A guidare il ministero della transizione ecologica sarà Roberto Cingolani, milanese, classe 1961, attualmente responsabile dell’innovazione tecnologica di Leonardo Spa.
Nel lungo curriculum del nuovo ministro della Transizione Ecologica, c’è quasi un giro del mondo, dal Max Planck Institut di Stoccarda all’Università di Tokyo. Dopo esser stato stato professore ordinario di fisica generale presso la Facoltà d’Ingegneria dell’Università del Salento e aver fondato il Laboratorio Nazionale di Nanotecnologie di Lecce, Cingolani ha assunto la direzione scientifica dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova (2005-2019). Dal 2019 ricopre la carica di Chief Technology and Innovation Officer della Leonardo spa, azienda italiana attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza.

Il piano di Cingolani sull’innovazione e il rapporto con Matteo Renzi
Quello di Roberto Cingolani non è un nome nuovo nel mondo della politica: aveva fatto parte della task force di Vittorio Colao voluta dal presidente del Consiglio uscente Conte per organizzare la ripartenza dell’Italia. Ma non solo: Cingolani ha un ottimo rapporto con Matteo Renzi, tanto che nell’ottobre del 2019 è intervenuto alla Leopolda, la prima organizzata da Italia Viva. In quell’occasione il fisico ha raccontato di sognare una scuola che formi cittadini consapevoli e un’università che crei una classe dirigente. Più recentemente, a metà dicembre, Renzi ha ripreso in una enews il piano sull’innovazione scritto da Cingolani, in cui il fisico indicava le priorità per affrontare la trasformazione digitale.

Addio al Ministero dell’Ambiente
Diciamo così addio per sempre al ministero dell’Ambiente come siamo stati sempre abituati a conoscerlo. Non sarà infatti, come invece era stato preannunciato, un “matrimonio” tra Ambiente e Mise e non sarà nemmeno un super ministero come era stato preannunciato (e come speravano anche le associazioni ambientaliste).
Condividiamo alla lettera le parole che Greenme ha voluto dedicare a un ministero che sotto la guida di Sergio Costa era ritornato al centro dell’agenda politica, ottenendo lo spazio che avrebbe sempre meritato. “Per la prima volta, da molti anni a questa parte, – scrive Francesca Mancuso sul portale – abbiamo visto promesse trasformate in azioni concrete, pur considerando i limiti e le criticità spesso esposte anche dalle associazioni ambientaliste.
Costa è stato ed è uno dei Ministri dell’ambiente che meglio ha saputo comunicare, anche sui social, le sfide che siamo stati chiamati ad affrontare, facendo trasparire un ampio trasporto e l’amore per la Terra. Dai fiumi ai mari, dalle rinnovabili alla mobilità sostenibile, dalla lotta alla plastica fino alla tutela degli animali e in particolar modo degli orsi. Nessun Ministro si era mai esposto così. Restano degli importanti nodi irrisolti, dall’ex Ilva alla Terra dei fuochi, ma tante sono le iniziative concrete che dal 1° giugno 2018, da quando riveste la carica di Ministro, Costa ha portato avanti.