Terremoti: non si può parlare di prevenzione sismica senza i geologi

Il presidente Cesari: “Senza le competenze geologiche ci sono più vittime e danni” . Nemmeno un geologo invitato a parlare al convegno promosso dalla Regione a quattro anni dal terremoto

gabriele_cesari«Non si può parlare di prevenzione dal rischio sismico senza le adeguate competenze geologiche. Non è possibile prescindere dai geologi professionisti per mettere in sicurezza il nostro territorio contro terremoti e dissesto idrogeologico».
È quanto ha sostenuto l’Ordine dei Geologi dell’Emilia-Romagna (OGER) che è intervenuto nei giorni scorsi in occasione dell’anniversario della seconda scossa di terremoto che il 29 maggio 2012 ha devastato la pianura emiliana nelle province di Bologna, Modena e Ferrara.
«Dopo 4 anni possiamo dire che la fase di emergenza è stata ben gestita e la Regione è fortemente impegnata affinché l’opera di ricostruzione proceda rapidamente verso il suo necessario completamento» commenta Gabriele Cesari, presidente OGER. «Tuttavia, ritengo sia arrivato il momento di approfondire le reali motivazioni a causa delle quali quel terremoto ha colto di sorpresa un territorio così economicamente sviluppato. Purtroppo se i presupposti sono quelli visti ieri al convegno tenutosi in Regione a Bologna e dal titolo ‘Sisma 2012, un laboratorio per la prevenzione sismica’, al quale non è stato invitato a parlare nemmeno un geologo professionista, ho l’impressione che la lezione del terremoto non sia stata ancora pienamente compresa”.

Secondo il presidente dell’Ordine dei Geologi dell’Emilia-Romagna occorre avere chiaro che i danni e le vittime di un terremoto sono maggiori quando manca una conoscenza diffusa degli aspetti geologici del territorio, come ha ricordato al convegno il nuovo presidente dell’Ingv prof. Carlo Doglioni. Non vi è dubbio sul fatto che nelle zone colpite dal sisma 4 anni fa non vi fosse la piena consapevolezza dei rischi che si correvano per le caratteristiche sismiche del territorio. «Per questo – aggiunge Gabriele Cesari – c’è ancora molta strada da fare, sia con le amministrazioni pubbliche che con i cittadini. E in questo senso i geologi professionisti rappresentano una risorsa imprescindibile, anche per la stima e la considerazione di cui godono tra la gente».

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Sull’argomento interviene anche il geologo bolognese Gabriele Ponzoni, componente del Consiglio Nazionale dei Geologi (CNG) ed eletto domenica scorsa a Lisbona come segretario della Federazione Europa dei Geologi (EFG).
«Nel corso dei lavori che hanno preceduto questa mia recente nomina – dichiara Ponzoni – sono emerse in modo chiaro le esigenze e le azioni necessarie per valorizzare la figura strategica del geologo, soprattutto in una società che deve conciliare le esigenze tecnologiche ed energetiche con quelle ambientali e di sicurezza. I Paesi più avanzati hanno capito che occorre focalizzare l’attenzione sulle risorse del sottosuolo e dei territori come l’acqua, l’energia e le materie prime. Puntare sui geologi professionisti significa favorire l’innovazione e lo sviluppo sostenibile. Per questo motivo le constatazioni riguardo all’assenza dei geologi professionisti al convegno di ieri a Bologna non sono una rivendicazione corporativistica bensì uno stimolo alla Regione Emilia-Romagna, con la quale OGER e CNG vantano un ottimo rapporto di collaborazione».



Redazione

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