Kos è un’isola greca del Dodecaneso poco distante dalla costa turca. Si sviluppa in lunghezza per quasi 50 chilometri e offre belle spiagge, itinerari naturalistici e siti archeologici interessanti.
Noi l’abbiamo scelta anzitutto per camminare.
Esistono itinerari di circa 10-15 chilometri l’uno, non particolarmente impegnativi, tutti panoramici, in prossimità della costa e all’interno. Si tratta di tracciati non segnalati (salvo l’area dei monti Dìkeos, dove il sentiero è indicato), che abbiamo percorso con guide che conoscono bene il territorio.
La bellezza di questi itinerari è dovuta soprattutto al fatto che si cammina costantemente in vista dell’azzurro del mare, un azzurro assoluto che riempie lo sguardo e l’anima.
Dalla periferia di Kardamena una strada sterrata attraversa una pianura a tratti brulla e a tratti coltivata a ulivo per poi inerpicarsi su un pendio fino in cima all’altura fortificata del castello di Antimachia, edificato nel 1494 dai Cavalieri di San Giovanni in posizione dall’alto valore strategico. L’area occupata dalla fortezza è estesa e da lassù si gode un panorama affascinante. Dopo la visita si può ridiscendere a Kardamena con un comodo sentiero pavimentato.
Un altro itinerario si trova nel promontorio che occupa l’estremo sud-ovest dell’isola, a ridosso dell’antica capitale di Kèfalos. Lasciata la macchina nel parcheggio sopra la tipica Chiesetta di San Giovanni Battista, inizia un giro ad anello lungo una strada sassosa che corre a mezza costa con bellissimi belvedere su entrambi i versanti marini. In alcuni tratti si è molto esposti al sole, ma il panorama merita lo sforzo. La luce dei primi giorni di giugno è già quella potente dell’estate mediterranea, abbagliante, che inonda il mare e le isole vicine. Mi tornano in mente le parole di Albert Camus in viaggio nell’Egeo: “… tutta l’immensità del mare è davanti a noi, offerta in un’ampia curva, come una coppa da cui beviamo luce e aria a lunghi sorsi.”

Al termine della camminata visitiamo ciò che resta del piccolo anfiteatro di Astypalaia: il sito è semiabbandonato, ma la posizione che domina la splendida baia sottostante è davvero suggestiva.
Nella zona più stretta dell’isola di Kos si trovano, inoltre, strade in terra battuta che solcano la campagna che separa le spiagge poste a nord, verso la montuosa isola di Kàlimnos, dalle spiagge rivolte a sud, indubbiamente le più belle di Kos, come Paradhisos Beach e Aghios Stephanos Beach. Nella pianura tra Volkania ed Ellinika si incontrano case isolate e un bel vigneto. Il percorso disegna un circuito a forma di 8 che tocca le selvagge spiagge a nord e quelle più frequentate a sud.
Un itinerario più impegnativo, ma anche più ombreggiato e piacevole per la varietà del paesaggio, si trova all’interno, alle pendici dei monti Dìkeos. Si parte nei pressi delle rovine della città di Paleo Pyli, un tempo fiorente e oggi nascosta nella vegetazione, superate le quali il sentiero sale gradualmente tra profumati cespugli di timo e fitti boschi di cipressi. La successiva discesa verso il grazioso paese di Zia regala una bella vista sul mare che bagna la costa turca. A Zia si può approfittare di qualche taverna per una piacevole pausa pranzo godendo di un bel panorama.
Percorrendo a piedi l’isola si resta colpiti dalla maestosità di alcuni alberi, come ficus, platani, cipressi, olivi, e dalla ricchezza delle specie arboree e arbustive. Il timo, in particolare, diffonde il suo profumo e attrae le api che producono un miele dal gusto inconfondibile. Nei campi prevale la coltivazione a oliveto.
Il piacere di un trekking in terra greca è sublimato dalla possibilità di concedersi nella stagione calda un bagno nelle acque trasparenti dell’Egeo. È davvero un piacere immergersi in quel mare limpido e refrigerante dopo una camminata sotto i raggi di un sole già forte!
Come molti luoghi della Grecia, anche Kos ci parla di antiche civiltà e di miti.
L’Asklepeion, posto appena sopra la città di Kos, è un luogo straordinario, meritevole di una visita, meglio se guidata. Il complesso, costruito nel IV secolo avanti Cristo, era famoso quanto quello di Epidauro nel Peloponneso.

In tutta la Grecia, infatti, schiere di ammalati affollavano i santuari del dio Asclepio nella speranza di una guarigione. La struttura su tre terrazze, riportata alla luce da archeologi italiani durante l’occupazione del Dodecaneso, comprendeva templi, foresterie, statue, fontane. La posizione è fantastica, ai bordi di un bosco sacro, da cui si ammira un vasto panorama sul mare e sulla costa turca intorno a Bodrum, l’antica Alicarnasso, patria di Erodoto.
La capitale Kos, nonostante il flusso turistico di massa, merita una visita per le rovine dell’agorà, le possenti fortificazioni attorno al castello dei Cavalieri di San Giovanni, il teatro romano e il museo archeologico, che danno un’idea dell’importanza che la città rivestiva nell’antichità.
Dalla piazza centrale attraverso un portico ci si immette in una strada pedonale bordata di coloratissimi fiori che conduce al cd. platano di Ippocrate, un albero monumentale, non lontano dal quale una statua ricorda l’illustre scienziato nativo di questa isola.
Nel centro di Kos si possono notare alcuni edifici in uno stile architettonico a noi familiare. Furono infatti gli italiani a ricostruire il centro della città dopo il disastroso terremoto del 1933. L’occupazione italiana dell’isola, come di altre isole del Dodecaneso, durò dal 1912 alla fine della Seconda guerra mondiale. Anche Kos conobbe gli splendori e le miserie della colonizzazione italiana, incluso un tentativo di italianizzazione forzata della popolazione. Dopo l’Armistizio, Kos divenne una seconda Cefalonia: i soldati italiani opposero resistenza ai tedeschi ma, sconfitti sul campo, subirono una dura vendetta. Un centinaio di ufficiali furono fucilati e su questa strage calò per anni il silenzio.
Trovandosi a Kos non può mancare una gita in traghetto alla vicina isola di Nisyros, un vero gioiellino, praticamente privo di spiagge ma ricco di bellezza.

Qui troviamo villaggi dai tipici colori bianco e azzurro, come Nikìa, e il paese semiabbandonato di Emborios, costruiti sul bordo di un cratere vulcanico impressionante. L’enorme caldera dal colore bianco della pietra pomice e le sfumature di giallo, ocra e rosso delle rocce, è visitabile fino al suo centro dove si avverte il soffio leggero dell’aria solforosa che esce da piccole bocche del cratere.
Su un’altura sopra il paese di Mandraki, il PaleoKastro è ciò che resta di un’imponente fortezza risalente al IV secolo avanti Cristo, costruita con enormi blocchi di roccia vulcanica perfettamente incastrati tra loro, quasi paragonabili per forma e dimensioni a quelli utilizzati dagli Incas in Sud America.
Insomma, una settimana a Kos e Nysiros garantisce una vacanza all’insegna delle tipiche peculiarità della Grecia: mare, sole, natura, archeologia.




