Il 3 marzo è stato celebrato il World Wildlife Day, la giornata mondiale dedicata alla tutela della fauna selvatica e degli ecosistemi naturali. Un appuntamento che invita a riflettere sul rapporto tra uomo e natura e sul valore della biodiversità per il futuro del pianeta.
In questo contesto, alcune delle aree protette più importanti della Valtellina hanno raccontato il proprio impegno quotidiano nella conservazione degli ecosistemi alpini: il Parco Nazionale dello Stelvio, la Riserva Naturale Val di Mello e la Riserva Naturale Pian di Spagna – Lago di Mezzola.
Tre territori diversi, ma uniti da una missione comune: studiare, proteggere e valorizzare ambienti naturali straordinari, promuovendo al tempo stesso forme di turismo sostenibile e una convivenza consapevole tra attività umane e biodiversità.
Il Parco Nazionale dello Stelvio e il ritorno del gipeto
Tra Lombardia e Trentino-Alto Adige, il Parco Nazionale dello Stelvio custodisce uno dei patrimoni naturalistici più preziosi delle Alpi. Gran parte del territorio si sviluppa oltre i 2.000 metri di quota e comprende il gruppo montuoso dell’Ortles-Cevedale, dominato dalla vetta dell’Ortles, che con i suoi 3.905 metri rappresenta una delle cime più alte dell’arco alpino orientale.
In questo ambiente estremo prospera una biodiversità sorprendente. Nel parco sono state censite oltre 260 specie di vertebrati, tra cui cervi, marmotte, aquile reali e lupi, animali che svolgono un ruolo fondamentale nell’equilibrio degli ecosistemi montani.
Tra i progetti più significativi portati avanti negli ultimi decenni spicca quello dedicato al gipeto, il grande rapace noto anche come avvoltoio barbuto. Estinto dalle Alpi all’inizio del Novecento a causa della persecuzione umana, il gipeto è tornato a nidificare grazie a un programma internazionale di reintroduzione. Nel 1997 proprio nel Parco dello Stelvio è stato registrato il primo involo – il primo volo dal nido – in territorio italiano.
Oggi all’interno del parco sono presenti diverse coppie nidificanti e il monitoraggio scientifico continua per proteggere i nidi, raccogliere dati sulla riproduzione e individuare eventuali minacce alla specie.
Val di Mello, laboratorio naturale della biodiversità alpina
Nel cuore delle Alpi Retiche, la Riserva Naturale Val di Mello rappresenta uno degli ambienti alpini più suggestivi e integri d’Italia. Situata all’estremità della Val Masino, si estende da circa 1.000 metri di quota fino ai 3.400 del Monte Pioda, alternando fondovalle pianeggianti, torrenti, boschi e spettacolari pareti granitiche che le hanno valso il soprannome di “Piccola Yosemite”.
La varietà di ambienti rende la valle un vero scrigno di biodiversità. Qui convivono boschi di faggio e larice, rododendri, ontani bianchi e orchidee selvatiche, mentre le torbiere alpine ospitano specie rare come la drosera rotundifolia, una pianta carnivora tipica degli ambienti umidi di alta quota.
Anche la fauna è ricca e diversificata: camosci, stambecchi, marmotte, volpi e martore popolano questi ambienti, insieme a numerose specie di uccelli tra cui rapaci come astori e poiane e specie di montagna come la coturnice alpina. Nei corsi d’acqua vive invece la trota fario, mentre tra gli insetti si segnala la presenza della rosalia alpina, un coleottero protetto simbolo degli ecosistemi forestali.
In un momento storico segnato da cambiamenti climatici e pressioni antropiche sempre più intense, la Riserva svolge un ruolo cruciale nel monitoraggio e nella protezione delle specie alpine più vulnerabili, promuovendo al tempo stesso un turismo lento e consapevole, capace di valorizzare il territorio senza comprometterne gli equilibri.
Pian di Spagna – Lago di Mezzola, oasi per gli uccelli migratori
A nord del Lago di Como, alla confluenza tra Valtellina e Valchiavenna, si trova la Riserva Naturale Pian di Spagna – Lago di Mezzola, una delle più importanti aree umide del Nord Italia. Qui il paesaggio cambia radicalmente rispetto agli ambienti d’alta quota: canneti, praterie umide e specchi d’acqua formano un mosaico di habitat che ospita una straordinaria varietà di specie.
L’area è particolarmente rilevante dal punto di vista avifaunistico. I monitoraggi hanno registrato la presenza di 257 specie di vertebrati, di cui 175 specie di uccelli che utilizzano la riserva come area di nidificazione, sosta o svernamento durante le migrazioni.
Oltre all’avifauna, l’ecosistema ospita specie vegetali e animali rare e protette, tra cui la felce quadrifoglio, la salamandra crestata e diverse specie di pesci tipiche delle acque interne della Pianura Padana.
Tra le iniziative più importanti spicca il progetto H.A.R.G.I.N., dedicato al ripristino e alla gestione degli habitat acquatici del sito Natura 2000. L’obiettivo è migliorare la qualità degli ambienti umidi attraverso interventi di manutenzione idraulica, monitoraggi scientifici e attività di educazione ambientale rivolte a cittadini e scuole.
Conservare la natura per costruire il futuro
Dalle vette glaciali dello Stelvio alle valli granitiche della Val di Mello fino alle zone umide del Pian di Spagna, la Valtellina rappresenta un mosaico di ecosistemi che raccontano la straordinaria ricchezza naturale delle Alpi.
In occasione del World Wildlife Day, queste aree protette hanno ricordato quanto la conservazione della biodiversità sia una sfida che riguarda tutti. Proteggere la fauna e gli habitat naturali significa infatti tutelare non solo il patrimonio ecologico, ma anche il futuro delle comunità che vivono e lavorano in questi territori.
Perché la natura – oggi più che mai – non è semplicemente uno scenario da ammirare, ma un equilibrio fragile da conoscere, rispettare e custodire.



