Vaia: la startup trentina pianta 726 nuovi alberi per non dimenticare

Nel secondo anniversario di uno degli eventi meteorologici più drammatici, la start up trentina VAIA ha deciso di ricordare quella notte drammatica piantando 726 nuovi alberi, uno per ogni giorno trascorso dalla tempesta.

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Con raffiche di vento che hanno raggiunto i 190 km/h, la tempesta Vaia ha raso al suolo interi boschi, spazzando via 8,5 milioni di metri cubi di legname e causando danni economici per 630 milioni di euro. E soprattutto, ha sconvolto il panorama di vaste aree di quelle stesse Dolomiti che dal 2009 fanno parte del Patrimonio Mondiale UNESCO.

VAIA: un amplificatore che propaga in modo naturale i suoni

La startup VAIA nasce proprio da un giovane che quei boschi li ha sempre vissuti, Federico Stefani, che ha deciso di aiutare il proprio territorio e la sua comunità a rialzarsi dalla devastazione della tempesta che oggi, a due anni di distanza ancora mostra i danni.
Insieme a Giuseppe Addamo e Paolo Milan, Stefani decide di fondare la startup VAIA per recuperare il legno degli alberi abbattuti dalla tempesta e trasformarlo in un prodotto d’eccezione: un amplificatore passivo costruito artigianalmente, da artigiani e falegnami locali, che permette di propagare in modo completamente naturale qualunque suono emesso da uno smartphone.
Ogni cubo è un pezzo unico e di piccole dimensioni (10 cm per lato), prodotto unicamente con il legno recuperato dagli alberi caduti: l’esterno è realizzato in abete della Val di Fassa, un pregiato tipo di abete rosso da sempre utilizzato per produrre i violini, mentre l’interno è in larice. Il design del VAIA Cube è stato ideato in modo che la struttura incava del legno orienti il suono del telefono in un’unica direzione, e che la particolare lavorazione del legno ne amplifichi il timbro. A rendere unico il suo design è anche la spaccatura incisa sulla parte superiore di ogni cubo, come simbolo della ferita inflitta alle Dolomiti dalla tempesta.

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«Amplificare i suoni in modo naturale attraverso il legno è una metafora forte e concreta per risvegliare la coscienza collettiva» afferma Paolo Milan. «I recenti eventi climatici ci stanno dimostrando che dobbiamo necessariamente riconsiderare il nostro modo di produrre, e soprattutto il nostro modo di consumare, restituendo una giusta priorità all’ambiente e alla natura».
L’obiettivo della startup è quello piantare nelle zone colpite dalla tempesta un nuovo albero per ogni Vaia Cube venduto, e a piantumare 50mila alberi entro la fine del 2021.

Una giornata di ripiantumazione

Nel frattempo, per commemorare i due anni dal passaggio della tempesta, e in concomitanza con il primo anno dalla nascita della startup, il team di VAIA ha organizzato un ritrovo per il 25 ottobre in Val di Fassa, durante il quale verrà ri-piantumata una parte degli alberi sradicati dal vento. Oltre ai fondatori e a tutta la squadra della startup, parteciperà all’evento un nutrito gruppo di Vaiers, come amano chiamarsi sui social i suoi sostenitori.

La ripiantumazione sull’altopiano di Pinè sarà trasmessa in streaming sui canali social di Vaia a partire dalle 10:00 di domenica 25 ottobre. Saranno proposti anche contenuti aggiuntivi, interviste ai fondatori e al team della comunità di VAIA, nonché agli artigiani che realizzano il prodotto.



Redazione

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