Il 30 agosto 2025 è stata una giornata che resterà impressa nella memoria collettiva: decine di migliaia di persone hanno invaso le strade di Genova e Venezia per sostenere la causa palestinese e accompagnare la partenza della Global Sumud Flotilla, la più grande missione civile via mare mai tentata per rompere l’assedio di Gaza.

Genova: una città in marcia per la Palestina
A Genova, almeno 50mila persone hanno preso parte alla fiaccolata organizzata da Music For Peace e dal Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali (CALP), che ha ribattezzato l’iniziativa “Operazione Lanterna”.
Dal porto ligure, quattro imbarcazioni cariche di 250 tonnellate di aiuti umanitari – cibo, medicinali, beni di prima necessità – hanno lasciato la città per unirsi al resto della Flotilla, in partenza nei prossimi giorni da Catania, dalla Spagna e dalla Tunisia.
Il corteo, partito dalla sede di Music For Peace, ha attraversato la Sopraelevata, gremita di manifestanti e salutata dai cittadini dalle finestre, fino al Porto Antico. Qui, tra bandiere palestinesi e cori per la libertà, la città ha augurato “buon vento” agli equipaggi diretti verso Gaza.
Non è mancata la voce dei lavoratori portuali. Riccardo Rudino, del CALP, ha lanciato un monito forte: «Intorno a metà settembre queste barche arriveranno vicino alle coste di Gaza, nella zona critica. Se anche solo per 20 minuti perdiamo il contatto con le nostre barche, le nostre compagne e i nostri compagni, noi blocchiamo l’Europa. Insieme al nostro sindacato Usb, insieme a tutti i lavoratori portuali, insieme a tutta la città di Genova. Da questa regione escono 13-14mila container all’anno per Israele. Non faremo uscire più nemmeno un chiodo. Lanceremo lo sciopero internazionale, bloccheremo le strade. Bloccheremo tutto. Devono tornare indietro le nostre ragazze e i nostri ragazzi senza un graffio, e tutta la nostra merce, che è del popolo, fino all’ultimo cartone, deve arrivare dove deve arrivare».
Un atto di resistenza che trascende l’attivismo e diventa strumento concreto di pressione economica e politica.

La voce della città e della politica
Sul palco del Porto Antico è salita anche Silvia Salis, sindaca di Genova, che con la fascia tricolore ha richiamato il governo italiano alle proprie responsabilità:
«Le persone che si imbarcano con la Global Sumud Flotilla sono oggi i veri patrioti. Non ci sono figli di serie A e di serie B. Dove un bambino ha fame e nessuno risponde, lì non c’è patriottismo, ma vergogna. Genova è con voi e vi seguirà in questa missione».
Un discorso che ha raccolto un’ovazione e che ha segnato uno spartiacque: una città medaglia d’oro per la Resistenza che ancora una volta sceglie da che parte stare.
Venezia: il cinema incontra la resistenza
Sempre il 30 agosto, oltre 10mila persone hanno attraversato il Lido di Venezia nella manifestazione “Stop al genocidio – Palestina libera”, indetta da 250 realtà del Nord-Est in concomitanza con l’82ª Mostra internazionale del cinema.
Bandiere, striscioni, voci e corpi hanno invaso le strade per spostare l’attenzione della rassegna cinematografica internazionale su Gaza e denunciare le complicità dei governi occidentali – Italia compresa – con l’occupazione israeliana.
Come riportato da GlobalProject.info: «L’obiettivo era chiaro: spostare i riflettori della Mostra sul genocidio in corso a Gaza e sulla responsabilità di chi continua a rimanere in silenzio».

Global Sumud Flotilla: resistere per esistere
Le barche partite da Genova si uniranno a quelle provenienti da altri porti europei e nordafricani per costituire la Global Sumud Flotilla, una coalizione internazionale che punta a rompere l’assedio di Gaza e a consegnare direttamente gli aiuti umanitari alla popolazione civile.
Un’iniziativa che prende il nome dalla parola araba sumud – resilienza, fermezza, resistenza – e che rappresenta un atto di disobbedienza civile e nonviolenta davanti al silenzio dei governi e all’impotenza della diplomazia internazionale.



