Kostrena Croazia_incidente petrolioDopo Tunisia, Francia e Italia ora tocca alla Croazia. Ripartono confronto nei tribunali e mobilitazioni sui territori.
Quattro incidenti in tre mesi e tutti in Paesi del Mediterraneo: isole Kerkennah, Tunisia, nel mese di marzo; incidente all’oleodotto Total, Francia, in aprile; fuoriuscita di greggio nel Valpolcevera e poi nel Tirreno, sempre in aprile. Fonti croate segnalano infine un quarto incidente nell’area del Mediterraneo, a Kostrena, in Croazia, dove la fuoriuscita incontrollata di olio combustibile dalla vicina raffineria dell’INA, per poco non ha causato un nuovo disastro.
Secondo i residenti nella zona, questo è l’ultimo di una lunga serie di episodi che hanno visto protagonista, in negativo, la raffineria dell’INA.

«Cos’altro deve ancora accadere – dichiara Roberta Radich, del Coordinamento Nazionale No Triv – perché i Governi raccolgano l’invito del governo francese per una conferenza dei Paesi del Mediterraneo interamente dedicata alla definizione di una politica comune sulle attività legate all’Oil&Gas e per una moratoria delle attività estrattive estesa all’intero Mediterraneo? La proposta del ministro francese va accolta subito».

«Il successore della Guidi, tace su tutti i fronti» continua Roberta Radich. «Dal 10 maggio ad oggi la presenza del Ministro Calenda è stata impercettibile, evanescente».
Nessuna presa di posizione rispetto alla diffida che è stata recapitata al MISE su 61 concessioni per coltivazione di gas e petrolio che il Ministero continua a considerare vigenti malgrado l’assenza di titolo autorizzativo. Nessuna concreta iniziativa sul piano internazionale; nessuna dichiarazione, né da parte sua né del Ministro all’Ambiente Galletti, neppure dopo che lo Stato italiano è stato messo sotto processo dalla Corte europea dei diritti umani per non aver difeso la salute di 182 cittadini di Taranto dagli effetti delle emissioni dell’ILVA e dopo che il Tribunale del riesame ha confermato il sequestro di due vasche del Centro Oli di Viggiano dell’ENI e del pozzo di reiniezione “Costa Molina 2” a Montemurro, in provincia di Potenza.
Il silenzio del neo Ministro e degli inamovibili super burocrati di Via Veneto non durerà in eterno. «In assenza di risposta sulle 61 concessioni prive di titolo autorizzativo – commenta  Francesco Masi, del Coordinamento Nazionale No Triv – risponderemo con un ricorso al TAR Lazio e, su tutto il resto, con una nuova stagione di mobilitazione nei territori che incrocerà la campagna del referendum di ottobre sulla Costituzione».