Qualità dell’aria: più natura nelle città

Dai dati Copernicus sull’ozono al ruolo del verde urbano: ridurre le emissioni resta la priorità, ma alberi e spazi verdi possono contribuire a rendere le città più resilienti e salutari.

La qualità dell’aria è una delle dimensioni più concrete attraverso cui la crisi ambientale entra nella vita quotidiana. I dati diffusi dal Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS) mostrano quanto il problema dell’inquinamento atmosferico sia globale e quanto sia strettamente legato anche all’evoluzione del clima.

Nei primi otto mesi del 2026, appena il 5% della popolazione mondiale è stato esposto a livelli di ozono classificati come “Good”, cioè entro i valori indicati dalle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Al contrario, quasi il 40% della popolazione mondiale ha sperimentato livelli classificati come “Poor”, “Very Poor” o “Extremely Poor”.

In Europa la situazione è ancora più significativa: nello stesso periodo, il 50% della popolazione è stato esposto a una delle tre categorie peggiori di qualità dell’aria per quanto riguarda l’ozono.

Foglie cadute dagli alberi in Corso Sempione e parchi ingialliti al Parco Sempione a causa dell’ondata di caldo (Italy) August 13, 2026 (Foto Claudio Furlan/LaPresse)

Ozono e cambiamento climatico

L’ozono troposferico è un inquinante particolare. A differenza di altri inquinanti atmosferici, infatti, non viene emesso direttamente, ma si forma nell’atmosfera attraverso reazioni chimiche che coinvolgono altre sostanze, favorite dalla radiazione solare e dalle temperature elevate.

Questo significa che le ondate di calore possono contribuire ad aggravare l’inquinamento da ozono, rendendo ancora più evidente la relazione tra cambiamento climatico e qualità dell’aria. Lo stesso ozono troposferico è inoltre un gas serra e contribuisce quindi alla complessa interazione tra atmosfera, clima e inquinamento.

La sua natura evidenzia anche un altro aspetto importante: la qualità dell’aria non può essere affrontata esclusivamente a livello locale. Gli inquinanti che contribuiscono alla formazione dell’ozono possono infatti essere trasportati a distanza, mentre le condizioni meteorologiche influenzano la formazione e la distribuzione dell’inquinante.

L’inquinamento atmosferico e la salute

La dimensione sanitaria rende ancora più evidente la portata del problema. Secondo l’OMS, il 99% della popolazione mondiale vive in luoghi in cui la qualità dell’aria non rispetta le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Aerial view of big city at misty morning, Bangkok,Thailand

L’inquinamento atmosferico ambientale è associato a oltre 4 milioni di morti premature ogni anno. Le conseguenze non riguardano soltanto l’apparato respiratorio e cardiovascolare: le evidenze scientifiche mostrano effetti su numerosi organi e sistemi dell’organismo.

Per questo, secondo il WWF Italia, migliorare la qualità dell’aria richiede innanzitutto una drastica riduzione delle emissioni di inquinanti atmosferici e di gas serra.

Ma accanto alla riduzione delle emissioni, anche la presenza della natura nelle città può avere un ruolo importante.

Il verde urbano come infrastruttura

Alberi, arbusti, prati e altri spazi verdi, se progettati in modo adeguato al contesto, possono contribuire a intercettare una parte del particolato e di alcuni inquinanti. Allo stesso tempo, attraverso l’ombreggiamento e l’evapotraspirazione, la vegetazione contribuisce a mitigare le temperature locali e l’effetto isola di calore.

Il verde urbano, però, non può sostituire le politiche di riduzione delle emissioni e non rappresenta una soluzione automatica all’inquinamento atmosferico. Il suo contributo dipende anche dal modo in cui gli spazi verdi vengono progettati: scelta delle specie, densità della vegetazione e configurazione devono essere adeguate alle caratteristiche del luogo.

Per questo il WWF invita a considerare la natura non come un semplice elemento ornamentale, ma come una vera e propria infrastruttura urbana, capace di mettere in relazione biodiversità, adattamento climatico, qualità dell’ambiente e salute delle persone.

Urban Nature: riportare la natura al centro delle città

È questo il principio alla base di Urban Nature, il festival del WWF dedicato alla natura in città, che il 3 e 4 ottobre 2026 torna con la sua decima edizione.

Scopri Urban Nature

L’obiettivo è riportare la natura al centro della progettazione urbana e riconoscerne il valore non soltanto per la conservazione della biodiversità, ma anche per la qualità della vita.

Di fronte a temperature sempre più elevate e a una qualità dell’aria che continua a rappresentare una delle principali pressioni ambientali sulla salute, aumentare la presenza della natura nelle città significa rafforzare la capacità degli ambienti urbani di affrontare queste pressioni.

Più verde, quindi, non significa soltanto città più belle. Se correttamente progettata e integrata con politiche efficaci di riduzione delle emissioni, la natura urbana può contribuire a creare città più vivibili, resilienti e salutari.

Redazione
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