Impianti fotovoltaici con batteria ad accumulo, come funzionano?

I moderni impianti fotovoltaici con batterie ad accumulo sono progettati e realizzati per conservare l’energia solare che viene immagazzinata nel corso della giornata in modo che la stessa possa essere utilizzata quando se ne ha bisogno.

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Sono tre le principali tipologie di batterie che vengono adoperate a questo scopo: quelle al litio, quelle al piombo e quelle al piombo/gel.
Allo stato attuale, le batterie al litio devono essere considerate le migliori dal punto di vista delle prestazioni e nella valutazione del rapporto costi/benefici, mentre le batterie al piombo sono le più convenienti dal punto di vista economico.
Perché non si scelgono queste, allora? Il motivo è presto detto: le batterie al piombo costano poco, ma nel giro di due o tre anni al massimo hanno già bisogno di essere sostituite. Questo problema non si pone, invece, con le batterie al litio, che possono durare non meno di dieci anni; insomma, hanno un prezzo più elevato ma garantiscono qualcosa come 6 mila cicli di ricarica.

 

Come funzionano gli impianti fotovoltaici ad accumulo

A livello pratico, il funzionamento di questi impianti fotovoltaici non è complesso da spiegare: essi, infatti, producono una certa quantità di energia elettrica che, come si è capito, viene accumulata invece di essere riversata sulla rete elettrica. Di solito, l’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici che non viene consumata nell’edificio in cui viene prodotta (e che, quindi, “avanza”) viene rivenduta secondo il meccanismo noto come scambio sul posto nelle ore di irraggiamento. Il problema di questa soluzione è che il consumo di energia elettrica più elevato si svolge quando l’irraggiamento solare viene a mancare, e cioè di sera/notte. Ecco che gli impianti fotovoltaici con batterie ad accumulo sopperiscono a questo problema: si ricorre a una batteria che immagazzina la corrente che è stata prodotta nel corso della giornata e che servirà per assecondare il fabbisogno energetico durante le ore serali e notturne.

 

Quale sistema di accumulo utilizzare

I sistemi di accumulo per fotovoltaico che possono essere utilizzati sono essenzialmente due: il pacco batterie esterno e l’inverter con accumulo. La prima soluzione viene sfruttata se si ha a che fare con sistemi di accumulo ingombranti, che hanno bisogno di molto spazio e presuppongono degli interventi di installazione complessi.
Gli inverter con accumulo, invece, hanno un impatto minimo per ciò che concerne le opere di adeguamento: infatti l’accumulatore, che nella maggior parte dei casi è al litio, ha un impatto minimo perché è assemblato nello stesso corpo dell’inverter. Nel dettaglio, al mattino l’energia che viene prodotta è consumata direttamente per le esigenze della casa, mentre quella in eccedenza si accumula a parte. Nel momento in cui l’accumulatore risulta pieno, il resto dell’energia elettrica viene riversata nella rete elettrica per essere venduta. A partire dalle ore serali, poi, l’energia che è stata accumulata all’interno della batteria comincia a essere usata per l’alimentazione degli elettrodomestici. Nel caso in cui l’energia non bastasse per soddisfare la totalità dei consumi richiesti, il sistema farebbe riferimento alla rete.

 

L’autoconsumo differito

Il vero punto di forza che caratterizza gli impianti fotovoltaici ad accumulo va individuato nella loro capacità di assicurare un autoconsumo differito, così che l’energia possa essere usata di notte, quando c’è brutto tempo, e così via. I flussi di elettricità vengono gestiti in modo intelligente, ed è proprio questa gestione il fulcro di tutto il sistema. In pratica l’energia che viene prodotta dall’impianto è convogliata a seconda delle esigenze: se si ha un impianto domotico, è indirizzata verso quei dispositivi che possono essere programmati in anticipo, come la lavastoviglie.

 

I benefici dell’autoconsumo

Quella che viene assicurata dagli impianti fotovoltaici con batteria ad accumulo è una gestione intelligente e vantaggiosa dei flussi di energia (non solo quelli in uscita, ma anche quelli in ingresso). L’impiego di batterie permette di massimizzare la quantità di energia che l’impianto produce: energia che viene stoccata in maniera momentanea per poi essere restituita nelle ore in cui l’impianto non ha la possibilità di produrre. Volendo, poi, è possibile amplificare i vantaggi attraverso il ricorso a un sistema domotico, grazie a cui una parte dell’energia che viene prodotta può essere gestita e usata sul momento. Un esempio: la domotica permette di attivare in modo automatico l’impianto di aria condizionata, la lavastoviglie o la lavatrice. Ciò vuol dire che l’autoconsumo viene massimizzato addirittura prima che l’energia venga stoccata.

 

Dove trovare un impianto fotovoltaico ad accumulo

Tra le aziende che mettono a disposizione impianti fotovoltaici di questo tipo c’è Kennew, che consente a chi desidera sfruttare al massimo il potenziale del fotovoltaico di scegliere la soluzione che reputa più opportuna in un ricco assortimento. L’autoconsumo dell’energia che si produce si rivela il ritorno economico migliore per l’investimento che si sostiene. Ciò significa, tra l’altro, diventare indipendenti – almeno in misura parziale – rispetto alla rete elettrica, e ovviamente approfittare di risparmi in bolletta notevoli.



Redazione

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