Trans-Canada Highway

Nell’Ovest del Canada, mille chilometri attraverso le valli delle Montagne Rocciose nelle province di Alberta e British Columbia

 Transcanada Highway

Di Federico Solfaroli Camillocci

Sulla strada per l’aeroporto di Vancouver il tassista ci invita a guardare il cielo: due grandi uccelli volteggiano ad ali spiegate sopra di noi, sono aquile dalla testa bianca. Ecco, questo è il Nord America: la natura selvaggia a stretto contatto con l’uomo. Così, non c’è da stupirsi se ai bordi della strada che da Vancouver porta a Whistler alcuni cartelli segnalano la presenza di orsi. Per fortuna noi non ne abbiamo incontrati. Abbiamo avvistato, invece, bellissimi aironi azzurri sulle acque della baia di Vancouver, oltre che lupi e wapiti (i grandi cervi canadesi) nei parchi delle Montagne Rocciose.

Nell’Ovest del Canada abbiamo percorso mille chilometri lungo la Trans-Canada Highway attraverso le valli delle Montagne Rocciose nelle province di Alberta e British Columbia.

 BioEcoGeo_Rogers Pass

 

Un viaggio breve e intenso, iniziato a Calgary nel giorno della festa nazionale, il Canada Day del 1° luglio, celebrato nel parco cittadino con stand, concerti, fuochi d’artificio e coloratissime manifestazioni con la partecipazione di persone di tante etnie diverse, compresi i nativi d’America, rappresentanti delle cosiddette First Nations, la cui cultura viene particolarmente tutelata e valorizzata.

Nel tripudio di mille bandierine biancorosse con la foglia dell’acero, abbiamo girovagato per il modernissimo centro di questa città – sede di società petrolifere e del rodeo più famoso d’America, lo Stampede – per terminare la serata alla steakhouse Saltlik con un eccellente filetto e un’ottima birra locale.

 

«Il Canada è come l’America, solo che fa più freddo
ed è più tranquillo»
Jamal, “Dove l’aria è più dolce”

 

Il Canada ti sorprende sin dal primo contatto, da quando al controllo passaporti in aeroporto ti trovi davanti sette poliziotti di sette etnie diverse. Una società aperta e multietnica e un territorio sconfinato e variegato. È il secondo Paese più esteso del mondo dopo la Russia, e uno dei meno densamente popolati, ricco di ambienti diversi e risorse naturali.

Il Canada ha catene montuose e praterie, foreste immense, il 40% delle acque dolci del mondo, la zona acquitrinosa più vasta del Pianeta, e un terzo delle foreste pluviali temperate del mondo; ha abbondanti riserve di petrolio, gas naturale, rame, uranio, diamanti ed è il secondo produttore mondiale di energia idroelettrica.

 

I parchi delle Montagne Rocciose
Da Calgary, tramite la Trans-Canada, la strada di ottomila chilometri che congiunge la costa atlantica a quella del Pacifico, abbiamo risalito il corso del fiume Bow in direzione delle Montagne Rocciose. A poco a poco, la verde prateria cede il passo ai primi rilievi coperti di abeti e betulle.
Dopo una deviazione a Kananaskis per un pranzo a base di carne di bisonte e fagioli nel ranch dove sono state girate alcune scene di Revenant con Leonardo Di Caprio, siamo giunti a Banff, a 1.400 metri di altitudine, elegante località di villeggiatura e ideale punto di partenza per escursioni nel Parco omonimo, il più antico del Canada.
È arduo descrivere a parole la bellezza di questi luoghi. Una natura rigogliosa e sfavillante di colori, foreste che si estendono a perdita d’occhio, innumerevoli laghetti dalle acque color smeraldo, ghiacciai, valli profonde, montagne imponenti, spazi soverchianti. Le valli sono coperte dal tappeto verde di abeti, betulle, pioppi, pini. In alcune zone si scorgono gli scheletri di alberi bruciati da incendi naturali.

