La Sogin e la Fondazione di Ronchi aprono un Osservatorio sulle scorie

Il processo decisionale relativo alle attività di decommissioning, di gestione dei rifiuti radioattivi e di realizzazione del Parco tecnologico e del Deposito nazionale sarà molto articolato e complesso e richiederà non solo momenti di confronto, di informazione e di formazione, ma anche di ascolto dei cittadini da parte delle istituzioni. Per questo scopo la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile presieduta da Edo Ronchi, in collaborazione con la Sogin, ha deciso di istituire un Osservatorio per la chiusura del ciclo nucleare.
L’Osservatorio per la Chiusura del Ciclo Nucleare, organismo indipendente promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con Sogin, si propone di contribuire a una corretta informazione scevra da condizionamenti su questa tematica, ponendosi l’obiettivo di approfondire gli aspetti tecnici e tecnologici, nonché le implicazioni economiche, sociali e ambientali delle attività di bonifica dei siti nucleari e di gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi.
“Trovare una soluzione ad una situazione precaria e insicura, come quella in cui si trova la gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare esaurito, è un atto dovuto”, ha detto Stefano Leoni, presidente dell’Osservatorio. “È una responsabilità di tutti noi, anche di chi, come me, ha combattuto per la chiusura delle centrali nucleari. È questo lo spirito che guiderà l’attività dell’Osservatorio, non solo per garantire la sicurezza per i prossimi anni, ma anche per le generazioni future. Solo una scelta condivisa e responsabile potrà permettere al nostro Paese di chiudere il ciclo nucleare. Non bisogna inoltre dimenticare che, secondo i criteri assunti dall’ONU, il decommissioning del nucleare è considerato green economy e per il nostro paese significherebbe un investimento di circa 2,5 miliardi di euro”.
L’Osservatorio persegue il proprio scopo attraverso le seguenti attività: raccogliere, elaborare e contribuire alla diffusione delle informazioni, garantendone l’accessibilità ai soggetti interessati; sostenere, monitorare e garantire un corretto sviluppo del processo di coinvolgimento degli stakeholder in materia di smantellamento dei siti nucleari, gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi e localizzazione, progettazione e realizzazione del Parco tecnologico e del Deposito nazionale; esprimere osservazioni e redigere relazioni informative sulle attività di decommissioning, di gestione dei rifiuti radioattivi, nonché sul recepimento delle direttive europee e sulle normative nazionali in materia.
Le attività che l’Osservatorio si propone di eseguire entro la prima metà di quest’anno saranno approfondimenti sui dati relativi alla produzione dei rifiuti radioattivi e alla loro catalogazione; benckmarking sui criteri di localizzazione utilizzati negli altri stati europei; un seminario sui criteri di localizzazione dell’Ispra e sul recepimento della direttiva europea 2011/70/Euratom; l’eleborazione di strumenti e modalità di coinvolgimento degli stakeholders individuati; definizione del programma delle attività per la seconda metà del 2014.

Fonte: www.e-gazette.it



Redazione

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