essere superati per garantire una qualità dell’aria accettabile.

Come si calcola l’indice di qualità dell’aria

Per calcolare l’indice di qualità dell’aria bisogna dividere la misura di una sostanza inquinante per il suo limite di riferimento.

I gradi di giudizio sono 5:

  • azzurro: la qualità dell’aria è buona e l’inquinante peggiore ha delle concentrazioni inferiori rispetto alla metà del valore limite;
  • verde: la qualità dell’aria è discreta e l’inquinante peggiore ha delle concentrazioni non superiori al valore limite;
  • arancione: la qualità dell’aria è mediocre e l’inquinante peggiore ha concentrazioni superiori rispetto al valore limite fino ad una volta e mezzo;
  • rosso: la qualità dell’aria è scadente e l’inquinante peggiore ha concentrazioni superiori rispetto al valore limite fino a due volte;
  • viola: la qualità dell’aria è pessima e l’inquinante peggiore ha concentrazioni superiori rispetto al doppio del valore limite.

Conoscere l’indice di qualità dell’aria consente di dare informazioni utili ai cittadini che vivono in quel determinato ambiente, ma anche alle amministrazioni comunali che devono quindi adottare le giuste contromisure come il blocco di veicoli particolarmente inquinanti in determinate giornate, o suggerire di non praticare attività all’aperto per un lasso di tempo.

 

L’importanza di conoscere il livello di inquinamento ambientale a livello industriale

Il forte livello di specializzazione nel comparto industriale ha purtroppo favorito una maggiore emissione di sostanze inquinanti nell’ambiente. Le aziende, per rispettare la normativa vigente ma anche per una questione etica, hanno l’obbligo di rispettare i livelli di inquinamento consentiti all’interno delle loro strutture. Bisogna quindi dotarsi di appositi strumenti e componenti elettronici, come i sensori di particolato, capaci di garantire una misurazione precisa e meticolosa degli elementi inquinanti, tossici e pericolosi.

Una delle migliori aziende nel settore è Repcom, che rifornisce diverse industrie di di diversi sensori  efficienti ed affidabili. I componenti elettronici, finalizzati a misurare la qualità dell’aria, sono molto variegati e possono essere utilizzati in applicazioni medicali, industriali, domotiche, automotive e tutti quegli ambiti dove c’è il rischio di proliferazione di sostanze pericolose per l’aria.

I principali sensori in vendita sul mercato

Tra i vari modelli disponibili in commercio ci sono i sensori ed i trasmettitori di pressione, dotati di materiali extra-resistenti per utilizzi in industrie che impiegano gas e liquidi corrosivi. Praticamente i sensori di pressione atmosferica “traducono” la pressione in un segnale elettrico facilmente leggibile.

In ambito medicale e di analisi sono molto utili i sensori di flusso per liquidi, in grado di fornire misurazioni precisissime nell’ordine di millimetri, microlitri e nanolitri.

Altri fattori importanti da analizzare, che possono incidere negativamente sulla qualità dell’aria e quindi sulla salute dei dipendenti, sono l’umidità e la temperatura. In tal caso si utilizzano sensori di umidità, molto vari nel design e nella forma per adattarsi tranquillamente ad ogni campo d’applicazione. Il loro utilizzo è molto diffuso nei settori industriali, domotici, alimentari e meteorologici.

Per la loro praticità, i sensori di gas ad infrarossi hanno trovato un largo utilizzo nei più svariati settori. Questi componenti offrono misurazioni molto affidabili e tempi di risposta rapidi e garantiscono prestazioni a basso costo e senza alcuna manutenzione. Le varie attività possono quindi affidarsi a strumenti molto validi per la misurazione della qualità dell’aria, senza incidere eccessivamente sul budget aziendale.

I sensori di livello ad ultrasuoni capaci di misurare il flusso ed il livello di liquidi, senza entrarci in contatto, sono adatti per il monitoraggio ed il miglioramento della qualità dei fluidi tossici o corrosivi.



Redazione

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