Regole per i Test su strada per le auto: è necessario farsi sentire in Europa

L’Associazione Cittadini per l’aria lancia l’appello per far sentire la nostravoce a livello europeo sulla normativa che regolamenta il sistema dei test per i veicoli. Sistema che il Governo italiano sembra voler indebolire.

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Pochi giorni fa è stato pubblicato l’ultimo Rapporto sulla qualità dell’aria in Europa dell’Agenzia Europea per l’Ambiente. Neanche a dirlo, l’Italia ancora una volta è ai vertici delle classifiche per la cattiva qualità dell’aria e per i danni conseguenti.
Come già fatto in passato, anche oggi l’Associazione Cittadini per l’Aria lancia un appello a tutte le associazioni, comitati e cittadini affinché facciano sentire la loro voce a livello europeo in questi momenti importanti in cui vengono decise politiche così fondamentali per la vita di tutti noi .

In questo momento a Bruxelles si stanno discutendo molte proposte relative alle automobili, fra cui spiccano quella riguardanti la modifica del processo di omologazione  (che ha dimostrato tutta la sua inefficacia in occasione di Dieselgate) e quella volta a regolamentare i nuovi test Real Driving Emissions (RDE) che dovrà regolamentare i test delle emissioni, non più in laboratorio, ma su strada.
«È una normativa fondamentale per ottenere che i limiti alle emissioni vengano rispettati anche su strada cosa che oggi purtroppo non accade» afferma Anna Gerometta, Presidente di Cittadini per l’Aria. «L’anno scorso a Bruxelles – continua Gerometta – è stato deliberato sul pacchetto RDE che riguardava le emissioni NOX. È un processo di deliberazione che riguarda quasi unicamente gli organi tecnici dei governi, e il nostro governo ha dato un “contributo” fondamentale affinché i livelli ammissibili delle emissioni NOX venissero quasi triplicati. E ciò, nonostante l’Italia abbia il maggior numero di morti premature in Europa da esposizione all’NO2 (23.000/anno) e una procedura di infrazione in corso per violazione dei limiti di questo inquinante».

Oggi il rischio è che accada la stessa cosa con il cosiddetto Pacchetto RDE 3 che deve regolamentare il Test Real Drive per quanto riguarda il particolato. Riguarda prevalentemente le auto a benzina a iniezione diretta che, quanto a particolato, stanno emergendo come molto inquinanti. «Occorre pretendere che le case automobilistiche investano prevedendo l’applicazione di filtri (circa 250€ per veicolo) ma queste stanno invece premendo sui governi per ritardare e indebolire il testo del regolamento. In particolare ci è giunta notizia da Bruxelles che l’Italia, spalleggiata dai paesi dell’est europeo dove il tema della qualità dell’aria è meno sentito, sta tentando di affossare e ritardare il pacchetto RDE3 e far sì che i livelli di emissioni ammesse vengano innalzati, l’entrata in vigore ritardata e che venga eliminato l’obbligo di rendere noti al pubblico i risultati dei test. Queste modifiche renderebbero pressoché inutile la nuova norma».

Al fine di far sentire la propria voce, l’appello alle associazioni è chiaro: partecipare tutti entro l’8 dicembre alla consultazione sul RDE aperta dalla Commissione Europea.
«Per chi non fosse registrato sul sito della Commissione Europea – aggiunge Anna Gerometta – potete trovare il testo in inglese delle osservazioni presentate da  T&E (di cui Cittadini per l’Aria è membro) e le nostre in italiano e con una piccola aggiunta sulla posizione del nostro governo. Usatele come modelli se lo ritenete necessario, dato che la materia è assai tecnica».

Per qualsiasi informazione scrivete a info@cittadiniperlaria.org o visitate il sito.



Redazione

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