Cinema e ambiente

cine

Sono stati presentati recentemente al Giffoni Film Festival (vedi), dal regista di Lo chiamavano Jeeg Robot, Gabriele Mainetti, e dal divulgatore scientifico Massimo Temporelli, due progetti che hanno a cuore l’ambiente e la sostenibilità: Edison for Nature ed Edison Green Movie.

Edison for Nature (vedi) è il progetto di cinema collettivo sulla natura, l’uomo e l’energia, aperto a chiunque abbia un’idea e una storia da raccontare: i registi Gabriele Mainetti e Andrea Segre, hanno invitato i giovani del Giffoni a lanciarsi in questa iniziativa. Le tematiche del concorso sono le seguenti: i comportamenti sostenibili, ossia i gesti nella vita di ogni giorno che possono influire positivamente sull’ambiente (alimentazione, mobilità, utilizzo delle risorse, consumi e scelte consapevoli); l’energia del futuro, ossia le innovazioni e le tecnologie per ottimizzare i consumi energetici e produrre in modo sostenibile (che sia qualcosa di reale o futuristico, l’idea è quella di sensibilizzare chi guarda sulla necessità di gestire i consumi, meno energia oggi per avere più energia domani); i mestieri dell’energia: le persone, le competenze, le professioni dell’energia.

Edison Green Movie dimostra, invece, che fare cinema nel rispetto dell’ambiente si può. Si tratta, infatti, del primo protocollo europeo per il cinema ecosostenibile dedicato alle case di produzione cinematografiche perché adottino soluzioni in grado di ridurre l’impatto ambientale di un film. Il set di un film, racconta Edison, è una carovana, un piccola città mobile, che mima e ripete quasi tutto quello che avviene in una vera città. Sul set si mangia, si cuce, si produce energia, si dipinge, si costruisce e si distrugge, si bagna e si asciuga … Inventare un protocollo per un set cinematografico è come studiare l’impatto di una città in miniatura, è scientificamente un modello. E non sarà il tempo di rivoluzioni, ma è certamente il tempo di studiare modelli per il futuro. Ecco perché la necessità di adottare linee guida che rappresentano una sorta di “cassetta per gli attrezzi” per ridurre gli impatti ambientali ed economici di una produzione cinematografica: suggerite le soluzioni migliori per ottimizzare i consumi energetici e di materiali o l’uso dei mezzi di trasporto di persone e merci, a partire dalle scelte di produzione, per evitare pasti consumati con stoviglie in plastica, la produzione di tonnellate di rifiuti, l’uso di scenografie con materiali non riutilizzabili, l’acquisto di mobili e oggetti, l’illuminazione di set e uffici. Indicatori di sostenibilità intelligenti.

SUDstenibileUna produzione cinematografica italiana di circa 2 mesi di riprese produce in media più di 19 tonnellate di Co2. Se, quindi, tutte le produzioni seguissero le indicazioni del protocollo (in Italia si stimano 5.880 giorni di riprese ogni anno) si realizzerebbe una riduzione delle emissioni pari a 1.120 tonnellate di Co2, equivalenti a quelle relative all’illuminazione pubblica annuale di un comune di oltre 10.000 abitanti o a 1.120 voli andata e ritorno Roma-Dakar. Fondamentale quindi il ruolo di produzioni cinematografiche, amministratori locali, imprenditori, albergatori e organizzazioni come le film commission.

Al protocollo, nato, in realtà nel 2011, hanno già aderito Paolo Virzì con il suo Il capitale umano del 2013 ed Ermanno Olmi con Torneranno i prati, che proprio alla Edison ha mosso i primi passi dietro una telecamera, realizzando alla fine degli anni ‘50 più di 40 documentari sul lavoro e i cambiamenti sociali. Il Capitale Umano, ad esempio, per soddisfare l’esigenza energetica del film, ha utilizzato un allaccio temporaneo alla rete elettrica tagliando così le emissioni di anidride carbonica di circa il 75% (dalle 44 tonnellate prodotte da un tradizionale gruppo elettrogeno – generatore a 12 tonnellate). Il prelievo di energia dalla rete elettrica unitamente all’utilizzo di neon a batteria per le riprese in ambienti interni ha prodotto un risparmio di oltre 37.000 euro.

Torneranno i prati ha portato un taglio delle emissioni di CO2 del 75%, la sostituzione di 3400 bottigliette d’acqua con 85 boccioni da 20 litri e la riduzione del 20% del costo dei pasti.

Cinema e ambiente, un binomio che sta sempre più prendendo piede, anche grazie al coinvolgimento di star internazionali impegnate in prima linea nella tutela dell’ecosistema. Primo fra tutti Leonardo Di Caprio, da sempre attivo a sostegno dell’ambiente, che ha donato oltre 15 milioni di dollari per la ricerca di soluzioni innovative nei programmi di conservazione del paesaggio terrestre, per la protezione degli animali e per combattere i cambiamenti climatici. Questo e altro, piccoli passi per film sempre più green, con una cultura che diventa sempre più importante strumento di sensibilizzazione sul tema ambientale.

http://www.edisongeneration.it/progetti/edison-green-movie/

https://www.facebook.com/edisongreenmovie/



Simonetta Sandri

La volontà di condividere con i lettori la bellezza dell’universo resta per me la vera ragione della ricerca delle parole più adeguate per descrivere una meraviglia spesso indescrivibile. Perché, come il Principe Miškin ne L’idiota di Fedor Dostoevskij, anche io penso che la bellezza salverà il mondo.


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

17 − 4 =