AICS: a Roma nelle scuole dell’infanzia per trasformare i tappi in oggetti

Il progetto AiCS, Preventing Plastic Invasion, finanziato dal Ministero della cultura crea una piccola filiera di recupero con tanto di produzione finale con la partecipazione diretta dei piccoli, con l’obiettivo di contaminare l’intera filiera culturale con elementi di sostenibilità.

«Si tratta di avere un approccio non ideologico al tema della plastica.
Quella già immessa nel mercato infatti, non sparirà con una bacchetta magica al di là degli slogan più evocativi e seducenti» commenta Andrea Nesi, coordinatore di AiCS Ambiente. «Ce ne dovremo occupare in modo concreto ed efficace. Già il solo passaggio dalla plastica usa e getta, di cui il tappo di plastica è testimonial, al bene durevole realizzato con la medesima plastica, sarebbe un successo straordinario. Per salvare l’ambiente serve una cultura diversa : per questo, AiCS ha deciso di presentarsi a questo bando unendo i suoi due settori, ambiente e cultura, per una visione innovativa e completa dell’educazione ambientale».
«Acquisiamo la materia prima, tappi di plastica, dai 120 comitati provinciali AiCS e dalle associazioni affiliate ma anche, o forse soprattutto, attraverso le scuole» spiega Nesi. «Trasformiamo la plastica grazie a un macchinario definito educational che consente di trasformare la plastica grezza prima in granuli poi in sostanza semiliquida con la quale produrre oggetti vari che abbiano, in primis, la caratteristica di essere ‘durevoli’ per dare senso al passaggio dal tappo, tipicamente usa e getta, ad un oggetto che durerà a lungo e valorizzandone appunto un uso consapevole».

«Ciò che sorprende è l’interesse ed il coinvolgimento che si ottiene anche con bambini/e molto piccoli/e (scuola dell’infanzia 4/6 anni). Lo scorso venerdì 14 marzo presso la Scuola comunale dell’infanzia ‘INSIEME’, III° Municipio di Roma. Tanti piccoli bambini intorno al tema dell’upcycling. L’upcycling, noto anche come riutilizzo creativo, è il processo di trasformazione di materiali di scarto, prodotti inutili o indesiderati in nuovi oggetti percepiti come di maggiore qualità, a cui viene attribuito un valore artistico o ambientale.

Così piccoli, così partecipativi ed attenti hanno condiviso l’intero processo di produzione di un portasaponette, partendo dalla separazione per colore dei tanti tappi di plastica raccolti. Un ringraziamento alle maestre ed alla dirigenza che hanno aperto le porte della scuola al progetto con tanto entusiasmo, a dimostrazione di quanto sia centrale il ruolo della scuola nell’empowerment delle nuove generazioni.
In questa direzione anche il commento di Ilari Paola, Vice Presidente e Assessora alle Politiche Educative e Scolastiche del III Municipio, che è intervenuta nel corso del laboratorio con cui abbiamo gettato il seme della continuità» conclude Nesi.

Redazione
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