Parliamoci chiaro: al Parco Verde di Caivano sono accadute troppe cose brutte. Una delle piazze di spaccio più grandi dell’iterland napoletano, la sede del “palazzo dell’orrore“, la morte di due bambini. “Parco Verde di Caivano”, per gli addetti dei lavori e non, richiama questo scenario.
Parco Verde_BioEcoGeo
Ieri però a Caivano si è scritta una storia diversa. Nella villetta comunale del Parco Verde è stato inaugurato – grazie al lavoro dell’Onlus “Una Infanzia da Vivere” –  un nuovo campo sportivo e una nuova area giochi realizzati interamente in gomma riciclata. Un intervento «dal grande valore sociale per supportare chi ogni giorno si impegna a costruire un futuro di speranza e legalità per i tanti giovanissimi abitanti del quartiere».
Il campo di calcio è stato realizzato con un sottofondo di gomma riciclata. «Il nostro impegno – spiega un dirigente presente alla manifestazione –  è quello di trasformare i pneumatici abbandonati per le strade o non utilizzati dai gommisti in applicazioni utili».
«Macinando un pneumatico e trasformandolo in opportuni granuli si crea un materiale molto resistente e si possono creare campi di calcio, di tennis, di pallavolo».
Questo intervento è stato reso possibile grazie al “Protocollo per interventi di gestione straordinaria dei Pneumatici Fuori Uso abbandonati nella Terra dei Fuochi” che dal 2013 ad oggi ha già consentito di rimuovere oltre 16.000 tonnellate di PFU dal territorio delle Province di Napoli e Caserta.
Alla manifestazione hanno partecipato diverse realtà, dal mondo della politica a quelle dell’associazionismo: il sindaco di Caivano, Antonio Falco, Antonio Mastroianni, presidente regionale Uisp, Vincenzo Ferrara, presidente della fondazione Cannavaro-Ferrara, Marko De Falco, dirigente Farvima Medicinali, Vito Coppola dirigente comunale, Carlo Sforza, responsabile nazionale della Protezione Civile, Padre Maurizio Patriciello, parroco della chiesa di San Paolo, Antonio Piccolo presidente della Scuola Calcio Arci Scampia e Diletta Capissi, giornalista.