Psicoterapia, una soluzione valida contro l’insonnia

Sono, secondo dati recenti e autorevoli, circa 12 milioni gli italiani che soffrono d’insonnia. Si tratta di un vero e proprio allarme: la qualità del sonno, infatti, è fondamentale per la salute. Decisiva per l’equilibrio ormonale – permette in particolare di prevenire l’eccesso di cortisolo, con vantaggi concreti anche per quanto riguarda il contrasto al grasso viscerale – aiuta a mantenere un adeguato tono dell’umore.

Possono esserci diversi motivi dietro alla mancanza di sonno o a problematiche come la difficoltà nell’addormentarsi. Fra le soluzioni naturali, la psicoterapia ha un ruolo di indubbia importanza.

Psicoterapia per migliorare la qualità del sonno: ecco cosa sapere

Quando si decide di ricorrere alla professionalità di uno psicoterapeuta per migliorare la qualità del proprio sonno, è bene sapere che, tra i vari orientamenti, quello cognitivo-comportamentale ha mostrato particolare efficacia contro il problema oggetto di queste righe.

I protocolli validati in letteratura prevedono un numero di sedute compreso fra le 6 e le 8 (in media, bisogna ovviamente ragionare considerando l’unicità di ogni paziente).

In questo aspetto risiede uno dei vantaggi della terapia cognitivo-comportamentale che, rispetto ad altri orientamenti e metodi, permette di apprezzare risultati in tempi più brevi, il che è positivo anche per quanto riguarda la questione della sostenibilità economica, molto sentita da parte di chi vuole prendersi cura della propria salute mentale.

Dopo una valutazione iniziale, che comprende un’analisi oggettiva della qualità del sonno del paziente e il focus sulle risposte che quest’ultimo ha dato a dei questionari somministrati dal terapeuta, il professionista si concentra sull’analisi di aspetti come l’eventuale presenza di disturbo d’ansia, un fattore indubbiamente non favorevole a un sonno di qualità.

Arriva poi la fase della psico-educazione, nel corso della quale il paziente è invitato a introdurre nella sua quotidianità alcuni comportamenti apparentemente semplici ma in grado, in realtà, di influire fortemente sulla qualità del sonno.

Un esempio su tutti? Il fatto di coricarsi solo quando si avverte effettivamente sonno, tattica preziosa per imparare, giorno dopo giorno, a leggere i segnali che il corpo manda (obiettivo assolutamente non scontato se si pensa al fatto che, oggi come oggi, la società non aiuta affatto l’approccio introspettivo).

Psicoterapia, una soluzione valida contro l'insonniaIl terapeuta cognitivo-comportamentale che tratta il paziente insonne – attenzione: a meno che non abbia anche una laurea in medicina, il professionista in questione non è autorizzato a prescrivere farmaci – può utilizzare anche tecniche come la restrizione del sonno.

Questo approccio consiste nell’aiutare il paziente a strutturare la sua routine in modo da arrivare a trascorrere il meno tempo possibile a letto.

Dal punto di vista pratico, può voler dire, sempre con quell’importantissimo alleato che è il diario del sonno in mano, aiutare la persona a posticipare il momento in cui si corica, così da arrivare a una corrispondenza pressoché perfetta fra la durata totale del sonno e il tempo trascorso fra le coperte.

Non una bacchetta magica ma un supporto prezioso

La psicoterapia può rivelarsi un valido supporto per il paziente che soffre d’insonnia. Sceglierla non vuol dire affidarsi a qualcosa di magico: essenziale, infatti, è lavorare in generale sul proprio stile di vita, e ascoltare i consigli di altri specialisti il cui parere è altrettanto prezioso.

Se si ha intenzione di mantenersi nel territorio delle cure naturali per l’insonnia, il medico curante, a cui spetta decidere se ci sono o meno le indicazioni per andare eventualmente oltre e prendere farmaci, può consigliare rimedi come le tisane.

Ottima è la classica camomilla, ma esistono altre alternative ugualmente efficaci, dall’escolzia alla passiflora.

Psicoterapia, una soluzione valida contro l'insonniaAnche il focus sull’allenamento è basilare: il movimento fisico aiuta l’umore e, di riflesso, agisce su quei fattori che portano a rimuginare, compromettendo la qualità del sonno.

A seconda del momento della vita che si sta attraversando – nel caso della donna, la menopausa è un discriminante che non si può ignorare – è bene affidarsi a un personal trainer che metta a punto un piano di workout capace di rendere il pensiero di fare movimento estremamente piacevole (non è scontato, dato che il cervello umano non è programmato per fare sforzi).

Redazione
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