Superbonus 110%: da incentivo rischia di diventare un blocco paralizzante per il comparto edile

Il Superbonus 110%, l’incentivo capace di rilanciare sia la riqualificazione del nostro obsoleto patrimonio edilizio, sia l’economia nazionale, da Aprile ad oggi ha invaso i canali di comunicazione nazionali e locali. Sarebbe dovuto entrare in vigore a partire dal 1 luglio e invece, a tutt’oggi, il superbonus 110% è un provvedimento “virtuale” per il quale manca ancora la conversione in Legge (con centinaia di emendamenti che ancora ne costellano l’iter legislativo) e per il quale mancano totalmente i disposti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.

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Cosa rispondere alle migliaia di richieste dei cittadini e degli Amministratori di condominio che chiamano le Imprese con richieste di intervento? Già, perché ad oggi abbiamo esclusivamente roboanti titoli sui giornali e imprese ferme al palo, perché purtroppo quello che era stato annunciato quale strumento trainante per produrre lavoro, attualmente risulta invece essere uno strumento di arresto per il settore edilizio ed impiantistico che contavano su questa misura incentivante prevista nel Decreto Rilancio per uscire dalla crisi provocata dal COVID-19.
Le imprese sono sommerse quotidianamente da richieste di preventivi alle quali non è possibile rispondere perché non esistono gli strumenti per farlo e intanto i cantieri sono fermi, i lavori futuri difficili da stimare, e cosa che dispiace fortemente, le aziende non possono fornire assistenza né dare risposte concrete ai cittadini desiderosi di riqualificare i propri edifici.

«Quello che risulta essere il più importante e grande provvedimento per il rilancio concreto di un intero comparto e di una filiera da anni sottoposta a forte tensione e criticità rischia di trasformarsi in un elemento che gioca più a sfavore che a favore di tutto il comparto edile. Dopo due mesi di blocco forzato delle attività ci troviamo a dover fare i conti con la lentezza della burocrazia e delle Istituzioni, rischiando di restare al palo fino a Settembre e compromettendo drasticamente i risultati economici e finanziari di tutto il 2020, portandoci sulle spalle un fardello di sei mesi di completa inattività» ha dichiarato Manuel Castoldi, Presidente di Rete Irene aggiungendo:«L’appello che rivolgiamo al governo, cui va sicuramente il plauso per aver introdotto una normativa così forte ed importante, è di fare presto e di non perdere ulteriore tempo. Ogni giorno che scorre è un giorno perso ed il rischio di sopravvivenza è sempre più minato, oltre al fatto che la fiducia di coloro che devono fare gli interventi rischia di svanire e di diventare una gigantesca bolla di sapone. Occorre decidere ed agire in maniera straordinaria, come il tempo in cui stiamo vivendo richiede. In tempi straordinari servono sicuramente norme e decreti straordinari come il SuperBonus 110%, ma serve altrettanto una gestione straordinaria dei tempi istituzionali. Non è più il tempo delle attese, bisogna decidere ed agire velocemente. Il rischio è troppo elevato anche solo per poter pensare di correrlo. Non si può vivere quotidianamente appesi».



Redazione

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