L’Associazione italiana medici per l’ambiente- Isde in un convegno presso il Comune di Campi Bisenzio afferma il suo più sentito No al mega-aeroporto di Firenze.

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Si è svolto lo scorso venerdì presso il Comune di Campi Bisenzio (Firenze) il convegno sul tema “Il traffico aereo come fattore di inquinamento ambientale e danno alla salute”.
Il convegno, organizzato dal Comitato di  Campi Bisenzio e dal Coordinamento dei Comitati per la salute della Piana di  Prato-Pistoia ha posto all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzione gli ulteriori danni all’ambiente e alla salute delle popolazioni residenti a Firenze e nei Comuni dell’hinterland fiorentino se fosse realizzato il progetto di un nuovo e più grande aeroporto della città.
Il convegno è stato introdotto dalla dottoressa Deborah Iacopini, urbanista che ha fatto rilevare le più specifiche incongruenze urbanistiche di questo progetto e il rischio idrogeologico che ne deriverebbe per il territorio della Piana; l’intervento  di Adriano Guggia, uno dei portavoce del Comitato di Campi Bisenzio, ha invece evidenziato la necessità di una comune azione di lotta per la riduzione delle tante fonti di inquinamento già presenti nella Piana fiorentina (cementificazione  sempre più diffusa del territorio, presenza dell’autostrada e della linea ferroviaria dell’Alta velocità  con il realizzando sottoattraversamento della città di  Firenze e le consistenti attività inquinanti dell’attuale aeroporto), a queste nocività si andrebbero poi ad aggiungere, qualora realizzati ma attualmente ancora in fase di progetto, quelle prodotte da un inceneritore, da un impianto di grandi dimensioni per lo smaltimento di liquami e dal nuovo mega-aeroporto di Firenze che determinerebbe la completa devastazione e perdita dell’area verde residua della Piana, unica per le sue caratteristiche idrogeologiche, storiche, archeologiche, paesaggistiche e naturalistiche (presenza di laghetti e oasi che fungono da habitat per specie protette e vero polmone verde per le popolazioni).

La dottoressa Antonella Litta, referente dell’Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment) ha fatto notare che sia la Dichiarazione dei diritti umani che la Costituzione Italiana tutelano la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e, in quanto tale, va rispettato e garantito.
Nel corso della sua esposizione la dottoressa Litta ha evidenziato ciò che ormai è riconosciuto  scientificamente e comprovato in modo incontrovertibile da decenni di studi e ricerche: il trasporto aereo provoca inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico.
Il trasporto aereo provoca inoltre gravi danni al clima (per i gas serra e le polveri generate dai combustibili utilizzati per la propulsione degli aerei, in particolare il kerosene) e al surriscaldamento climatico (che causa alluvioni, desertificazioni, cicloni sempre più violenti, riduzione della disponibilità di acqua potabile, etc.). Tali fenomeni hanno ricadute drammatiche sull’intera umanità ed in particolare sulle popolazioni più povere del pianeta, quelle che per la stragrande parte non usufruiscono del trasporto aereo ma ne subiscono le nocive conseguenze.

Anche le popolazioni che vivono in prossimità di aeroporti pagano pertanto in termini di riduzione della qualità della vita, di  malattie e cause di morte correlate anche a questa particolare forma d’inquinamento il prezzo più alto di scelte che hanno spesso messo al primo posto solo il profitto di pochi invece che la salute dei cittadini e in particolare quella dei bambini.