Timore dei medici: serve parlare coi pazienti delle conseguenze dei cambiamenti climatici

Il presidente del’Ordine medici di Firenze Dattolo dichiara: «Dobbiamo parlare coi pazienti delle conseguenze dei cambiamenti climatici. Non stiamo a guardare, vogliamo essere parte attiva nel movimento per la giustizia climatica»

I medici fiorentini si interrogano sul ruolo che possono svolgere per fronteggiare la crisi climatica. Lo hanno fatto durante una delle “Pillole del mercoledì sera”, appuntamenti periodici durante i quali medici specialisti, di medicina generale e del territorio si ritrovano per affrontare temi che riguardano il loro lavoro e la salute della popolazione.

«Di fronte alla crisi climatica e all’inquinamento ambientale i medici non possono stare a guardare» spiega il presidente dell’Ordine dei Medici di Firenze, Piero Dattolo.
«L’inquinamento ambientale determina direttamente patologie di diversi apparati, quali patologie tumorali, cardiovascolari, polmonari ed anche mentali. A livello globale la siccità e la sempre maggior difficoltà nell’accesso ai beni di prima necessità determinerà un aumento dei decessi per malnutrizione, malaria, diarrea e caldo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che fra il 2030 e il 2050 i cambiamenti climatici causeranno circa 250.000 mila morti all’anno. La distruzione delle nicchie ecologiche determinerà una sempre maggior frequenza di zoonosi, delle quali il Covid è un primo esempio di cui abbiamo avuto tragica esperienza in questi anni».

«Come medici dobbiamo essere consapevoli e farci portavoce verso i nostri pazienti di quali sono e saranno le conseguenze della crisi climatica sulla salute della popolazione, ma dobbiamo anche essere consci delle cause maggiori dell’aumento dei livelli di CO2 ed essere parte attiva nel movimento per la giustizia climatica – sottolinea Dattolo – Dobbiamo socializzare la necessità di adottare, a livello di comunità, stili di vita sostenibili ed esigere interventi strutturali urgenti che mirino a costruire un modello di società e di sviluppo che salvaguardino l’ambiente e la vita delle persone».
«L’aumento delle temperature di cui siamo spettatori negli ultimi decenni, porterà presto ad un innalzamento del livello dei mari che cancellerà le città costiere, alla morte delle barriere coralline, a siccità che cancelleranno le coltivazioni in parti immense del globo Masse enormi di persone saranno costrette ad emigrare dalle loro case, per sfuggire agli eventi meteorologici e alla ricerca di acqua e cibo. Tutto ciò, prima ancora che il primo secolo del 2000 si sia potuto concludere – dichiara il presidente dell’Ordine dei Medici di Firenze – La qualità dell’aria è ormai irreversibilmente compromessa in molte regioni inquinate».