Api: nel DNA del miele il segreto per proteggere l’ape italiana

L’Università di Bologna festeggia la Giornata Mondiale delle Api 2020 con il nuovo progetto BEE-RER, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna. Un gruppo di studiosi utilizzerà gli strumenti della genomica per garantire la conservazione delle api e migliorare la qualità e la tracciabilità del miele

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L’Università di Bologna festeggia la Giornata Mondiale delle Api 2020, che si celebra il 20 maggio, con il nuovo progetto di ricerca BEE-RER, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e realizzato con la collaborazione delle associazioni degli apicoltori e delle organizzazioni apistiche regionali.

«Le api hanno un ruolo fondamentale per preservare l’equilibrio dei nostri ecosistemi; per questo, la loro salvaguardia, attraverso l’apicoltura, è oggi una priorità mondiale», spiega Luca Fontanesi, professore dell’Università di Bologna che coordina il progetto.
«Gli effetti del cambiamento climatico sulla biologia delle api e sul mantenimento della biodiversità, la diffusione nell’ambiente di agenti inquinanti tra cui diversi fitofarmaci ed anche il preoccupante aumento delle contraffazioni e delle frodi nel mercato internazionale del miele sono gravi problemi per i quali servono risposte rapide ed efficaci».

Il progetto BEE-RER è pensato per affrontare queste problematiche con gli strumenti della genomica. Analizzando il DNA del miele, i ricercatori potranno mettere a punto strategie e metodologie analitiche in grado di garantire la conservazione sostenibile dell’ape italiana (conosciuta come ape ligustica, Apis mellifera ligustica Spinola). In questo modo sarà così possibile migliorare la qualità e la tracciabilità del miele in Emilia-Romagna e sviluppare al tempo stesso innovative soluzioni per combattere la diffusione di nuovi e vecchi patogeni che colpiscono gli alveari.
Per l’Università di Bologna partecipano a BEE-RER il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari, con i ricercatori Luca Fontanesi, Samuele Bovo, Anisa Ribani, Giuseppina Schiavo e Valerio Joe Utzeri, e il Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie, con le ricercatrici Gloria Isani, Roberta Galuppi e Giulia Andreani.



Redazione

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