La natura è una macchina perfetta, ma il vero problema è che noi siamo lontani anni luce dal concetto di vera perfezione. Non la capiamo e, come spesso accade in questi casi, non cerchiamo nemmeno di sforzarci per comprenderla. Questo spiega anche perché, quando si parla di prodotti bio e naturali, è facile farsi prendere la mano e lasciarsi andare ad alcune considerazioni superficiali.
Ciò avviene ad esempio quando si dice che la natura puzzi, ma la “puzza” è un concetto del tutto soggettivo, legato fra l’altro ad alcuni processi psicologici. E chiaramente ci sono dei motivi che spiegano perché i prodotti naturali hanno dei profumi e dei sentori spesso pungenti. Motivi che meritano di essere approfonditi, dato che oggigiorno crescono le attenzioni nei confronti del bio, ed è giusto imparare ogni sua sfaccettatura (anche le meno “delicate” per le nostre narici).
I prodotti naturali puzzano: è normale?
Chiaramente ci sono odori e odori, e non è affatto detto che un sentore sgradevole (ma comunque soggettivo) sia indice della presenza di un problema. Ci sono diversi esempi concreti che possono farci capire perché gli odori della natura sono così particolari, partendo dal vino biodinamico, fino ad arrivare al legno naturale e ai cosmetici bio.
Il vino biodinamico
Si comincia dal vino biodinamico, ovvero la qualità in assoluto più lontana dalle lavorazioni industriali. Molti sostengono che puzzi, e in effetti produce un odore pungente, a causa del processo di fermentazione spontanea, che emette un certo sentore di aceto (un fenomeno noto come “acidità volatile”). Può capitare che un vino bio possa addirittura odorare di stalle e di animali, e in tal caso si parla di una gamma di odori che in gergo è nota come “Brett”. Secondo molti esperti, il Brett può addirittura diventare una sorta di certificazione della qualità di quel vino, e c’è un fatto che lo prova: alcuni sentori del Brett sono presenti anche in vini Bordeaux molto pregiati.
Il legno naturale
Le nostre abitazioni iniziano ad accogliere sempre più spesso il legno certificato come componente d’arredo, sia per una questione di stile, sia per rispettare la natura che ci circonda. Ma il legno può profumare così come può produrre degli odori molto forti, proprio perché rappresenta la quintessenza della natura. Gli alberi assorbono molte sostanze e nutrimenti dall’habitat nel quale crescono, attraverso l’acqua, e questo modifica l’odore sprigionato.
Di conseguenza, complementi d’arredo nuovi come i letti realizzati con legni ecologici possono in effetti avere un odore più o meno forte, e lo stesso vale per gli armadi, le cassettiere in legno e via discorrendo. Ma si tratta di odori che con il tempo tendono ad attenuarsi, ed è possibile facilitare questo processo facendo arieggiare gli ambienti.

E poi ci sono alcune essenze che “puzzano” più di altre. Si fa ad esempio riferimento al Pruno Pado, noto come ciliegio a grappoli o Hagg in Svezia. Si tratta di una pianta che cresce anche in Italia, e che ha un odore che secondo molti ricorda il letame. Si tratta di una sorta di caso limite, ma anche altre essenze producono degli odori pungenti, come il pioppo, il sambuco o il noce. Basti chiedere ai professionisti come i boscaioli, i primi ad essere “invasi” dagli odori della natura quando tagliano i ciocchi freschi.
Viceversa, alberi come il cedro vengono considerati “profumati”, mentre altri (come il cipresso e il tiglio) restano nel mezzo: c’è chi li considera piacevoli, e chi invece non ne sopporta l’odore. Un’ulteriore prova del fatto che la percezione olfattiva, e la conseguente associazione mentale, è del tutto soggettiva.
D’altro canto, un oggetto in legno potrebbe puzzare anche per altre ragioni. Magari perché non è bio, dunque potrebbe essere stato trattato con vernici chimiche, a base di formaldeide. È possibile evitare questi rischi optando per i complementi in legno certificato FSC e sicuro, come nel caso dei prodotti naturali di Vivere Zen, ad esempio.
Detto ciò, ci potrebbero essere altre ragioni alla base dei mobili in legno che puzzano, come lo sviluppo di muffe e batteri dovuto alla presenza di un ambiente particolarmente umido. In questo caso la colpa non è del legno, ma della scarsa ventilazione degli ambienti, quindi nostra.
I cosmetici bio
Persino i cosmetici bio possono puzzare, e anche in questo caso tutto dipende dal sentore degli ingredienti e delle essenze che li compongono. Un esempio molto attuale riguarda il Tea Tree Oil (olio di albero del tè), insieme ai prodotti contenenti un noto lievito naturale come il Pitera. In sintesi, non è affatto detto che un odore sgradevole sia il segnale di un prodotto pessimo o addirittura dannoso, e il campo della cosmesi ne dà un’ulteriore prova. Infine, gli oli naturali contenuti nei cosmetici – se questi ultimi non vengono conservati correttamente – tendono ad ossidarsi e a produrre un odore poco gradevole (il classico sentore di rancido).










