Arrivano buone notizie per la tutela dei rinoceronti in Sudafrica. Secondo i dati diffusi dal Ministero dell’Ambiente locale, nel 2025 il bracconaggio è diminuito del 16% rispetto al 2024, segnando un risultato importante nella lotta contro uno dei crimini ambientali più devastanti.
Da gennaio a dicembre 2025 sono stati 352 i rinoceronti uccisi illegalmente, contro i 420 dell’anno precedente: 68 vittime in meno. Di questi, 266 animali sono stati abbattuti in proprietà statali e 86 in parchi o riserve private.
Un segnale incoraggiante che dimostra come la cooperazione tra istituzioni, organizzazioni ambientaliste ed esperti possa produrre risultati concreti.

Il caso Hluhluwe-iMfolozi: un calo drastico
Particolarmente significativo il dato registrato nel parco Hluhluwe-iMfolozi Park, nella provincia del KwaZulu-Natal, dove i casi di bracconaggio sono passati da 198 nel 2024 a 63 nel 2025.
Secondo Ezemvelo KZN Wildlife, il risultato è frutto della collaborazione rafforzata tra autorità pubbliche e proprietari di rinoceronti attraverso il programma Integrated Wildlife Zones (IWZ), oltre al supporto di partner internazionali come WWF, Save the Rhino International, Wildlife ACT e Peace Parks Foundation.
Una strage lunga anni
Nonostante i progressi, il bilancio resta pesante. Secondo i dati della IUCN, tra il 2006 e il 2022 almeno 11.700 rinoceronti sono stati uccisi in Africa. Sul mercato nero sono finite circa 58 tonnellate di corni, venduti come status symbol o utilizzati in preparati della medicina tradizionale privi di qualsiasi efficacia scientifica.

Il bracconaggio non è più opera di singoli individui isolati: oggi è gestito da reti criminali organizzate, dotate di elicotteri, visori notturni e silenziatori, capaci di eludere i controlli e colpire anche nelle aree protette.
Droni, cure veterinarie e comunità locali
Per contrastare questo fenomeno, il WWF è impegnato su più fronti:
- supporto ai ranger e alle comunità locali;
- cura e riabilitazione degli animali feriti;
- utilizzo di droni per la sorveglianza aerea delle aree più a rischio.
Anche il WWF Italia è attivo nella lotta ai crimini contro la natura e, in vista del World Wildlife Day del 3 marzo, pubblicherà un nuovo report sull’espansione globale dei reati ambientali, che minacciano biodiversità, economie locali e stabilità climatica.
Un modello di collaborazione contro i crimini di natura
Il calo del 16% registrato in Sudafrica dimostra che la collaborazione tra governi, ONG, comunità e forze dell’ordine può fare la differenza. Ma la pressione del mercato illegale resta elevata e richiede un impegno costante.
La tutela dei rinoceronti non riguarda solo una specie iconica: è parte di una battaglia più ampia contro i crimini ambientali che alimentano instabilità, perdita di biodiversità e crisi climatica.
Proteggere i rinoceronti significa difendere interi ecosistemi – e il futuro stesso della fauna africana.




