Nel 2025 oltre 13 milioni di bambini sfollati a causa dei conflitti

Nel 2025 i conflitti armati hanno superato la crisi climatica come principale causa di sfollamento infantile a livello globale. È l’allarme lanciato da Save the Children, che denuncia un dato senza precedenti: circa 13 milioni di bambini e adolescenti sono stati costretti ad abbandonare le proprie case a causa di guerre e violenze, con un aumento del 46% rispetto al 2024.

Secondo l’Organizzazione, ogni giorno oltre 35.000 minori sono stati costretti a fuggire, spesso più volte nel corso dello stesso conflitto. Una crisi umanitaria che coinvolge in particolare Paesi come la Repubblica Democratica del Congo, il Sudan, l’Iran e il Territorio Palestinese Occupato, dove guerre e instabilità continuano a colpire duramente la popolazione civile.

Bambini guerra e violenzaBambini costretti a fuggire: una crisi senza precedenti

I nuovi dati diffusi da Save the Children mostrano un quadro sempre più drammatico. Nel 2025 oltre 32,7 milioni di bambini vivevano in condizioni di sfollamento interno e più di quattro su cinque erano stati costretti a lasciare la propria casa a causa di conflitti e violenze. A questi si aggiungono oltre 19 milioni di minori rifugiati o richiedenti asilo fuori dal proprio Paese. Dietro le cifre si nascondono storie di famiglie costrette a perdere tutto. Come quella di Salama, madre di sette figli fuggita dall’est della Repubblica Democratica del Congo a causa delle violenze armate. «Abbiamo lasciato tutto: pentole, vestiti, materassi. Abbiamo dovuto ricominciare da zero» racconta Salama. «La vita qui è molto difficile, soprattutto quando non si ha una terra sulla quale vivere».
Lei e i suoi figli fanno parte dei circa 5,6 milioni di sfollati presenti nel Paese, di cui circa 2,5 milioni sono bambini. Leggi il Report.

Guerre sempre più brutali per l’infanzia

L’aumento degli sfollamenti si inserisce in un contesto globale sempre più segnato dalla violenza. Un rapporto pubblicato da Save the Children nel 2025 evidenzia che nel 2024 ben 520 milioni di bambini vivevano in aree interessate da conflitti attivi: oltre uno su cinque nel mondo. Dal 2010 a oggi, le gravi violazioni contro i minori nei contesti di guerra — tra cui uccisioni, mutilazioni, violenze sessuali e reclutamento forzato — sono aumentate del 373%, secondo i dati verificati dalle Nazioni Unite.
Una crescita che conferma come le guerre contemporanee stiano diventando sempre più devastanti per l’infanzia, privando milioni di bambini non solo della sicurezza, ma anche dell’accesso all’istruzione, alla salute e alla protezione.

Bambini guerra e violenzaQuando lo sfollamento significa perdere tutto

Essere costretti a fuggire significa interrompere ogni forma di normalità. Scuole distrutte, famiglie separate, assenza di cure mediche, malnutrizione e traumi psicologici rappresentano conseguenze sempre più diffuse tra i minori sfollati.
Uno dei figli di Salama, Gabriel, di appena un anno, si è ammalato prima di morbillo e poi di malnutrizione acuta severa. Grazie al supporto degli operatori sanitari e ai servizi sostenuti da Save the Children, il bambino ha potuto ricevere cure gratuite e iniziare lentamente a riprendersi.
Secondo Melinda van Zyl, Senior Advisor di Save the Children per Migrazione e Sfollamento, dietro ogni numero esiste una storia personale di perdita e sofferenza:

“Dietro ogni dato c’è un bambino che, con ogni probabilità, ha assistito a una violenza e a una devastazione che nessuno della sua età dovrebbe mai vedere”.

L’appello di Save the Children: prevenire i conflitti e proteggere i minori

Di fronte a questa emergenza globale, Save the Children chiede agli Stati di agire con maggiore determinazione per prevenire le guerre, promuovere la pace e proteggere bambini e adolescenti dagli sfollamenti forzati.
L’Organizzazione sottolinea inoltre la necessità di garantire accesso umanitario sicuro e continuativo nelle aree colpite dai conflitti, assicurando ai minori sfollati supporto sanitario, educativo e psicologico anche nel lungo periodo. In un mondo attraversato da crisi geopolitiche sempre più complesse, il numero record di bambini costretti a fuggire rappresenta uno dei segnali più drammatici dell’impatto umano delle guerre contemporanee.

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