Ilva Taranto, tra la discussione in Senato e la visita di Renzi

Terminati i giorni del wind day e dell’incendio delle big bag, inizia una nuova settimana calda per Taranto e per la questione Ilva.

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Già qualche giorno fa il Governatore Emiliano ha riferito, durante il suo intervento in Consiglio Regionale sulla discussione generale di un emendamento inerente l’emergenza ambientale ed epidemiologica a Taranto, di non essere ospite gradito dell’Ilva “tanto che mi è stato fatto capire con garbo istituzionale che io non potevo accompagnare la delegazione dei parlamentari europei nel sopralluogo in fabbrica perché era meglio evitarlo“. Questo succedeva durante i tre giorni di visita della commissione Ambiente, Sanità pubblica e Sicurezza alimentare del parlamento europeo, proprio per fare il punto sull’Ilva. Sicuramente l’appartenenza politica del Governatore rende difficile e, evidentemente, meno credibile il suo ruolo di tutore della salute pubblica in un momento di proteste e malcontento per il decreto in discussione in Parlamento. Il Governatore ne è consapevole, tanto che tiene a precisare: “Io non ho il minimo elemento per immaginare che né i deputati pugliesi né i consiglieri della mia maggioranza abbiano l’idea di dover guardare con particolare bonarietà alle acrobazie del governo sull’Ilva, senza sottoporle alla stessa severa critica e attenzione alla quale sottoponiamo qualunque altro tipo di provvedimento. Questo è un fatto essenziale, perché siamo di fronte a beni della vita. Non siamo di fronte a opinabili questioni politiche.” Quella proposta dal Governo Renzi, come sappiamo, è una soluzione non priva di lacune e mancanze e lo stesso Emiliano è intenzionato a impugnarla, nel caso dovesse ledere le attribuzioni della Regione per tutelare al meglio la salute dei tarantini.

Ma gli appuntamenti per la città di Taranto in questa settimana sono tanti. Domani, 26 luglio, il decreto sull’Ilva di Taranto verrà discusso in aula al Senato per la definitiva conversione in legge dopo il voto favorevole della Camera. Ricordiamo che è un decreto che, oltre a riguardare la cessione dell’azienda ad un nuovo gruppo, affronta anche la parte ambientale dell’Ilva e dispone che la valutazione del piano ambientale presentato dalle due cordate in gara (Arcelor Mittal con Marcegaglia e Arvedi con Cassa Depositi e Prestiti e Delfin di Leonardo Del Vecchio) sia prioritaria sul resto. Piano che ora dovrà essere valutato da tre esperti insediati nei giorni scorsi dal ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti. Mercoledì 27 luglio, invece, sarà la volta della firma dell’accordo per l’avvio dell’Agenzia nazionale di somministrazione che, con operatività dall’1 gennaio 2017, prenderà in carico i lavoratori portuali dei bacini di crisi di Taranto, Gioia Tauro e Reggio Calabria. Quest’agenzia, che sarà pubblica, avrà il compito di assorbire i 520 lavoratori della società Taranto Container Terminal, in liquidazione da un anno per cessata operatività, per ricollocarli in nuove attività entro 36 mesi. Soprattutto è la settimana dell’arrivo a Taranto del Presidente del Consiglio Renzi che il 29 luglio inaugurerà il secondo piano del Mar.Ta, il Museo Archeologico Nazionale della città, uno dei riferimenti più importanti per la storia e la civiltà della Magna Grecia. La sua seconda volta a Taranto sarà anche l’occasione per parlare di Ilva e porto, come ha annunciato lo stesso Premier nella sua E-news. Della visita di Renzi ne approfittano i sindacati FIM, FIOM E UILM, che scrivono una lettera al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, invitandolo a un confronto. Di seguito il testo integrale del messaggio: “Taranto oltre alle sue attrattive storico-culturali è innegabilmente una città del Mezzogiorno d’Italia a vocazione industriale, e che, ad oggi, per via delle vicende che hanno segnato negativamente l’intero territorio, rischia ulteriormente di sprofondare, qualora non sussista un intervento straordinario ma soprattutto incisivo da parte del Governo in termini di risanamento ambientale, bonifiche, sorveglianza sanitaria ed occupazionale. Tanto premesso, a far data dal 26 luglio 2012, giorno del sequestro preventivo degli impianti dell’area a caldo dell’ILVA di Taranto ad opera della Magistratura, ad oggi la situazione permane in una pericolosissima fase di stallo, determinando una serie di ritardi, e che di fatto ostacolano l’indispensabile e doverosa opera di risanamento ambientale e di tutela dell’occupazione. E’evidente che i Governi che si sono susseguiti hanno di volta in volta emanato provvedimenti di urgenza a riguardo,come è altrettanto innegabile considerare che i ben dieci Decreti non hanno di fatto dotato Taranto delle dovute certezze nei tempi di attuazione delle contromisure a tutela dell’intera collettività. Le molteplici corrispondenze inoltrate al Governo ed alle istituzioni tutte da FIM-FIOM-UILM in questi anni hanno trovato spunto e consenso attraverso il percorso di assemblee e mobilitazioni dei lavoratori, tanto da giungere ad una piattaforma sindacale unitaria che è la sintesi reale di un percorso oramai avviato e che rappresenta la sfida per il futuro non solo della città di Taranto, del Mezzogiorno d’Italia, ma dell’intero Paese. E’ giunto il tempo che ognuno nel proprio ruolo si adoperi fattivamente a vincere questa epocale sfida, di coniugazione dell’ambiente e del lavoro, così come ricordato nel 2013 dalla sentenza n.85 della Corte costituzionale in tema di diritti ed interessi inalienabili dell’individuo, e chiediamo dunque a lei Presidente, un impegno straordinario che traguardi l’emergenza Taranto. L’impegno straordinario richiesto da FIM-FIOM-UILM, in occasione della Sua visita istituzionale contestuale alla data del 29 luglio, riteniamo debba partire da una fase di confronto costruttivo con una delegazione di lavoratori in fabbrica. Tale confronto si ritiene imprescindibile svolgerlo all’interno dello stabilimento siderurgico di Taranto, affinché si percepisca l’esigenza della necessità e straordinarietà di intervento e della reale preoccupazione dei lavoratori rispetto al futuro. Ci auspichiamo infine, che la nostra richiesta venga accolta positivamente al fine di mettere la parola fine, una volta e per tutte all’emergenza Taranto che attanaglia e vede contrapposti cittadini e lavoratori.”



Deborah Divertito

Criminologa, ricercatrice e tifosa del Napoli. Da sempre attenta alle tematiche sociali e ambientali. Co-fondatrice della Cooperativa Sociale Sepofà, mi occupo di promozione editoriale e culturale. Il mio libro preferito? “Il Giovane Holden” di J.D. Salinger


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