In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente del 5 giugno, arriva dall’Italia una novità che potrebbe aprire nuove prospettive nel rapporto tra impresa e sostenibilità.
La società benefit PlanEat ha infatti modificato il proprio statuto introducendo nel Consiglio di Amministrazione una figura inedita: il Custode della Natura, un amministratore incaricato di rappresentare gli interessi degli ecosistemi all’interno dei processi decisionali aziendali.
Si tratta di una delle prime applicazioni concrete in Europa del modello internazionale Onboarding Nature, un framework che punta a integrare la tutela ambientale direttamente nella governance delle organizzazioni, superando l’approccio tradizionale che considera la sostenibilità come una funzione separata dalle scelte strategiche.
La Natura entra nella governance aziendale
La decisione di PlanEat rappresenta un passo innovativo nel panorama della governance d’impresa. Il Custode della Natura non avrà un ruolo simbolico, ma poteri e responsabilità definiti dallo statuto societario.
La figura sarà chiamata a esprimere pareri sulle decisioni strategiche che possono avere un impatto sugli ecosistemi, dalla scelta dei fornitori alle politiche di packaging, dagli investimenti ai processi produttivi. Per alcune specifiche materie considerate rilevanti per l’ambiente, la sua presenza sarà necessaria affinché il Consiglio possa deliberare validamente.
Inoltre, qualora il Consiglio decida di adottare una soluzione diversa da quella raccomandata dal Custode della Natura, dovrà motivare pubblicamente la propria scelta attraverso verbali e comunicazioni accessibili.
Un sistema che introduce principi di trasparenza e accountability ambientale direttamente nei meccanismi decisionali dell’impresa.
Cos’è il progetto Onboarding Nature
L’iniziativa si inserisce nel progetto internazionale Onboarding Nature, sviluppato da B Lab Benelux, in collaborazione con Earth Law Center e Nyenrode Business Universiteit. Il framework individua diversi livelli attraverso cui la Natura può essere coinvolta nella governance aziendale: come fonte di ispirazione, come azionista, come consulente oppure, nel livello più avanzato, come vero e proprio amministratore.
PlanEat è la prima azienda italiana ad adottare quest’ultima soluzione, traducendo il modello nel contesto del diritto societario nazionale grazie al lavoro dello studio legale RPLT RP legalitax.

Da Faith in Nature all’esperienza italiana
L’ispirazione arriva dal caso di Faith in Nature, azienda britannica di cosmetici naturali che nel 2022 aveva introdotto nel proprio board una rappresentanza dedicata alla tutela della Natura. L’esperienza italiana va però oltre, adattando il modello alle specificità normative del nostro ordinamento e definendo requisiti professionali precisi per ricoprire il ruolo.
Il Custode della Natura dovrà infatti possedere competenze ambientali, economiche, giuridiche o ingegneristiche, oppure una significativa esperienza professionale nel settore, oltre a garantire indipendenza e assenza di conflitti di interesse.
Un modello che guarda al futuro della sostenibilità
L’introduzione di questa figura arriva in un momento in cui le normative europee stanno rafforzando il ruolo delle imprese nella gestione degli impatti ambientali. Dalla rendicontazione ESG prevista dalla Corporate Sustainability Reporting Directive agli obblighi di due diligence introdotti dalla Corporate Sustainability Due Diligence Directive, le aziende sono sempre più chiamate a integrare la sostenibilità nelle proprie strategie e nei processi di gestione del rischio.
In questo contesto, la presenza di un Custode della Natura potrebbe diventare non solo uno strumento di tutela ambientale, ma anche un elemento di governance capace di rafforzare la capacità delle imprese di affrontare le sfide normative e di mercato legate alla transizione sostenibile.
Chi è PlanEat
Fondata nel 2020 da Nicola Lamberti, PlanEat è una società benefit attiva nel settore foodtech che ha sviluppato soluzioni per ridurre lo spreco alimentare. L’azienda opera sia nella spesa online, attraverso la consegna di ingredienti già dosati per le ricette, sia nella ristorazione collettiva, supportando mense scolastiche, aziendali e pubbliche nella programmazione dei pasti.
Dalla sua nascita ha gestito oltre un milione di ordini e contribuito al recupero di più di 120 tonnellate di cibo, collaborando con realtà come Bending Spoons, AstraZeneca, Galbusera e Fondazione Milano Cortina.
Dai diritti della Natura alla governance d’impresa
L’iniziativa si inserisce in un dibattito internazionale sempre più ampio sul riconoscimento dei diritti della Natura. Alcuni Paesi, come Ecuador e Bolivia, hanno già introdotto questi principi nei propri ordinamenti, mentre in New Zealand il fiume Whanganui River ha ottenuto uno status giuridico riconosciuto. In Europa il percorso è ancora agli inizi, ma esperienze come quella di PlanEat mostrano come il mondo delle imprese possa diventare un laboratorio di innovazione giuridica e organizzativa.
Nel giorno dedicato all’ambiente, il messaggio è chiaro: la sostenibilità non riguarda più soltanto la riduzione degli impatti o la rendicontazione delle performance ESG. Sempre più spesso significa ripensare il modo stesso in cui vengono prese le decisioni, portando la tutela degli ecosistemi al centro della governance aziendale.










