Mustafa Kan, la nave dei veleni affonda al largo della Sicilia

Venerdì 23 settembre alle 3 del mattino, la Mustafa Kan, una nave cargo da 7 mila tonnellate e lunga 136 metri ha iniziato a imbarcare acqua a 24 miglia dalla costa siracusana, nei pressi del Porto di Avola. Ad oggi l’imbarcazione è quasi completamente sommersa e rovesciata e al momento non si registrano sversamenti in mare.

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La Mustafa Kan   che era in viaggio da Dakar (Senegal) a Sibenik (Croazia)  trasportava 8mila tonnellate di fosfato di ammonio – un composto contenente una grande quantità di ammonio e fosforo, utilizzato come fertilizzante – materiale che sta affondando insieme al resto della nave.

“Il relitto è senza controllo – denunciano i deputati siciliani M5S e della Commissione Ambiente, Maria Marzana e Gianluca Rizzo che hanno preparato un’interrogazione e presenteranno anche un question time al ministro Galletti – e rappresenta una minaccia per l’ecosistema e per le riserve naturali della zona, a partire da quella del Plemmirio, ricca di vegetazione e fauna e importantissima per la biodiversità del luogo”.

Se il fosfato di ammonio dovesse riversarsi in mare porterebbe ad una proliferazione senza controllo delle alghe alterando l’ecosistema marino locale. “Sappiamo che la Guardia Costiera – specificano i due pentastellati – è intervenuta ma vogliamo che il Ministero si faccia carico di questa problematica che minaccia l’economia e l’ambiente locali”.

Dopo l’interrogazione parlamentare il Ministro Galletti ha avviato la procedura per il recupero del carburante contenuto nei serbatoi e dei fusti contenenti fosfato di ammonio della Mustafa Kan. Resta da capire ora quali saranno le mosse del dicastero per procedere alla richiesta di risarcimento danni nei confronti della Kanlar Denizcilik e quali saranno le strategie future affinchè si vieti il transito delle navi cargo che trasportano materiali inquinanti in prossimità dei siti naturalistici.

Bioecogeo continuerà a seguire la vicenda.



Roberto Malfatti

Roberto Malfatti, sociologo, appassionato di fotografia, rockettaro quanto basta. Da sempre combattente e studioso delle tematiche ambientali. Tra i fondatori della rete Napoli Est Brucia che rivendica il risanamento del territorio di Napoli Est dall'inquinamento selvaggio delle raffinerie.


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