Emissioni agricole in Italia: cosa dicono i dati ISPRA

Agricoltura e zootecnia vengono spesso indicati come i principali responsabili delle emissioni climalteranti. Ma i dati ISPRA ci mostrano un quadro più completo.

  1. Gas serra e ammoniaca sono problemi ambientali diversi e non possono essere confusi o sommati senza contesto.
  2. L’agricoltura contribuisce alle emissioni nazionali, ma il suo peso resta molto inferiore rispetto ai settori energetico e dei trasporti.
  3. Negli ultimi trent’anni le emissioni agricole e zootecniche sono diminuite significativamente grazie a innovazione ed efficienza produttiva.

Quando si parla di cambiamento climatico e qualità dell’aria, il settore agro-zootecnico viene spesso indicato come uno dei principali responsabili delle emissioni in atmosfera. Ma cosa raccontano realmente i dati ufficiali? Per comprendere il ruolo dell’agricoltura nel quadro ambientale italiano è necessario distinguere tra fenomeni diversi, evitando semplificazioni che rischiano di trasformare una questione complessa in banali slogan.

Gas serra e ammoniaca: due problemi diversi

Troppo spesso si tende a confondere le emissioni di gas serra con quelle di ammoniaca, ma si tratta di sostanze molto diverse. L’ammoniaca (NH3) è un inquinante atmosferico locale, legato soprattutto alla gestione degli effluenti di allevamento e all’impiego di fertilizzanti azotati. I gas serra, invece, comprendono principalmente anidride carbonica (CO2), metano (CH4) e protossido di azoto (N2O), sostanze che contribuiscono al riscaldamento globale. Comprendere questa differenza è fondamentale per interpretare correttamente i dati ambientali. Infatti, ammoniaca e gas serra vengono spesso trattati come se fossero lo stesso problema, quando invece hanno origini, effetti e strategie di mitigazione differenti, traendo quindi conclusioni fuorvianti sul reale impatto del settore agricolo.


Quanto pesa davvero l’agricoltura nelle emissioni italiane?

Secondo ISPRA, nel 2024 l’intero settore agricolo (di cui la zootecnia è solo una parte) è stato responsabile di appena il 7,7% delle emissioni nazionali di gas serra. Si tratta di una quota nettamente inferiore rispetto ai comparti energetici, che nel loro insieme rappresentano circa l’81% delle emissioni italiane. Solo il settore dei trasporti incide per oltre il 31%. La zootecnia, quindi, contribuisce alle emissioni nazionali, ma all’interno di un quadro in cui la principale origine dei gas serra rimane legata alla produzione e all’utilizzo di energia da fonti fossili.
L’aspetto più interessante emerge però dall’analisi delle serie storiche. Tra il 1990 e il 2024 le emissioni complessive di gas serra del settore agricolo italiano si sono ridotte del 22,3%. Ancora più marcata è la diminuzione delle emissioni associate alla gestione delle deiezioni zootecniche, diminuite del 29% nello stesso periodo e del 24% rispetto al 2005. Questi dati mostrano come il settore non sia rimasto immobile, ma abbia avviato un percorso di miglioramento continuo basato su innovazione, efficienza produttiva e diffusione di nuove tecnologie.

Il caso dell’ammoniaca

Per quanto riguarda l’ammoniaca, l’agricoltura rappresenta effettivamente la principale fonte emissiva nazionale. Secondo ISPRA, nel 2023 il comparto agricolo è stato responsabile del 91% delle emissioni italiane di ammoniaca. Tuttavia, anche in questo caso è fondamentale osservare l’evoluzione nel tempo. Dal 1990 al 2024 le emissioni nazionali di ammoniaca provenienti dall’agricoltura si sono ridotte di circa il 35%. Una diminuzione ottenuta grazie a una combinazione di fattori: maggiore produttività per animale allevato e soprattutto adozione di tecniche di mitigazione sempre più efficaci, segno che negli ultimi anni il settore si è significativamente efficientato.
Negli ultimi anni il settore ha investito in numerose soluzioni per ridurre il proprio impatto ambientale. Tra queste troviamo la copertura delle vasche di stoccaggio dei liquami, i sistemi di distribuzione a bassa emissività, la digestione anaerobica per la produzione di biogas e biometano e diversi trattamenti degli effluenti zootecnici. Queste innovazioni consentono di ridurre le emissioni di metano e ammoniaca, migliorando al tempo stesso l’efficienza nell’utilizzo dei nutrienti e la produzione di energia rinnovabile.


Guardare ai trend, non alle fotografie istantanee

I dati ISPRA evidenziano un messaggio chiaro: la direzione intrapresa negli ultimi decenni dall’agricoltura è quella di una progressiva mitigazione dell’impatto ambientale. Valutare il settore agricolo esclusivamente attraverso singoli dati annuali o classifiche parziali rischia di fornire una rappresentazione incompleta della realtà.
Per comprendere davvero il contributo dell’agricoltura alla sostenibilità ambientale è necessario osservare i trend di lungo periodo, le innovazioni adottate e il percorso di miglioramento già in atto nelle aziende agricole italiane. Perché i cambiamenti reali non si leggono nelle classifiche di un anno, ma nelle trasformazioni che un settore riesce a costruire nel tempo.

Redazione
La Redazione è il cuore pulsante di BioEcoGeo: persone che quotidianamente si impegnano per dare informazioni sempre aggiornate sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica.