In cammino da Firenze a Siena

Camminare è di per sé un’esperienza piacevole e benefica, che consente non solo di osservare il mondo e la natura, ma di “nuotarci dentro”. Se in più si cammina in compagnia, diventa anche un modo per condividere conoscenze ed emozioni.

In un giorno di sole di novembre mi sono messo in cammino con altri dodici compagni di viaggio per raggiungere Siena da Firenze in tappe di circa 15 chilometri al giorno per cinque giorni totali di marcia.

In cammino da Firenze a Siena
Cammina in compagnia, diventa un modo per condividere conoscenze ed emozioni.

La partenza è in piazzale Michelangelo, la terrazza che domina Firenze, i suoi principali monumenti-simbolo e la corona di colline che la cingono. È una giornata luminosa e calda, ideale per camminare.
Dalla chiesa di San Miniato prendiamo una strada che costeggia mura e ville antiche. Iniziamo a scambiare qualche parola con i compagni di cammino. La conversazione non distoglie, tuttavia, lo sguardo dal territorio di dolci colline adornate di giardini e armoniose costruzioni in pietra. È uno di quei paesaggi che connotano l’unicità della Toscana.

Andiamo alla volta di Arcetri, un sobborgo elegante, silenzioso eppure vivo ; mentre lo attraversiamo, all’uscita di una scuola i nonni attendono in macchina l’uscita dei bambini. Sulla destra, poco prima di un bivio, ci fermiamo davanti all’ingresso di un’antica dimora. È Villa Sorriso, l’ultima residenza di Galileo Galilei. Splendido questo luogo, penso tra me e me, ideale per vivere nei pressi della città, o per dedicarsi a un’attività di studio.
Dopo Arcetri, tra tratti di strada asfaltata e sentieri di campagna scendiamo verso Galluzzo. Nell’ampia e alberata piazza centrale consumiamo un pranzo frugale e un caffè. Ma non ci tratteniamo a lungo, dobbiamo arrivare a Impruneta prima che faccia buio. Appena fuori Galluzzo raggiungiamo, alta su un colle, la Certosa, imponente, con il chiostro, la chiesa e le casette dei monaci allineate sul bordo dell’altura. Proseguiamo in mezzo alla campagna prendendo stradine e alcuni sentieri nascosti tra le case e la vegetazione, e penso che senza la nostra guida non avrei trovato l’itinerario giusto.

Quando il sole calante colora di rosso alcuni casolari posti sul crinale di una collina, sotto un cielo bruno in cui spicca una luna straordinariamente grande, giungiamo a Impruneta. Entriamo dall’alto nella bellissima piazza centrale, ne ammiriamo il disegno e raggiungiamo il nostro albergo dove ci attende una cena dal menù tipicamente toscano. Il primo giorno è passato, siamo un po’ stanchi, ma in totale abbiamo percorso quasi 14 chilometri, non è male.

Dopo una giornata passata insieme sembra che il gruppo sia già affiatato. Chi intraprende un cammino ha in comune passioni e interessi, perciò stare insieme diventa facile. Capacità di adattamento, disponibilità alla fatica, apertura agli altri, curiosità, queste sono le doti giuste per un cammino di gruppo. E la cosa pare funzioni.

Il cuore del Chianti tra vigneti, campi coltivati, querce e filari di cipressi

Il secondo giorno si parte di buon’ora verso Mercatale Val di Pesa e da lì con una serie di scollinamenti ci inoltriamo nel cuore del Chianti tra vigneti, campi coltivati, boschetti di querce e filari di cipressi, tra i quali, appartati, spuntano agriturismi e residenze di campagna. Pezzi di strada sterrata si alternano ad altri asfaltati fino alla Pieve di Santo Stefano a Campoli, da cui si ammira uno splendido panorama in direzione della Val d’Elsa. Sotto un’insegna del Cammino della Via Romea del Chianti troviamo un quaderno su cui lasciamo i nostri nomi. Lasciata la Pieve alle nostre spalle, ci troviamo immersi in ondulati vigneti ammantati di un giallo fiammante: è il foliage del Chianti, uno spettacolo della natura ridisegnata dall’uomo.

In cammino da Firenze a Siena
Il Foliage dei vigneti del Chianti a inizio novembre

Dopo il borgo di Valigondoli e una serie di saliscendi ci dirigiamo verso il fondovalle dove sorge Greve in Chianti. La piazza del paese ha una particolare forma triangolare e presenta eleganti balconate sui prospetti dei palazzi. Al vertice del triangolo sorge la chiesa e nel lato opposto il palazzo comunale. Sotto i portici si aprono negozi e trattorie e il centro della piazza è dominato dal monumento alla celebrità del luogo, l’esploratore Giovanni da Verrazzano. La sera ci ritroviamo al ristorante per una cena calda bagnata da un ottimo sangiovese. Anche oggi abbiamo camminato per circa 15 chilometri.

Dalle viti e dagli ulivi ai boschi montani

Il terzo giorno un transfer ci porta sulla cima più alta del Chianti, il Monte San Michele a 893 metri di altitudine, dove visitiamo la chiesetta da poco restaurata che ospita un bell’affresco. Da lì ci incamminiamo verso Radda. Il paesaggio è diverso: non più viti e ulivi, ma boschi montani attraversati da una strada in terra battuta con lievi strappi di salita. Da lassù il panorama è magnifico e tra le chiome degli alberi intravediamo in lontananza il profilo del Monte Amiata. Dopo un tratto pianeggiante in un bosco di basse querce iniziamo la discesa fin sopra il grazioso borgo di Volpaia. Qui facciamo una breve sosta e per riprendere la marcia tra vigneti e casolari fino a scorgere su un’altura le case di Radda in Chianti. Siamo nel cuore del Chianti, il paese è piccolo e accogliente, fornito di tutto. Qui alloggiamo forse nell’albergo migliore dell’intero cammino. La distanza giornaliera percorsa è di circa 13 chilometri.

In cammino da Volpaia a Radda

Da Radda il giorno successivo proseguiamo in direzione sud. Il meteo è ancora favorevole: un inizio di novembre stabile e soleggiato. Passiamo per ambienti boscosi e solitari e incrociamo la strada bianca sulla quale transita ogni anno la mitica corsa ciclistica “Eroica”. Dopo un tratto in un boscoso fondovalle e alcuni agevoli saliscendi raggiungiamo il colle occupato dal bel castello di Vagliagli circondato da un antico fossato e da un giardino. A pochi passi dal castello sostiamo presso la cantina dell’Aiola per una simpatica degustazione. Ripreso il cammino, continuiamo per alcuni chilometri su una strada non trafficata fino alla Fattoria di Corsignano, rinomata azienda vinicola nonché struttura recettiva di ottimo livello. I chilometri giornalieri percorsi sono 14,5. Dalla fattoria guardando verso sud ovest appare in lontananza il profilo inconfondibile della città di Siena, con le sue torri e le chiese, segno che il nostro cammino sta giungendo al termine.

Il gruppo si è ormai consolidato, si cammina in buona compagnia. C’è chi procede più spedito e chi più lento, ma ogni tanto ci si ricompatta. Camminare insieme è un’occasione per parlare, conoscerci, raccontare di noi e delle nostre esperienze.

In arrivo a Siena

L’ultimo giorno abbiamo poco più di 13 chilometri da coprire per raggiungere Siena. Ma le sorprese non sono finite. Il panorama è ancora vario e interessante: colline miste di viti e ulivi, boschetti e casolari isolati. Particolarmente suggestivo è il borgo di Monaciano, elegante e ben strutturato, ora riconvertito in struttura di ospitalità stagionale.

In cammino da Firenze a Siena
Il Borgo di Monaciano

Attraversiamo la campagna di Monaciano, superiamo la chiesa di San Paterniano e in cima a una salita scorgiamo il cartello “Siena”: una foto di gruppo immortala il momento. Prima di entrare in città visitiamo l’imponente Basilica dell’Osservanza posta nella tranquillità del colle della Capriola scelto da San Bernardino nel 1404 per il suo convento e dove da più di seicento anni vive una comunità dei frati francescani. Lasciato lo zaino in albergo ci concediamo una passeggiata nel centro storico della città che si anima per il sabato sera.

Il giorno dopo abbiamo ancora a disposizione una mattina per la visita guidata di Siena e delle sue meraviglie: Piazza del Campo, il Palazzo Pubblico, la chiesa di San Domenico, la casa di Santa Chiara, la Fontebranda, il magnifico Duomo con gli affreschi della libreria Piccolomini, il Museo con le opere di Duccio di Buoninsegna. La vista di questi capolavori aggiunge altre emozioni a quelle vissute in questi giorni di cammino insieme. Il viaggio è terminato, ma lascia in noi tanti bei ricordi e nuove amicizie.

Federico Solfaroli Camillocci
Federico Solfaroli Camillocci vive a Roma dove ha svolto per anni l’attività di fiscalista di azienda. È autore di pubblicazioni in materia tributaria, tra cui il recente “Industrie culturali e fisco”, TAB Edizioni, in collaborazione con Stefano Monti. Nel tempo libero ama camminare in città e nei boschi, osservare la natura e fotografarla. L’esperienza del viaggio come scoperta consapevole di luoghi, paesaggi e culture diverse suscita l’urgenza della scrittura con la quale intende condividere le conoscenze e le emozioni vissute. È appassionato cultore di letteratura di viaggio e partecipa ai laboratori della Scuola del Viaggio di Claudio Visentin.