Mariarita Costanza, 43enne imprenditrice pugliese che da quasi 15 anni opera nel segmento dell’innovazione, compone e trasforma le idee in progetti d’avanguardia che ridefiniscono il presente e il futuro.

Di Giuseppe Milano

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«La prima sfida è stata quella di non emigrare. La seconda è far crescere il nostro territorio attraverso l’innovazione e la tecnologia»

Quando si sente stanca, per rilassarsi dopo un’intera giornata di lavoro, si mette al pianoforte, liberando le note del suo compositore preferito, il polacco Fryderyk Chopin. Lei non è una musicista ma, forse, a modo suo, anche lei è una compositrice. Mariarita Costanza, 43enne imprenditrice pugliese che da quasi 15 anni opera nel segmento dell’innovazione, infatti, compone e trasforma le idee in progetti d’avanguardia che ridefiniscono il presente e il futuro. Con l’ultimo, ribattezzato “Murgia Valley”, per esempio, si propone di innescare la scintilla dell’innovazione facendo esplodere il fuoco di un cambiamento possibile, anche in un territorio prettamente rurale e socialmente degradato.

Dopo aver aperto con suo marito Nicola Lavenuta, a Gravina nel 2001 la vostra azienda MacNil, quando avete capito che la strada intrapresa era quella giusta?
La nostra prima sfida è stata quella di non emigrare perché sognavamo di far crescere il nostro territorio attraverso il nostro lavoro basato sull’innovazione tecnologica. Non avevamo molte certezze, ma solo forti motivazioni. Un primo momento di svolta c’è stato quando la Telecom – della quale oggi siamo fornitori certificati – si è interessata concretamente alle nostre idee.

La MacNil agisce su più fronti. Il primo dei quali è rappresentato dal fleet managment, settore nel quale siete leader italiani.
Pur avendo clienti che dispongono di consistenti flotte di automezzi, il nostro servizio di localizzazione satellitare si rivolge principalmente ad aziende piccole che hanno almeno un veicolo commerciale. Attraverso una pagina web, l’imprenditore riesce, in tempo reale, a monitorare gli spostamenti e le soste, i chilometri percorsi e da percorrere. Comprendendo, quindi, se e come può ridurre i costi ed ottimizzare il lavoro, verificando sempre, inoltre, i parametri sia della gestione sia della sicurezza dell’autista o delle merce.

Dalla sicurezza stradale alla salute personale. Il secondo ambito nel quale operate è la telemedicina e nello specifico la telediabetologia.
Da quasi quattro anni conduciamo annualmente sperimentazioni con il Policlinico di Bari. Il diabete, oltre ad essere una patologia molto diffusa, per le strutture sanitarie regionali è anche molto onerosa. Si pensi, per esempio, alle striscette impiegate anche più volte al giorno dai malati più gravi. Oggi le Asl, in particolare, non sono in grado di consuntivare il numero di quelle utilizzate perché non esiste un sistema integrato che raccolga i dati dei pazienti. Per questo abbiamo collegato al glucometro del paziente il suo smartphone che, mediante un app, trasmette i valori in tempo reale e contestualizzati (cioè se prima o dopo i vari pranzi della giornata e quanto tempo prima o dopo) a un server del Policlinico, con la possibilità di un pronto intervento se la misurazione è oltre la soglia di pericolo.

Con l’app Infosmartcity, invece, esplorate i segmenti della mobilità e della comunicazione tra Istituzioni locali e cittadini.
Il Comune di Bari ha chiesto a Telecom e, quindi, a noi, mettendo a disposizione i propri open data, di dotarli di uno strumento che riducesse il disagio degli automobilisti. Per non dare una comunicazione in tempo reale solo sul traffico extra-urbano, ma anche su quello cittadino, e sempre impiegando i nostri sistemi di localizzazione satellitare, abbiamo creato questa app. Il dispositivo, però, informa i cittadini pure della posizione istantanea dei pullman, dei punti di raccolta degli oli esausti. E favorisce il dialogo tra Comune e cittadini per la diffusione di notizie di pubblica utilità, per esempio quelle relative alla protezione civile. Oggi questa app è cresciuta e serve i cittadini di 30 città piccole e grandi di tutta Italia.

Dopo la sua partecipazione alla trasmissione televisiva di Italia Uno “Shark Tank” dedicata agli startupper, come si sta sviluppando l’idea di creare nel suo territorio la Murgia Valley?
Prima di tutto, essendo stati acquisiti dal giugno del 2014 dal Gruppo Zucchetti, con la necessità di rilevare un capannone industriale dismesso nella zona industriale di Gravina che ospiterà la nostra nuova sede. In seguito, nell’ottica di creare un polo tecnologico e di ricerca d’avanguardia anche aperto a tutte quelle imprese che vorranno aggregarsi, vorremmo fornire ai giovani dalle idee brillanti tutto quel know how imprenditoriale del quale sono spesso sprovvisti per capire se le loro proposte possono diventare prodotti innovativi appetibili per il mercato. Oggi il Mezzogiorno d’Italia, proprio grazie all’innovazione, può alimentare la crescita economica dell’Italia, ma è fondamentale che creda di più in se stesso e superi i propri evidenti limiti culturali. Ce la possiamo fare.