KeyToNature, l’app che spiega le piante di Roma

Se volete trovare e riconoscere le piante di Roma, ora si può e facilmente. Basta avere una App e un dispositivo mobile.

1632242_img_8324

Qualche giorno fa, a Villa Torlonia a Roma, è stata lanciata la guida interattiva all’immenso patrimonio verde romano. Si tratta di KeyToNature, una App gratuitamente scaricabile da GooglePlay o AppleStore (la Guida interattiva alla flora della Capitale è, invece, già disponibile sul portale online http://dryades.units.it/Roma), che, come un gioco divertente, permette di esplorare la vegetazione di Roma. La città eterna ospita circa 1650 tipi di piante spontanee, dai pini, ai lecci fino agli olmi. La App è nata da un progetto dell’Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL e di Zètema (società partecipata al 100% da Roma Capitale, azienda strumentale capitolina che opera nel settore Cultura), finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dalla Joint Research Unit di LifeWatch Italia (operativa presso il Dipartimento Scienze della Terra e Tecnologie per l’Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche). Essa permette di identificare le piante, tramite caratteristiche illustrate da 150mila immagini, su tutto il territorio del Comune di Roma esteso su un’area di 1287 Kmq. Ci sono 2 interfacce di interrogazione, anche i non esperti di botanica possono farcela: la prima, a scelta multipla, permette di specificare caratteri relativi all’habitus, alle foglie, ai fiori o ai frutti con accesso a una galleria fotografica di piante con i caratteri specificati. Cliccando sul nome di ogni specie, si apre una scheda che riporta ulteriori immagini, una cartina di distribuzione in Italia, una lista di nomi comuni e una nota esplicativa. Se non riconosciamo la pianta, la seconda interfaccia ci guida con altre foto fino alla specie cercata. Carlo Blasi, ecologo vegetale dell’Università La Sapienza ricorda che “la flora di Roma ha due fattori: storico, per le dominazioni straniere, come per gli olmi francesi; naturale, perché con i sette colli e il mare si creano ambienti ottimi per specie diverse, come Castelporziano, scrigno di biodiversità, o il Parco dell’Appia”. I giovani vanno sensibilizzati alla scienza e uno degli obiettivi di tale iniziativa è anche questo, anche perché solo grazie a una buona conoscenza dell’ambiente si può realmente conservare la biodiversità. Buona ricerca!



Simonetta Sandri

La volontà di condividere con i lettori la bellezza dell’universo resta per me la vera ragione della ricerca delle parole più adeguate per descrivere una meraviglia spesso indescrivibile. Perché, come il Principe Miškin ne L’idiota di Fedor Dostoevskij, anche io penso che la bellezza salverà il mondo.


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

10 − sette =