Se in Italia fossero tutti Alcara Li Fusi

Si tratta di un piccolo paese in provincia di Messina che ha deciso di svoltare attraverso la riqualificazione del patrimonio immobiliare, culturale e naturalistico. Un esempio dello spirito e del dinamismo che aiuterebbe l’Italia ad essere un paese migliore

di Giorgio Sapori

Alcara Li Fusi

Era fine ottobre. Complice il ritorno dell’ora solare, a Milano l’atmosfera era buia e grigia. È bastato arrivare a Catania che tutto è cambiato improvvisamente: un sole luminoso ci scaldava la pelle e la vista del mare ci illuminava lo spirito. Non era la prima volta per me in Sicilia, tanto meno in questa zona. Nicola, amico fraterno e compagno di viaggio, è nato proprio ad Alcara Li Fusi, piccolo paesino nel messinese arroccato sulle pendici dei Nebrodi e a soli 300 metri sul livello del mare. Ed ecco perché ogni tanto ci ritroviamo in questo luogo singolare quanto amico.
Questa volta però, il mio soggiorno ad Alcara Li Fusi è stato ancor più interessante e coinvolgente rispetto agli altri. Oltre a qualche giorno di relax lontano dalla città, ho infatti avuto la fortuna di essere accolto e guidato da un giovane sindaco, Nicola Vaneria (in queste zone sembrano chiamarsi tutti Nicola), e da una comunità che mi ha mostrato un incredibile progetto in corso, per la rivalorizzazione del patrimonio culturale, turistico, immobiliare e ambientale del proprio paese.
Andiamo con ordine. Alcara Li Fusi è una località di 2mila abitanti dalle origini antiche. 
Un luogo ricco di storia, ma anche di bellezze naturali come la Grotta del Lauro, un’importante cavità carsica che, con il suo interno in parte ancora inesplorato, offre un suggestivo spettacolo composto da innumerevoli grandi stalattiti, stalagmiti e colonne dalle forme più svariate.
Sulle spettacolari pareti lisce che fanno da cornice alla Grotta del Lauro, trova il suo habitat naturale l’aquila reale, simbolo della cittadina e animale molto rispettato dagli abitanti di Alcara Li Fusi in quanto, secondo una singolare leggenda, è legata a San Nicolò Politi, Santo Patrono del paese. Tuttora questo splendido animale viene monitorata tramite una telecamera montata accanto al nido che riprende ogni attività: dal restauro annuale, alla deposizione, cova e schiusa delle uova, alla crescita ed involo dell’aquilotto.
BioEcoGeo_grifoniInoltre, durante il mio breve ma intenso soggiorno, sono stato coinvolto nei preparativi di un importante evento svoltosi il 4 novembre scorso: l’inaugurazione del Sentiero dei Grifoni nell’area delle Rocche del Crasto, il massiccio montuoso che si erge tra Alcara Li Fusi e Longi. Un vero evento perché questi animali, scomparsi negli anni ’60, sono stati reintrodotti con un lento progetto iniziato alla fine degli anni ’90 e che ha visto oggi l’insediamento stabile di ben 50 esemplari.
La tutela di questi animali sta dando ottimi frutti e infatti, alcune tra le più importanti associazioni naturalistiche come LIPU e WWF organizzano giornate e interi weekend di osservazione di questi volatili.
Tra un preparativo e l’altro, il Sindaco Vaneria mi ha accompagnato e guidato in una passeggiata per le vie del paese. Mi ha aperto le porte del Museo di Arte Sacra (al cui interno sono esposte opere artistiche meravigliose) e, proseguendo con la visita delle Chiese, ho potuto anche ammirare le vecchie abitazioni coinvolte nei progetti di ristrutturazione da parte di giovani abitanti (o di coloro che, dopo aver passato anni lontani dalla propria terra, hanno deciso di tornare) e che investono nella riqualificazione del loro paese. Tra i commenti del Sindaco e i ricordi da ragazzo di Nicola, la mia mente non ha fatto altro che pensare a come sarebbe “semplice” per l’Italia, se tutti i comuni fossero Alcara Li Fusi, con sindaci lungimiranti e cittadini desiderosi di darsi da fare per il bene comune. Per creare un luogo in cui vivere bene e in sintonia con la natura, lasciandole i propri spazi ma soprattutto dedicandole le giuste cure e attenzioni. Se ogni sindaco (come nel nostro caso) si preoccupasse di rinnovare il patrimonio immobiliare e urbanistico con un’attenzione particolare alla sostenibilità (ambientale, sociale ed economica), di proteggere il proprio territorio e si dedicasse alle vere necessità dei cittadini, non servirebbe alcuno Sblocca Italia per far ripartire la nostra economia. E non si tratta di un ritorno alla mentalità chiusa dei vecchi Comuni o delle Signorie, ma di semplice buon senso. Per tutelare il territorio e i cittadini, occorre conoscerli. Entrambi. Sapere delle esigenze, delle difficoltà, dei punti deboli ma anche delle virtù e delle potenzialità. Il sindaco e i cittadini di Alcara Li Fusi lo sanno bene e stanno valorizzando ogni singola opportunità che renderà il paese una meta di turismo marino, ma anche culturale, religioso, naturalistico e sportivo. E perché no, magari anche un comune virtuoso per l’efficienza energetica delle case, della raccolta differenziata dei rifiuti e dell’utilizzo delle tecnologie più moderne. Io, personalmente, sarò il primo sostenitore di tutto ciò, perché queste realtà non possono passare inosservate e hanno bisogno di grande sostegno e visibilità.



Redazione

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