Lucart confermata leader mondiale sostenibile: per il quarto anno consecutivo riceve il rating Platinum EcoVadis, oltre il 90% dei rifiuti vanno a recupero e impegni di decarbonizzazione concreti riportati nel Report di sostenibilità 2024 (XX edizione).

Lucart, multinazionale italiana attiva con i marchi Tenderly, Lucart Professional e Grazie EcoNatural, continua a consolidare la sua posizione tra le imprese più virtuose in tema ambientale e sociale. Le sue recenti certificazioni, i risultati nel Report di sostenibilità 2024 e le strategie messe in campo confermano che per questa azienda la sostenibilità è centrale, non una scelta di facciata.
Certificazione EcoVadis Platinum: risultati eccellenti
Con un punteggio di 89/100, Lucart è stata confermata “Platinum” da EcoVadis per il quarto anno consecutivo: un riconoscimento elite che solo l’1% delle aziende valutate ottiene.
Le quattro aree di valutazione – ambiente, pratiche lavorative e diritti umani, etica, acquisti sostenibili – vedono Lucart eccellere: in ambiente ha ottenuto 96/100, dimostrando leadership nel ridurre l’impatto ambientale.
Ha inoltre aderito alla Science Based Targets Initiative (SBTi), mirando così a fissare obiettivi chiari e scientificamente validati per ridurre le emissioni dei tre scopi (dirette, indirette da energia acquistata e lungo la filiera) entro fine 2025.
Performance ambientali
Dal Report di sostenibilità 2024 emergono dati concreti:
- Emissioni specifiche di CO₂ scese a 387,53 kg per tonnellata di carta prodotta, con un calo di circa il 3,4% rispetto all’anno precedente.
- Il consumo idrico specifico è diminuito: 9,43 metri cubi per tonnellata, una riduzione rispetto al 2023.
- Energia specifica consumata è anch’essa in discesa, con miglioramenti dell’efficienza.
- Oltre il 54% delle materie prime usate provengono da riciclo; il 90,2% dei rifiuti prodotti è avviato a recupero.
Queste cifre collocano Lucart come protagonista nella sfida della carta riciclata e nel ridurre l’impatto ambientale del ciclo produttivo.
Sostenibilità sociale, strategia e responsabilità
Lucart non guarda solo ai numeri ambientali, ma investe anche nella sostenibilità sociale. Nel Rapporto 2024, l’azienda ribadisce che lo sviluppo condiviso – con attenzione ai fornitori, diritti umani, condizioni di lavoro – è parte indispensabile del suo modello di business.
Francesco Pasquini, CEO, sottolinea: «Non rincorriamo la crescita a tutti i costi, ma uno sviluppo coerente, sostenibile e condiviso». Lucart opera in un contesto complesso, con tensioni energetiche, costi variabili, mercati internazionali instabili, ma afferma che la sostenibilità è leva di resilienza, non solo immagine.
Sfide e priorità ancora aperte
Anche per Lucart le sfide non mancano:
- Necessità di un contesto istituzionale stabile e politiche energetiche chiare per sostenere la transizione (in particolare per accesso a energia pulita, biogas e potenziamento delle reti elettriche).
- Adozione di target ambiziosi per lo Scope 3 (emissioni indirette lungo la filiera), che è il più difficile da controllare ma fondamentale per ridurre l’impatto globale.
- Continuare a migliorare efficienza, riduzione di scarti, e trasparenza lungo tutta la catena di approvvigionamento. Lucart ha già sottoscritto il codice di condotta AMFORI-BSCI per rafforzare i diritti umani e condizioni di lavoro nella supply-chain.
Un modello industriale italiano
Lucart rappresenta un esempio significativo di come l’industria possa operare nella direzione della sostenibilità autentica: non solo riducendo emissioni o aumentando riciclo, ma costruendo una visione integrata in cui ambiente, lavoro, etica, filiera e comunità hanno pari importanza.
In un settore come quello della carta – tradizionalmente energivoro e impegnativo sul piano ambientale – emergere con risultati come quelli raggiunti da Lucart significa dimostrare che la transizione ecologica è praticabile, anche con standard elevati e anche in Italia.










