In Patagonia senza PVC!

Davide bacciDavid Bacci, Alpinista, racconta alle penne di Greenpeace la sua avventura: raggiungere la vetta del Cerro Torre (3.102 metri) in Patagonia usando solo capi di abbigliamento privi di PFC.
«Quando proposi a Greenpeace di voler scalare una delle vette più impegnative presenti in Patagonia – terra famosa anche per il clima pessimo – usando capi di abbigliamento privi di PFC, avevo in realtà qualche dubbio.
Questi prodotti avrebbero funzionato altrettanto bene come quelli con membrane Gore Tex? Beh, devo dire che hanno funzionato e sono estremamente soddisfatto delle loro performances. Ma andiamo con ordine. Io e il mio compagno di scalate abbiamo guardato le previsioni del tempo per tre settimane, ma dicembre non ci ha concesso nessuna finestra di bel tempo. L’opportunità si è presentata dal 3 al 7 gennaio e l’abbiamo colta al volo.
Abbiamo iniziato ad avvicinarci a Laguna Torre e al campo base di Nipponino con un vento pazzesco, dopo sei ore di cammino sul ghiacciaio ci siamo fermati a riposare. Le distanze sono molto maggiori qui che in qualunque altra parte del mondo che ho visitato e camminare per venti chilometri prima di arrivare in montagna è davvero normale. Un’attrezzatura affidabile e di buona qualità è essenziale in queste circostanze soprattutto se si incontra il maltempo in questo percorso di avvicinamento.

BioEcoGeo_Patagonia_Al campo base di Nipponino abbiamo preparato l’attrezzatura e a mezzanotte abbiamo iniziato ad avvicinarci alla base della parete occidentale del Cerro Torre (3.102 metri). Un trekking lungo e difficile sul Glaciar Grande tra enormi crepacci ci ha portati al Col Standhart e poi, dopo altri 1.200 metri di dislivello, siamo arrivati a Circo De los Altares, da dove abbiamo iniziato l’arrampicata. Dopo 15 ore di arrampicata siamo arrivati alla base del muro, a Col de La Speranza. Qui abbiamo scavato una buca nella neve dove poter stare caldi e protetti durante la notte. Abbiamo sciolto un po’ d’acqua per bere e ci siamo ripresi dalla dura giornata.
Greenpeace mi ha prestato l’attrezzatura e l’abbigliamento privo di PFC che si è comportato bene finora. Ancora ben asciutto e caldo! La mattina del 5 gennaio abbiamo iniziato a scalare la facciata occidentale, 850 metri sopra di noi: neve e incredibili formazioni di ghiaccio sembravano ostacoli insormontabili ma nel 1974 una squadra italiana aveva trovato una via e abbiamo deciso di seguirla. Dopo molti metri e molte sezioni di ghiaccio verticale e neve inconsistente siamo arrivati agli ultimi cinquanta metri del Cerro Torre. Il famoso “fungo”, ovvero la parte più difficile di neve inconsistente, che può richiedere fino a cinque ore per la scalata.
Ho preso la mia attrezzatura e l’ho affrontata. Dopo un’ora di lunga battaglia contro il vento forte e le asperità del sito, siamo arrivati in cima a questa spettacolare montagna: il sogno di ogni alpinista. Ci siamo goduti la vetta e poi abbiamo iniziato la lunga discesa fino a raggiungere il nostro riparo scavato nella neve dove abbiamo passato di nuovo la notte. Il 6 gennaio abbiamo camminato per 14 ore sullo Hielo Continental – la terza maggiore massa di ghiaccio al mondo – e abbiamo dormito alla base. Il 7 gennaio siamo tornati indietro a El Chalten felici e soddisfatti.

La mia attrezzatura ha funzionato alla perfezione e sono felice di essermi arrampicato su queste montagne senza usare prodotti con sostanze tossiche. La natura è la nostra casa e il nostro parco divertimenti, è nostro dovere proteggerla e non contribuire a contaminarla con sostanze chimiche pericolose. Grazie Greenpeace per averci aiutato a farlo!



Redazione

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