Terraforma Festival al parco di Villa Arconati. Anteprima il 22 Giugno

Manca poco al via della terza edizione di “Terraforma”, il festival internazionale dedicato alla sperimentazione artistica e alla sostenibilità ambientale, che si svolegrà dall’1 al 3 luglio nella splendida cornice del parco di Villa Arconati a Bollate, a pochi chilometri da Milano.

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Ma se pensate di assistere ad un festival , così come evocato nell’immaginario collettivo, allora resterete molto sorpresi: il motto, come sempre, è «non voler essere il classico festival che arriva, sporca e poi va via», che non vuol solo dire usare piatti e bicchieri biodegradabili, fare attenzione alla differenziata e non buttare i mozziconi per terra, ma anche e soprattutto saper inserire la manifestazione nel contesto preso in prestito da Madre Natura, facendo interagire musica, istallazioni, vibrazioni, uomini e alberi. Come nelle precedenti edizioni, infatti, e in collaborazione con Fondazione Augusto Rancilio, Terraforma propone “tre giorni d’ immersione totaletra sperimentazione artistica e sostenibilità ambientale: una dimensione unica, in cui il senso del ritmo è indissolubilmente legato all’ambiente e plasmata da performance di musica dal vivo, wor kshop, percorsi di ascolto e talk nel verde, dove provare un senso di appartenenza e di sospensione che annulla le distanze e congela il tempo. A Terraforma è possibile ritrovare l’essenza delle cose e delle relazioni umane, avventurarsi verso nuove percezioni o riscoprire le frequenze naturali, in cui il senso del ritmo è indissolubilmente legato all’ambiente”, spiegano gli organizzatori sul sito ufficiale del festival (www.terraformafestival.com).

Fin dalla prima edizione del 2014, l’organizzazione ha voluto intraprendere un percorso di valorizzazione della location in cui il festival si cala, cioè il bosco di Villa Arconati, e insieme alla Fondazione Augusto Rancilio, ha realizzato una progressiva opera di bonifica e riqualificazione delle aree verdi del parco. Sono stati potati più di 60 alberi secolari, rese sicure zone boschive precedentemente non accessibili al pubblico e create alcune strutture per il parco architettonico.

Quest’anno gli obiettivi sono principalmente due: questione rifiuti e rivalutazione del parco. Perquanto riguarda la prima, si prevede, con la collaborazione con il Gruppo Banca Etica, la realizzazione di isole ecologiche ad hoc, che hanno lo scopo anche di monitorare la quantità e la qualità di rifiuti, oltre a dare un punto di riferimento per la raccolta, e l’introduzione di green steward, giovani volenterosi che assisteranno e sensibilizzeranno il pubblico a un comportamento responsabile. Sempre per l’obiettivo “zero waste” verrà attivato un monitoraggio negli anni sui vari impatti che la manifestazione genera sul territorio. Per quanto riguarda il secondo obiettivo, con il contributo di Borotalco, Terraforma ripristinerà un labirinto in siepi come rinvenuto da alcune incisioni di Marc’Antonio Dal Re del 1743. Il labirinto verrà realizzato in tre anni e per quest’edizione sarà animato da performance artistiche e tecniche di spazializzazione del suono.

Insomma, a Terraforma festival non si va solo per la line up artistica e la musica, ma ci sarà chiaramente anche quella, e allora vediamo chi animerà il parco con le proprie performances: Charlemagne Palestine (US), Atom™ & Tobias (DE), Biosphere (NO), Adrian Sherwood (UK), Rabih Beaini (LB) & Vincent Moon (FR), Donato Dozzy (IT), Lee Gamble (UK), Beatrice Dillon (UK), Sensate Focus (UK), Healing Force Project (IT), Primitive Art (IT), Francesco Cavaliere (IT), Claudio Fabrianesi (IT), Paquita Gordon (IT).

L’anteprima mercoledì 22 giugno con l’evento Tranceparenti in collaborazione con Teatro Franco Parenti: un’orchestra di 40 elementi di Milano Classica, diretta da Michele Fedrigotti, reinterpreta le musiche di Lorenzo Senni ispirate al genere elettronico trance, secondo un arrangiamento del compositore Francesco Fantini, su un palco galleggiante nella piscina Caimi appena riqualificata.



Roberto Malfatti

Roberto Malfatti, sociologo, appassionato di fotografia, rockettaro quanto basta. Da sempre combattente e studioso delle tematiche ambientali. Tra i fondatori della rete Napoli Est Brucia che rivendica il risanamento del territorio di Napoli Est dall'inquinamento selvaggio delle raffinerie.


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