App Immuni: “I download? Non sono ancora soddisfatto”

Luca Ferrari, cofondatore di Bending Spoons, la tech company che ha sviluppato l’app Immuni di contrasto al Covid19, fa il punto sulla app.

BioEcoGeo_Immuni

È stato fatto il punto sull’app Immuni durante l’ultimo appuntamento live di Starting Finance, il ciclo di dirette Instagram promosso da Starting Finance, la community per l’educazione finanziaria dei millennials.
Luca Ferrari, il giovanissimo cofounder di Bending Spoons, la software house selezionata dal Governo che ha sviluppato la nota app per contrastare la malattia da Sars-CoV-2, dichiara: «Vorrei iniziare dicendo che questa storia che Immuni funziona solo se la scarica il 60% della popolazione è una bufala. L’app è sempre utile, più è diffusa e più è utile, perché la sua funzione dipende dalla probabilità che due persone che hanno contratto il Coronavirus l’abbiano scaricata: l’aumento della sua efficacia è fortemente proporzionale rispetto al numero dei download. Io comunque non sono ancora soddisfatto della diffusione di Immuni. Puntiamo ad altri numeri».

«Abbiamo ad oggi superato i 4 milioni di download» prosegue Ferrari, che poi passa a rassicurare riguardo le tanto discusse questioni della privacy. «Una cosa che non si sa è che Immuni è stata sviluppata a strettissimo contatto con il Garante della privacy. Bending Spoons non ha accesso ai dati di nessun tipo e nel nostro contratto con il governo c’è una clausola specifica che esclude l’uso commerciale di qualsiasi tipo di dato o di prodotto derivante dalla app. L’intero sistema di notifica si basa su uno scambio di codici casuali trasmessi da dispositivi che dialogano tramite bluetooth. Giornalmente vengono scaricati dalle app i codici corrispondenti ai soggetti che il Servizio Sanitario Nazionale ha identificato come a rischio e se il tuo dispositivo è stato vicino per più di 15 minuti con uno di questi codici, il contatto avvenuto ti verrà segnalato. Tutto qui».



Redazione

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