Global Sumud Flotilla, la nave principale colpita da un drone in acque tunisine

La scorsa notte, la Family Boat – l’imbarcazione principale della Global Sumud Flotilla, missione civile e umanitaria diretta a Gaza – è stata colpita da quello che gli attivisti denunciano come un attacco da drone mentre si trovava ancorata al largo del porto tunisino di Sidi Bou Said.

Secondo le testimonianze, l’equipaggio – tra cui la giovane attivista svedese Greta Thunberg e i membri del comitato direttivo della coalizione – è stato colpito da una fortissima esplosione e dal successivo incendio sviluppatosi sul ponte. Fortunatamente, le fiamme sono state domate rapidamente e nessuna persona è rimasta ferita.


Versioni contrastanti
Le autorità tunisine hanno inizialmente parlato di un incendio a bordo, ipotizzando un guasto ai giubbotti di salvataggio. Ma i video diffusi dagli attivisti mostrano chiaramente un lampo di luce proveniente dall’alto che colpisce la nave, smentendo la ricostruzione ufficiale. «Non c’è stato alcun incendio casuale» dichiarano gli organizzatori. «Si tratta di un atto intimidatorio gravissimo». Al momento, non ci sono state reazioni ufficiali da nessuna parte.
Al porto di Sidi Bou Said è accorsa anche Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi, che vive a Tunisi: «Se venisse confermato che si è trattato di un attacco con droni, si tratterebbe di un’aggressione alla Tunisia e alla sovranità tunisina», ha detto la giurista italiana.

La missione continua

La Family Boat – lunga 35 metri e battente bandiera portoghese – trasportava parte della dirigenza della Global Sumud Flotilla, coalizione nata dall’unione di tre movimenti internazionali per rompere l’assedio di Gaza con un convoglio navale carico di aiuti umanitari. I promotori hanno ribadito la volontà di non fermarsi: «La nostra missione umanitaria non si fermerà e non sarà influenzata da alcuna minaccia. La Tunisia è un Paese sovrano e rifiutiamo qualsiasi assalto al suo territorio. I nostri occhi restano puntati a Gaza», ha affermato l’attivista brasiliano Thiago Ávila, accolto dagli applausi di decine di sostenitori.

Reazioni politiche

L’attacco ha suscitato alcune indignazione tra cui quella di Sergio Costa, vicepresidente della Camera dei Deputati, che in una nota diffusa da Roma ha dichiarato: «L’attacco della scorsa notte contro la Global Sumud Flotilla in acque tunisine è un episodio gravissimo e inaccettabile. Vedere l’imbarcazione di attivisti pacifici, tra cui Greta Thunberg, colpita da un drone mentre porta aiuti umanitari alla popolazione palestinese di Gaza rappresenta un nuovo livello di escalation che condanniamo fermamente. Mentre coraggiosi attivisti mettono a rischio la propria incolumità per portare soccorso a una popolazione affamata e sotto assedio, assistiamo a tentativi di sabotaggio che dimostrano quanto sia urgente l’intervento della comunità internazionale. È ora che il governo Meloni prenda una posizione chiara e segua l’esempio della Spagna, sospendendo immediatamente ogni fornitura di armi a Israele e cessando di finanziare quello che sempre più osservatori internazionali definiscono un genocidio del popolo palestinese». Infine, il vicepresidente della Camera ha ribadito: «L’Italia non può continuare a rimanere complice di questa carneficina. Chiediamo il riconoscimento immediato dello Stato della Palestina e la fine di ogni complicità economica e militare con chi usa la fame come arma di guerra. La comunità internazionale ha il dovere di proteggere chi porta aiuti umanitari, non di lasciarlo in balia di attacchi criminali».

Solidarietà e resilienza

La Global Sumud Flotilla – che prende il nome dalla parola araba sumud, resilienza – vuole denunciare con un’azione nonviolenta l’assedio imposto da Israele alla Striscia di Gaza, e allo stesso tempo portare aiuti concreti a una popolazione allo stremo.
Nonostante il tentativo di fermarla, la flottiglia si prepara a riprendere il mare, rinnovando il suo messaggio: la solidarietà internazionale non si lascia intimidire.

Redazione
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