Il disastro ecologico nella regione di Sverdlovsk in Russia

Il blogger russo Sergey Zamkadniy ha abituato i propri lettori con immagini di splendidi tramonti o avventure fluviali.
Il suo ultimo lavoro, tuttavia, mostra ambienti fluviali ma in condizioni ben diverse a causa di un disastro che sta accadendo proprio mentre scriviamo queste righe.

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Una miniera di rame abbandonata negli Urali russi ha contaminato il fiume che scorre poco distante dallo stabilimento. Zamkadniy ha ripreso il colore arancio di questo disastro mostrandolo al mondo intero. È in corso un’inchiesta da parte delle autorità russe per far luce su una delle peggiori catastrofi ambientali in Russia degli ultimi anni.

La miniera di Levikhinsky

La contaminazione proviene dalla Levikhinsky, una miniera di rame abbandonata, poco distante dal villaggio di Lyovikha, nella parte occidentale della Siberia.
I rifiuti avrebbero dovuto essere immagazzinati all’interno di contenitori a tenuta stagna nell’attesa di essere trattati, ma pare che le recenti forti piogge nella regione li abbiano fatti traboccare.
Secondo l’Agenzia di Stampa Francese, già lo scorso anno l’ambientalista locale Andrei Volegov aveva avvisato le autorità russe del rischio di tracimazione nella miniera, ma gli era stato risposto che la società responsabile per i rifiuti non era in grado di sostenere i costi per il trattamento dei rifiuti.

La regione siberiana e i cambiamenti climatici

La Siberia è una delle regioni più colpite dagli effetti del cambiamento climatico. Fra questi, il più evidente è l’innalzamento delle temperature con picchi record per l’Artico che sono arrivati fino ai 38 gradi nella città russa di Verkhoyansk del 20 giugno.
Le conseguenze di tali temperature sono devastanti per la Siberia: vastissimi incendi, scioglimento del permafrost e proliferazione di insetti.
A fine giugno sono stati 1,15 i milioni di ettari di terreno completamente rasi al suolo dalle fiamme. Il tutto, associato al rilascio di circa 56 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Parliamo di un quantitativo superiore alle attuali emissioni di alcuni Paesi industrializzati come la Svizzera e la Norvegia.
Il caldo ha anche accelerato lo scioglimento del permafrost causando la fuoriuscita di un’enorme quantità di petrolio conservato all’interno del terreno ghiacciato e che ha creato un disastro senza precedenti. I gas rilasciati da tutto questo aumenteranno ulteriormente il riscaldamento globale.
Non ultima conseguenza, l’incontrollata proliferazione delle falene della seta, le cui larve si nutrono senza sosta di conifere, determinando ulteriori, gravissimi danni all’ambiente.
La regione artica russa sta affrontando la pressione ambientale del riscaldamento globale, tuttavia non riesce a ritenere le aziende responsabili e ad agire per proteggere le sue risorse naturali.



Redazione

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