Compleanno Brebemi. Ma gli agricoltori non festeggiano

Compleanno Brebemi, ma gli agricoltori non festeggiano. A due anni esatti, era il 23 luglio 2014, dall’inaugurazione in pompa magna di quella che doveva essere l’autostrada del futuro, che si pagava senza soldi pubblici e che avrebbe portato valore aggiunto al territorio, gli agricoltori stanno ancora aspettando di essere risarciti per i terreni sepolti sotto l’asfalto: 8 milioni di euro solo per le aziende rappresentate da Coldiretti. Sull’area di Milano per i saldi degli espropri i nostri soci devono prendere quasi 3 milioni di euro – spiega la Coldiretti regionale – a Bergamo ne mancano poco meno di 2 milioni e a Brescia c’è un buco di altri 3 milioni.

Brebemi

A settembre dell’anno scorso – spiega Coldiretti Lombardia – l’ufficio espropri aveva mandato una comunicazione ai proprietari per chiedere la documentazione per procedere ai saldi, ma nonostante tutto sia stato consegnato prima di Natale, a oggi non si sono visti i risultati. Inoltre – spiega Coldiretti Lombardia – Brebemi ha appena ottenuto una proroga di altri due anni per la dichiarazione di pubblica utilità e questo comporta che la società avrà due anni in più per chiudere le procedure e saldare i proprietari.
E tutto questo mentre c’è il flop dei transiti, visto che, secondo dati Aiscat, rispetto alle 60-80 mila auto previste ogni giorno ne passano circa la metà, su una strada lunga 62 chilometri fra Milano, Bergamo e Brescia, dalla quale adesso molti azionisti (dal Comune di Brescia alla Città Metropolitana di Milano fino a Intesa San Paolo) vogliono sfilarsi.
Il 23 luglio 2014, l’attuale Presidente di Brebemi, Francesco Bettoni, dichiarava: “Oggi è un  giorno che resterà nella nostra storia perché celebriamo finalmente l’apertura di Brebemi. I benefici non li avranno solo gli automobilisti ma l’intera collettività: la stima di incremento del PIL in Lombardia con l’entrata in funzione di Brebemi è valutabile in 400 milioni di euro all’anno”. Ma per adesso l’opera (che doveva essere tutta finanziata dai privati) ha avuto bisogno di oltre 300 milioni di euro in fondi pubblici stanziati dallo Stato e dalla Regione Lombardia.



Redazione

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