Qualità dell’aria: sai cosa respiri davanti a casa tua?

Un progetto di scienza partecipata a tutela dell’atmosfera in risposta ai dati (pessimi per l’Italia) dell’ultimo Rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente sulla Qualità dell’Aria. L’Associazione Cittadini per l’Aria chiama gli abitanti di Roma, Milano e Napoli a contribuire nel rilevamento del biossido di azoto (NO2).

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L’ultimo Rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente sulla qualità dell’Aria in Europa (i dati si riferiscono al 2017) non lascia margini discrezionali: ancora troppo poco viene fatto, in Europa, per tutelare l’ambiente che ci circonda e a difesa della qualità dell’aria che respiriamo. E – triste a dirsi – i numeri relativi all’Italia sono da ultima della classe.

Gli ossidi di azoto (NOx) 
Nella gran parte delle aree urbane italiane e in tutta la Pianura Padana e si evidenzia inoltre una diffusa violazione dei limiti di legge per quanto concerne il biossido di Azoto (NO2) che espone la popolazione a gravi rischi per la salute. Generato prevalentemente dai gas di scarico delle vetture diesel, questo inquinante killer causa proprio in Italia, a livello europeo, il maggior numero di decessi. Il biossido di azoto è, con il PM10, uno degli inquinanti a causa dei quali l’Italia si trova sotto procedura d’infrazione europea.

La sua pericolosità è scientificamente provata: è un radicale libero molto reattivo che attacca qualunque componente biologica con cui viene in contatto. Ciò significa che, per esempio, quando respiriamo in una via trafficata, questo gas attacca il rivestimento dei nostri polmoni determinando un danno innanzitutto sulle persone che soffrono di asma, ma anche su chiunque altro riducendone la funzionalità respiratoria. Particolarmente a rischio risultano essere i bambini a carico dei quali l’esposizione a elevate concentrazioni di biossido di azoto determina un danno allo sviluppo del sistema cognitivo e dei polmoni. L’esposizione al biossido di azoto è associata a irritazioni delle mucose e degli occhi, come al sorgere di bronchiti. Incide anche sull’incremento di tumori ai polmoni e al seno e sull’aggravarsi di patologie cardiorespiratorie (ischemie del miocardio, scompenso cardiaco e aritmie cardiache) anche acute. Gli ossidi di azoto (NOx) sono anche precursori della formazione dell’ozono altro inquinante per il quale siamo di nuovo primi (ovviamente in negativo) nella classifica dei Paesi europei per le concentrazioni più elevate. Sul dato complessivo di 2.5 milioni di europei esposti contemporaneamente a concentrazioni fuori legge di particolato, biossido di azoto e ozono, ben 2 milioni sono italiani.

 

La situazione in Italia
Il rapporto evidenzia anche che l’Italia è tragicamente da record per quanto riguarda l’impatto sanitario: sono ben 58.000 le morti premature all’anno per esposizione alle concentrazioni di PM2,5 – altro inquinante alla cui formazione il biossido di azoto contribuisce –  14.600 per l’esposizione al biossido di azoto e 3.000 quelle causate dall’ozono. E nel frattempo, ricordiamolo, manca ancora il Programma Nazionale per il Controllo dell’Inquinamento Atmosferico, previsto dalla Direttiva 201/2284EU che doveva essere pronto ad aprile scorso.

 

Milano-Roma-Napoli: tre grandi città (e tanti cittadini) unite nella lotta al Biossido di Azoto
È in questo scenario da allarme rosso che Cittadini per l’Aria – associazione che ha scelto di impegnarsi per difendere il diritto di respirare aria pulita – lancia la terza edizione di NO2, NO Grazie!, campagna di scienza partecipata tesa a influire sulle politiche locali per migliorare la qualità dell’atmosfera che ci circonda.

Il progetto consente quest’anno agli abitanti di Roma, Milano e Napoli (con inclusa l’area di Caserta), grazie alla collaborazione con Salvaiciclisti Roma e il Comitato Vivibilità Cittadina di Napoli, di partecipare al monitoraggio del biossido di azoto per poi presentare alle amministrazioni cittadine dati utili a supportare l’adozione di nuove misure anti-smog. Le tre città sono accomunate dalla cattiva qualità dell’aria che vi si respira: nel 2018 la concentrazione media annua di NO2 a Roma, Milano e Napoli hanno raggiunto rispettivamente quota 66 µg/m³, 59 µg/m³ e 56 µg/m³.

I cittadini, le famiglie, una scolaresca, un’intera azienda, tutti, aderendo al progetto, possono dare il loro contributo per migliorare la qualità dell’aria (basta registrarsi al sito dei Cittadini per l’Aria). I partecipanti potranno ritirare, a fine gennaio, un kit di misurazione da collocare all’aperto a un’altezza di circa 2 metri e mezzo, seguendo delle semplici istruzioni. Cittadini per l’Aria invita tutti a partecipare per contribuire così a effettuare una mappatura dettagliata delle aree urbane coinvolte.

Nel periodo di esposizione, previsto per quattro settimane durante il mese di febbraio 2020, il campionatore passivo raccoglierà per assorbimento il biossido di azoto (NO2) nell’aria nel punto prescelto. I campionatori saranno poi analizzati in laboratorio per ottenere i dati delle concentrazioni di NO2 misurate in ciascun punto di monitoraggio. I dati elaborati dai ricercatori del Comitato Scientifico del progetto creeranno un database unico di informazioni preziose che gli epidemiologi utilizzeranno per determinare l’impatto sanitario dell’NO2 nelle tre città e che verrà messo a disposizione delle amministrazioni.



Redazione

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