Post Covid a Milano? La rinascita è a due ruote

Il dibattito sulla fase 2, la fase della ripresa post Coronavirus, si sta concentrando su come si sposteranno le persone e come mettere tutti in condizioni di rispettare il distanziamento sociale necessario per la prevenzione dell’infezione da Covid.

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Oggi a Milano stiamo godendo di una città con una qualità dell’aria che ci è stata negata per decenni, di strade dove lo spazio riacquistato per l’assenza di traffico illumina le potenzialità di una mobilità diversa, di livelli di silenzio impensabili fino a due mesi fa.
L’emergenza ci ha riconsegnato città più umane e chiarito che l’inquinamento in città è prevalentemente ricollegabile al traffico; ci ha anche mostrato come, quando le istituzioni chiamano e i cittadini sono adeguatamente informati, è possibile prendere provvedimenti estremi.
L’Associazione Cittadini per l’aria lancia un appello a tutte le forze in campo affinché la tragedia che ha colpito Milano e la Lombardia produca un esito positivo e dalle ceneri di quanto  accaduto possa risorgere una città con una popolazione più sana e una qualità ambientale capace di restituire benessere ai suoi abitanti, raccogliendo le sfide del futuro. Chi oggi ipotizza una mobilità motorizzata, una persona per auto, l’abolizione delle limitazioni alla circolazione dei veicoli e l’aumento dei parcheggi come la soluzione per proteggerci, ripropone una concezione primitiva, ambientalmente insostenibile e dannosa per la salute della mobilità.
Proposte in assoluta controtendenza con quello che stanno mettendo in atto le grandi capitali del mondo dove si studia l’incremento di frequenza del trasporto pubblico locale per ridurre l’affollamento, si raddoppiano i marciapiedi e si inventano reti ciclabili pop-up. Vinceranno le città che sapranno indirizzare questa emergenza verso un drastico cambiamento della mobilità delle aree urbane.

La mobilità su due ruote – affiancata dall’utilizzo del telelavoro, dalla pedonalità e da sistemi di trasporto pubblico e in condivisione potenziati –  rappresenta la chiave per far rinascere le nostre città consentendo alle persone di muoversi, facendo attività fisica e consentendo il distanziamento che serve per evitare la diffusione del contagio. Serve spazio per le bici, per la mobilità dolce, per i pedoni, perché i cittadini si sentano sicuri in strada. Serve il coraggio per ridurre in modo massiccio i posti di sosta che rendono le nostre città parcheggi a cielo aperto,  sottraendo spazio a bici, pedoni e trasporto pubblico.

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Cittadini per l’aria lancia un appello al Sindaco Sala perché colga questa occasione straordinaria di ridurre l’inquinamento in città proteggendo davvero i suoi cittadini. Si attivino percorsi ciclabili di emergenza come stanno già facendo tante città del mondo, si rimettano in funzione al più presto i sistemi di controllo degli accessi alle auto (Area B e Area C) consentendo alla ciclabilità  di diventare un piano di rinascita anche economica e industriale del nostro Paese. «Milano diventi davvero, come prelude la nomina del Sindaco a capo della task force post-covid di C40, il traino del risanamento delle grandi aree urbane dal coronavirus, facendo rinascere città metropolitane con meno inquinamento, meno rumore, più spazio per le persone. Questo si può fare ora come non mai. Si metta subito mano alla pianificazione della ciclabilità di emergenza, anche per la città metropolitana che proprio in questi mesi sta progettando il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, perché grazie anche alle bici elettriche le distanze anche rilevanti si riducono. Non domandarsi quale maggior danno comporterebbe proseguire su un modello di mobilità a combustione interna sarebbe oggi irresponsabile ed equivarrebbe a perdere un’occasione straordinaria di salute e benessere per il Paese». Così Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria.

«Mai piu’ come prima!» dice Francesco Forastiere, epidemiologo e consulente dell’Oms. «Per anni abbiamo saputo che l’inquinamento atmosferico causa danni importanti alla salute. Conoscevamo bene le stime sulla mortalità dovuta al particolato fine e al biossido di azoto: numeri grandi e importanti, non meno di quelli da Covid-19. Per anni l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha chiesto ai governi di intervenire per ridurre questo importante fattore di malattia. Ora che abbiamo visto che l’inquinamento può diminuire, che si possono prevenire danni importanti per la salute, vogliamo tornare alla situazione di prima? Vogliamo addirittura il ritorno al traffico e alla mobilità privata? No grazie. È il momento di passare a un nuovo modello. È il momento di pensare a città e spostamenti più sani e più vivibili».



Redazione

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