Si è spento a Milano Carlo Monguzzi, storico ambientalista e consigliere comunale, punto di riferimento per decenni nelle battaglie per la sostenibilità, la tutela del territorio e i diritti civili. Aveva 75 anni e lascia un’eredità importante nel panorama politico e ambientale italiano, costruita attraverso un impegno costante dentro e fuori le istituzioni.
La sua scomparsa segna la perdita di una voce critica e indipendente, capace di coniugare militanza, competenza tecnica e passione civile. Un profilo sempre in prima linea, dalle piazze ai banchi del consiglio comunale, dove si distingueva anche per la presenza costante e la partecipazione attiva.
Una vita tra politica e impegno per l’ambiente
Nato a Milano, laureato in ingegneria chimica e insegnante di matematica, Monguzzi si avvicina all’attivismo già negli anni ’70, partecipando al movimento studentesco. Negli anni ’80 è tra i fondatori di Legambiente, contribuendo alla nascita dell’ambientalismo moderno in Italia.
Il suo percorso istituzionale inizia nel 1990 con l’elezione in Consiglio regionale della Lombardia, dove ricopre anche il ruolo di assessore all’Ambiente. In quegli anni promuove alcune delle prime politiche ambientali strutturate, tra cui la legge sulla raccolta differenziata e il primo Piano aria contro l’inquinamento.
Dal 2011 entra in Consiglio comunale a Milano, dove resterà fino alla fine del suo mandato, attraversando diverse stagioni politiche ma mantenendo sempre una posizione autonoma e spesso critica, anche verso la stessa maggioranza.
Le battaglie: rifiuti, aria, consumo di suolo
L’impegno di Monguzzi si è concentrato su alcuni temi chiave della sostenibilità urbana e ambientale. Tra le sue battaglie storiche:
- la lotta contro il traffico illecito di rifiuti
- la difesa degli alberi e del verde urbano
- il contrasto alla cementificazione e al consumo di suolo
- la promozione della raccolta differenziata
- le politiche per la qualità dell’aria
Accanto ai temi ambientali, ha portato avanti anche iniziative legate ai diritti civili, alla trasparenza amministrativa e alla pace, partecipando attivamente a manifestazioni e iniziative pubbliche.
Una voce libera anche dentro le istituzioni
Negli ultimi anni, Monguzzi si era distinto per le sue posizioni critiche su alcune scelte urbanistiche della città di Milano, tra cui la gestione dello stadio di San Siro e le politiche legate alla mobilità e all’ambiente.
Pur facendo parte della maggioranza, non ha mai rinunciato a esprimere dissenso quando riteneva che le decisioni non fossero coerenti con i principi di sostenibilità e interesse pubblico. Una postura che gli ha garantito rispetto trasversale, anche tra avversari politici.
L’eredità di un ambientalismo concreto
Carlo Monguzzi lascia un’eredità che va oltre la politica: un’idea di ambientalismo concreto, fatto di azioni, presenza e coerenza. Il suo impegno dimostra come la sostenibilità possa essere una pratica quotidiana, capace di incidere sulle politiche pubbliche e sulla vita delle comunità.
La sua figura resta un esempio di partecipazione civica e di dedizione al bene comune, in un momento storico in cui le sfide ambientali richiedono visione, competenze e responsabilità condivisa.



