
Il Dipartimento della giustizia degli Stati Uniti è soddisfatto. La British Petroleum ha accettato di pagare la cifra record di 18,7 miliardi di dollari allo Stato federale e a cinque Stati Usa che si affacciano sul Golfo del Messico: un mega indennizzo per i danni causati dall’esplosione della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, che nel 2010 provocò la morte di 11 persone e il più grave disastro ambientale della storia americana, quando nell’arco di 87 giorni si riversarono in mare milioni di barili di petrolio. L’accordo tra le parti, che sostanzialmente mette la parola fine ad un complicato contenzioso andato avanti per quasi cinque anni, deve essere ancora approvato da un giudice. Ma se supererà quest’ultimo ostacolo, ha detto il ministro della Giustizia Usa Loretta Lynch, sarà «il più cospicuo mai raggiunto con una singola entità nella storia degli Stati Uniti» e «contribuirà a riparare il danno arrecato all’economia, alla pesca, alle zone umide e alla fauna del Golfo», oltre a portare «benefici duraturi alla regione del Golfo per le future generazioni».










