Fenicottero ucciso a sassate nello zoo. Enpa: “Chiudiamoli in Italia”

Un fenicottero è stato ucciso a sassate nello zoo di Jihlava, in Repubblica Ceca. Un gruppo di ragazzi, tre fratelli, dai 5 agli 8 anni, hanno scavalcato la recinzione e hanno lanciato pietre e tirato calci ai volatili. In questo feroce gioco, un fenicottero ha perso la vita mentre un altro ne è uscito gravemente ferito.

fenicottero_bioecogeo

«Siamo allibiti dalla brutalità dell’attacco». Queste le parole della direttrice dello zoo Elizabeth Kubikova. I colpevoli sono stati scoperti grazie alle telecamere di sicurezza dell’impianto. I tre ragazzi, ascoltati dagli agenti, «Non hanno manifestato alcun rimorso per l’accaduto e i genitori, dato che non sono previste condanne penali, pagheranno con un semplice risarcimento di 1.500 euro circa».

Quello di Jihlava non è un caso isolato. Nel parco di Dvur Kralove nad Labem, sempre nella Repubblica Ceca, sono ospitati una ventina di rari rinoceronti tra neri e bianchi – alcuni verranno reinseriti in natura in Africa – . I responsabili del parco per “tutelare”  i rinoceronti e salvarli dai bracconieri,  hanno deciso di tagliare il corno a 18 esemplari.

«È come  avere una bella ragazza e attaccarle baffi finti o amputarle qualcosa per imbruttirla apposta. Così poi nessuno la potrebbe rubare». Questa la risposta di Carla Rocchi, presidente nazionale dell’Enpa, definendo il metodo ceco come “un rimedio patetico”.

Quindi ritorna in auge una domanda: è giusto chiudere gli zoo? «Abbiamo sempre avuto una posizione critica nei confronti degli animali in gabbia» dichiara la presidente Enpa. «Oggi lo zoo è un anacronismo, fa ridere: si tengono chiuse delle specie di default in maniera incompatibile con la loro natura e in posizione di inferirorità totale. E’ un forte messaggio diseducativo, soprattutto per i più piccoli».

La domanda nasce spontanea: a che servono gli zoo se non tutelano le specie? Per Carla Rocchi, quelli esistenti «Dovrebbero servire a mantenere le specie che già ospitano fino a fine vita e poi man mano essere usati come programmi di salvaguardia e recupero».

Un passo fondamentale, poi, è la sicurezza degli impianti con «più telecamere e metal detector perché qualunque pazzo potrebbe entrare con un’arma e fare una strage».

Un monito su tutti è rivolto infine alle pratiche utilizzate dagli zoo nel nord Europa: «Lì danno da mangiare ai leoni le giraffe “in avanzo”. È indecente».



Roberto Malfatti

Roberto Malfatti, sociologo, appassionato di fotografia, rockettaro quanto basta. Da sempre combattente e studioso delle tematiche ambientali. Tra i fondatori della rete Napoli Est Brucia che rivendica il risanamento del territorio di Napoli Est dall'inquinamento selvaggio delle raffinerie.


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

13 − 13 =