Banff Park

Banff Park, Canada

Apposite reti ai bordi della Trans-Canada proteggono gli animali che, tramite  numerose sopraelevate, possono attraversare senza pericolo la carreggiata.
Negli anni Novanta è nato un Progetto, denominato “Y2Y” (Yellowstone to Yukon), con l’obiettivo di collegare le più importanti aree protette del Nord America, dal Parco di Yellowstone allo Yukon, attraverso un “corridoio verde” di oltre 3.200 chilometri, lungo il quale orsi, lupi, bisonti, linci, ghiottoni, puma e caribù si possono muovere liberamente.
Tuttavia, anche qui, nel cuore selvaggio delle Montagne Rocciose, è massiccia la presenza di turisti di ogni parte del mondo.
Nei dintorni di Banff, una gita in gommone ci ha portato tra le anse del fiume Bow e con una bella passeggiata al Johnstone Canyon siamo penetrati nella profonda fessura scavata nella roccia dal torrente che precipita formando due rumorose cascate.

Sotto una fitta nevicata abbiamo percorso le strade verso Lake Louise (sulle cui rive sorge il monumentale Chateau Lake Louise) e Lake Moraine, due tra gli specchi d’acqua più incantevoli delle Montagne Rocciose. Ce ne sono centinaia, dall’inconfondibile color verde smeraldo, incastonati tra montagne e boschi e nutriti dalle acque di scioglimento dei ghiacciai: Peyto Lake, Bow Lake, il Lago degli Uccelli, il Minnewanka, il Two Jack Lake e tanti altri.

Spingendoci in direzione nord verso lo Jasper Park, lungo l’autostrada panoramica degli Icefields, uno dei percorsi montani più belli al mondo, dopo aver superato il Saskatchewan River Crossing arriviamo al Columbia Icefield Discovery Center per raggiungere il limite del ghiacciaio Athabasca, le cui acque di fusione defluiscono in tre oceani diversi: Artico, Atlantico e Pacifico. Accediamo al ghiacciaio tramite un breve percorso a bordo di speciali mezzi dalle enormi ruote in grado di superare un tracciato ripido e accidentato. Sul ghiacciaio posiamo per una foto ricordo con la bandiera canadese mentre un vento freddo ci taglia le orecchie. D’inverno si raggiungono i 9 metri di neve e i 40 gradi sotto zero.

L'autore Federoc Solfaroli Camillocci presso l'Athabasca Glacier

L’autore Federico Solfaroli Camillocci presso l’Athabasca Glacier

Il giorno dopo, lasciata la zona di Banff, proseguiamo lungo la Trans-Canada in uno scenario di cime biancheggianti di neve e ghiaccio, superando passaggi stretti e ripidi, soggetti in inverno a frequenti valanghe. In poche ore attraversiamo il territorio di quattro parchi naturali diversi.
Superato il Rogers Pass a 1330 metri di altitudine, nel cuore del Glacier Park, tra pareti montuose tappezzate dal verde scuro degli abeti e da quello più chiaro delle betulle, in vista del Kicking Horse Pass entriamo nella provincia di British Columbia.
Qui non siamo nel cuore dell’Africa descritta da Conrad, ma questa è ugualmente una foresta pluviale. Siamo nel centro della foresta pluviale temperata canadese, un ambiente ricchissimo di specie vegetali alimentato dalle abbondanti precipitazioni atmosferiche.

Un sentiero ci conduce all’interno della Foresta di cedri giganti (Giant Cedars Boardwalk Trail) situata nel parco del Mount Revelstoke. Si tratta di un breve percorso circolare su una passerella di travi in legno posta a pochi centimetri dal suolo coperto di un sottobosco lussureggiante, tra alberi monumentali, alcuni dei quali hanno la corteccia interamente coperta di muschio.
Nel territorio del Parco Nazionale Yoho,  nei pressi del Ponte Naturale scavato nella roccia dalla furia del fiume Kicking Horse, raggiungiamo le rive boscose dell’Emerald Lake, una tavola d’acqua verde-azzurra ai piedi delle montagne ancora innevate.

