ILVA Taranto, quei dati che non convincono Peacelink

Al via, dopo la pausa estiva, il processo “Ambiente Svenduto” al Tribunale di Taranto che vede come imputati molte persone fra cui i dirigenti ILVA Girolamo Archinà e Luigi Capogrosso. Agli atti del processo c’è una telefonata del 2010 in cui i due imputati discutono della richiesta fatta da Arpa Puglia e dagli ambientalisti, di installare delle centraline di monitoraggio all’interno dell’Ilva: “Figuriamoci se ci facciamo mettere le centraline all’interno!”, commentavano al telefono.

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Dal 2013, dopo lo scoppio del caso ILVA di Taranto, quelle centraline sono state installate ed effettuano un monitoraggio continuo a partire dalla cokeria, ma sono molti i dubbi nutriti nei confronti della veridicità dei dati rilevati. Lo dice a gran voce Peacelink, soprattutto dopo aver visto i dati pubblicati sul sito del Ministero dell’Ambiente relativi al Piano di Monitoraggio e Controllo nell’ILVA. Il monitoraggio continuo doveva in particolare tenere sotto controllo gli IPA cancerogeni, ossia gli idrocarburi policiclici aromatici all’interno dei quali si annida il benzo(a)pirere (che è un “sottoinsieme” della famiglia degli IPA). Ma ad oggi le centraline posizionate dentro l’ILVA forniscono valori di inquinamento talmente insignificanti da risultare addirittura più bassi di quelli del quartiere Tamburi di Taranto. Un esempio su tutti: su dodici comparazioni risulta che le centraline di monitoraggio degli IPA cancerogeni danno in 7 casi su 12 valori più elevati nel quartiere Tamburi di Taranto (centralina di via Orsini) rispetto alla cokeria. Praticamente sulla base di quelle centraline di monitoraggio in continuo ci sarebbero meno IPA cancerogeni in cokeria rispetto al quartiere Tamburi! Il che, se fosse vero, avrebbe davvero dell’incredibile! Ma vero non può essere e da qui la certezza che siano un flop. Un flop che PeaceLink aveva già denunciato nel 2013, ma che continua ancora oggi, nonostante i numerosi nostri interventi per evidenziare il fenomeno e nonostante uno specifico esposto alla Procura della Repubblica. A dimostrazione di tutto ciò, sono state effettuate ulteriori analisi degli IPA in un laboratorio specifico ed il risultato è stato sorprendente: i valori più elevati riscontrati dalla centralina del monitoraggio in continuo in cokeria arrivano massimo a 154 nanogrammi a metro cubo di IPA, la corrispondente analisi in cokeria fatta in laboratorio (con le classiche analisi non in continuo) fornisce valori di ben 5303 nanogrammi a metro cubo sempre di IPA. I valori della centralina di monitoraggio in continuo fornisce in cokeria valori oltre trenta volte più bassi! Addirittura i valori di benzo(a)pirene riscontrati in laboratorio con i metodi classici risultano più elevati dei valori degli IPA riscontrati nello stesso giorno dalla corrispondente centralina di monitoraggio in continuo della cokeria: un assurdo tecnico dato che il benzo(a)pirene è un sottoinsieme degli IPA e non può superare il valore degli IPA.

Altro esempio: mentre l’8 giugno 2016 le analisi di laboratorio in cokeria danno 936 nanogrammi a metro cubo di IPA e 183 di benzo(a)pirene, nello stesso giorno la centralina di monitoraggio in continuo della cokeria che i dirigenti ILVA tanto temevano, a questo punto ci viene da dire, senza motivo, fornisce solo 19 nanogrammi a metro cubo. Paradossalmente, i dati delle analisi degli IPA cancerogeni della cokeria, fatte effettuare da ILVA in un apposito laboratorio chimico, risultano di gran lunga superiori ai dati di monitoraggio in continuo (effettuati in cokeria con strumentazione Ecochem PAS2000).

Considerato anche il video, relativo a giorni recenti, da cui si evincono persistenti emissioni non convogliate dalle batterie della cokeria ILVA, i dubbi di Peacelink sulla genuinità dei dati monitorati dalle centraline sembrano trovare un forte riscontro. Pertanto Peacelink invierà alla Cabina di Regia regionale per la qualità dell’aria e all’ARPA le sue valutazioni tecniche e chiederà i dati analitici minuto dopo minuto del monitoraggio in continuo in cokeria per verificarne la validità.



Deborah Divertito

Criminologa, ricercatrice e tifosa del Napoli. Da sempre attenta alle tematiche sociali e ambientali. Co-fondatrice della Cooperativa Sociale Sepofà, mi occupo di promozione editoriale e culturale. Il mio libro preferito? “Il Giovane Holden” di J.D. Salinger


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