 

Emerald Lake

Emerald Lake

Arrivo a Vancouver

Lentamente lasciamo alle nostre spalle le montagne e ci dirigiamo verso la costa attraverso territori collinari coperti di pini ponderosa e betulle viaggiando a fianco alla ferrovia dove sfilano treni merce lunghi fino a 160 vagoni.
Sostiamo a Shuswap, all’interno di una riserva indiana, sulle rive di un lago dove abbondano i salmoni, quindi sfioriamo Kamloops, popolosa città posta in una delle zone più aride del Canada, e, superata Merritt, nota per un celebre festival musicale, lambiamo le montagne che segnano il confine con gli Stati Uniti per fermarci a Hope, paesino in cui Sylvester Stallone ambientò Rambo. Il cinema da queste parti è di casa. Vancouver, nota come la Hollywood North, ospita numerosi centri di produzione cinematografica, grazie anche a speciali agevolazioni fiscali per il settore.
Da Hope a Vancouver la strada percorre la bassa e fertile valle del fiume Fraser,  intensamente coltivata a mirtilli e mais.
Giunti sulla costa dell’Oceano Pacifico, ci imbarchiamo per l’Isola Vancouver, lunga 500 chilometri e larga 150. Il traghetto lascia pigramente il porto per dirigersi verso l’isola, mentre in lontananza verso sud-est spiccano le cime bianche dei monti dello Stato di Washington. Giunti in prossimità dell’isola il comandante annuncia l’avvistamento di orche alla destra dell’imbarcazione.

Sull’isola Vancouver sorge Victoria, capitale della Provincia di British Columbia e sede del Parlamento, una città tipicamente inglese nell’aspetto e nelle tradizioni. Il clima mite spinge molti pensionati a stabilirsi qui, ma la città è comunque vivace per la presenza degli studenti che frequentano la prestigiosa Università. Victoria è luogo di approdi e partenze: nel porto stazionano gli idrovolanti che fanno la spola con la città di Vancouver e nel Beacon Hill Park troviamo il cartello che segna il chilometro zero della Trans-Canada. Non può mancare una visita ai magnifici Butchard Gardens, giardini spettacolari ricchi di fiori e di piante nati più di un secolo fa nel sito di un’antica cava di argilla.

Vancouver è una città modernissima, formata da un reticolato regolare di strade ampie e parallele. Oltre all’elegante zona del West End, vale la pena girovagare per Gastown, il quartiere più antico, e Granville Island, animata da un pittoresco mercato alimentare, alla quale si accede tramite caratteristici battelli.

BioEcoGeo_Vancouver - Granville IslandVancouver è tra le città più vivibili al mondo, all’avanguardia per l’utilizzo di tecnologie per la limitazione dei consumi energetici ed è la metropoli con maggior utilizzo di risorse idroelettriche: ben il 90% del fabbisogno energetico proviene dall’utilizzo dell’acqua. Tuttavia, le case hanno prezzi altissimi, il costo medio di acquisto di un appartamento è superiore al milione di dollari, anche per le frequenti operazioni immobiliari di imprenditori cinesi che stanno investendo massicciamente nel patrimonio immobiliare della città. Il porto è uno dei più vasti e trafficati al mondo.

Inoltre, Vancouver offre più di 450 chilometri di piste ciclabili e le due ruote sono il mezzo di trasporto più in crescita. Il fiore all’occhiello è la pista ciclabile attorno a Stanley Park (una magnifica area verde di 400 ettari posta sulla penisola adiacente il centro cittadino), lunga circa 10 chilometri, con la possibilità di inoltrarsi nel parco tra specchi d’acqua e alberi secolari. Noleggiare una bici è facile ed economico.

Infine, nella zona dell’Università ha sede un importante Museo antropologico.

Non lontano da Vancouver si trovano molti punti di interesse naturalistico. Oltre ai fitti boschi che coprono la costa che offrono la possibilità di camminare in mezzo alla natura, si possono rapidamente raggiungere le montagne. Con una bella superstrada in poco più di un’ora e mezzo si giunge a Whistler, centro sciistico di altissimo livello. La Sea-to-sky-Highway percorre una sponda del Howe Sound, un fiordo delizioso che ricorda lontani paesaggi norvegesi, con boschi, isolotti nonché le belle Cascate Shannon in cui l’acqua precipita dall’alto di un costone roccioso nel bel mezzo della vegetazione.
A Vancouver non perdetevi “Fly over Canada”, un’esperienza davvero emozionante: allacciati alla poltrona si simula un volo di mezzora immersi in un grande schermo avvolgente attraverso tutti gli scenari naturali del Canada, dalle coste orientali alle praterie, alle montagne innevate dell’ovest. Un modo divertente per vivere o rivivere i tanti ambienti naturali che compongono questo Paese straordinario.



Redazione

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